lunedì, Giugno 24, 2024

Auto elettriche: una lenta elettrificazione tutta italiana

(Adnkronos) – Nonostante gli incentivi sulle auto elettriche siano stati bruciati in poche ore, l’Italia resta il fanalino di coda di un’Europa che, lentamente ma con costanza, si dirige verso l’elettrificazione.  Secondo un recente studio che ha preso in esame i dati di vendita forniti da Eurostat, a “lenta elettrificazione” risulterebbero ben 10 Paesi in Europa. Le auto elettriche nonostante siano protagoniste della mobilità del futuro, hanno diversi “problemi” legati all’autonomia, al prezzo e alla reperibilità.  La diffidenza degli italiani, ma anche dei paesi dell’Est dell’Europa, è dovuta principalmente alla scarsità di infrastrutture adeguate e non solo.  La Bosnia ed Herzegovina è il primo paese europeo meno elettrificato, dallo studio risulterebbe che su un milione di vetture circolanti nel 2022, circa lo 0,1% ha zero emissioni. Seguono la Macedonia, Polonia e Repubblica Ceca.  Cresce lentamente il consenso tra gli italiani per le auto elettriche, scardinata ogni demagogia e fake news, le EV possono rappresentare realmente una nuova e interessante occasione di business per diverse realtà del nostro Paese e non solo.  L’indotto che le auto a zero emissioni possono generare è consistente, soprattutto perché, seppur la Cina è enormemente più avanti in termini di tecnologia, lo sviluppo e le evoluzioni che le auto elettriche avranno nel futuro saranno enormi.  Se si pensa alle elettriche di qualche anno fa e a quelle di oggi, già in termini di autonomia non c’è storia.  Nella folle corsa verso il 2035, non è ancora tardi per cavalcare un trend che apporterà indubbi benefici all’Europa, almeno in termini di emissioni, quanto ai profitti, sarà al Vecchio Continente capire quale onda è da cavalcare. —[email protected] (Web Info)

Sowmya Sofia Riccaboni
Sowmya Sofia Riccaboni
Blogger, giornalista scalza (senza tesserino), mamma di 3 figli. Guarda il mondo con i cinque sensi, trascura spesso la forma per dare sensazioni di realtà e di poter toccare le parole. Direttrice Editoriale dal 2009. Laureata in Scienze della Formazione.

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