venerdì, Maggio 24, 2024

All’Eicma Honpe mostra la Archetype, una GT limousine firmata Mike Robinson

(Adnkronos) – Anche se l’Eicma è il salone per antonomasia delle due ruote le automobili trovano sempre più spazio in questo ‘tempio’ degli appassionati di motori: ed è per questo che la rassegna milanese è stata scelta da Honpe Technology, una delle più grandi aziende di prototipi al mondo, per presentare una show car che da una parte indica le possibili direzioni del design e dall’altra testimonia la capacità della società di produrre prototipi di altissima qualità in tempi record. La concept Archetype presentata all’Eicma è stata infatti realizzata in soli 45 giorni, dal modello Cad alla show car finita , una ‘corsa contro il tempo’ che non è fine a se’ stessa ma che vuole evidenziare piuttosto la sempre maggiore velocità richiesta dal settore, senza però rinunciare alla qualità, ma al contrario, alzando ancora di più il livello. A firmare il design questa GT limousine pensata per essere 100% elettrica è Mike Robinson, designer di fama mondiale, un americano che però ha dato negli ultimi decenni – da Lancia a Bertone, tanto per dirne una – un contributo fondamentale al design automobilistico italiano avanzato. Il designer ha accettato quella che sembrava una sfida impossibile lanciata dall’azienda cinese che dal 2017 ha aperto una filiale commerciale a Torino, per soddisfare le esigenze del mercato europeo, fornendo particolari di prototipazione e piccole serie di produzione ad aziende leader di vari settori, aiutandole sin dal principio della progettazione fino alla realizzazione del prodotto. L’Archetype – ha ricordato Robinson presentando la concpet – “Punta a tracciare una nuova frontiera per le autovetture elettriche. Ha un nome che deriva dall'antica Grecia, e richiama un concetto platonico di forma pura, che si credeva incarnasse le caratteristiche fondamentali di ogni cosa. Per questo motivo, è stata progettata in modo da riflettere le linee e le proporzioni "essenziali", lasciandole il più possibile pulite e minimal, a differenza di molte autovetture moderne, eccessivamente ridondanti”. Lunga e affusolata la concept punta a combinare due concetti opposti: l’altezza ridotta e la larghezza delle supercar con la lunghezza delle limousine di lusso. L'esterno, nero su nero, è caratterizzato da finestrini oscurati integrati, che creano un fenomeno di "squadratura"che riduce ulteriormente il rumore visivo tipico delle auto moderne. Infatti le dimensioni generose uniscono una berlina da 5,25 metri a un'altezza complessiva estremamente ridotta di 130 cm e una larghezza complessiva di 2,015 m. La parte anteriore è caratterizzata dalla totale assenza della griglia mentre i fari sono posizionati sui rigonfiamenti del parafango anteriore, che si stagliano sopra il piccolo cofano che prosegue verso il gigantesco parabrezza. La parte posteriore presenta una configurazione fastback allungata con una coda aerodinamica a spigoli vivi che abbassa il Cx (aumentando l'autonomia della batteria e riducendo le emissioni di CO2). Gli sportelli contrapposti e senza montante centrale di Archetype rimandano agli anni Trenta, ma aprono l’accesso a un futuristico salotto mobile che offre un grande spazio tra i sedili anteriori e posteriori.  I sedili hanno una struttura ultrasottile, grazie all’uso di materiali avanzati che li rendono non solo estremamente leggeri ma anche interamente riciclabili nel segno dell’attenzione di Honpe Technology alle opportunità dell'economia circolare. Tra i sedili sono collocate due console fluttuanti, a sbalzo rispetto alla tradizionale parete al centro di tutte le auto moderne con un effetto di leggerezza visiva ma offrendo al tempo stesso tutti i comandi necessari per i passeggeri. Il volante (di forma rettangolare con un richiamo alla F1) è interamente drive-by-wire e ricalibra costantemente il raggio di sterzata 5 volte al secondo, in base all’ambiente esterno e agli input del conducente all’interno.  Le soluzioni adottate sono tutte all'insegna dell'efficienza e del minimo ingombro visivo. Il principio portante – spiega Robinson – è comunque quello di ridurre al massimo la componentistica, avendo comunque sempre a disposizione tutto ciò che serve, quando serve. E quando non è necessario, scompare. —[email protected] (Web Info)

Sowmya Sofia Riccaboni
Sowmya Sofia Riccaboni
Blogger, giornalista scalza (senza tesserino), mamma di 3 figli. Guarda il mondo con i cinque sensi, trascura spesso la forma per dare sensazioni di realtà e di poter toccare le parole. Direttrice Editoriale dal 2009. Laureata in Scienze della Formazione.

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