Zygmunt Bauman:” Come affrancare un uomo catapultato in una vita liquida?”

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La società del “Non-agire”

Dopo la fine della guerra fredda, l’industrializzazione e lo sviluppo di vaste reti di comunicazione, l’uomo si è ritrovato inconsciamente catapultato in una società globalizzata. Tale contesto, da una parte ha garantito la comunicabilità tra parti del mondo lontane, dall’altra, ha reso l’uomo insicuro e vulnerabile. Esso si trova così, privo di capacità di azione, manipolato da un mondo che non gli appartiene.

 

Queste le tematiche sociali su cui incentrò i suoi studi il sociologo Polacco Z. Bauman, deceduto all’età di 91 anni nella città di Leeds il 9 Gennaio 2017. Egli ha inteso spiegare la “Post-modernità” usando la metafora di “Modernità liquida”.                                                                                                                                                     Con questo termine si intende di un contesto in continuo cambiamento, in cui i punti di riferimento divengono poco stabili. L’uomo, in tale contesto, diventa fragile, insicuro ed emotivo.                                      Da una società arretrata e semplicistica in cui vi erano punti di riferimento stabili e permanenti (La propria famiglia, la propria casa in campagna, le materie prime) , ci si è ritrovati in una società multiculturale e piena di stimoli.

Ma non appena l’uomo si adegua a quella società costruendosi nuovi punti fermi a cui appigliarsi, essi mutano, si estinguono, non sono più gli stessi; Così egli si ritrova succube e dipendente da un contesto che non gli appartiene.

Afferma il sociologo:

“Le situazioni in cui uomini e donne agiscono si modificano prima che i loro modi di agire riescano a consolidarsi in abitudini e procedure..”

Davanti a noi abbiamo un uomo che è costretto a modificare i propri schemi mentali troppo velocemente, senza nemmeno il tempo di averli assimilati. Un uomo vulnerabile e insicuro nelle relazioni, che ha paura di ancorarsi a qualcosa che potrebbe ferirlo. Un uomo pieno di malessere interiore.

QUALI LE CAUSE  

Le cause da attribuire a questo complesso fenomeno sono molteplici:  una politica insicura che frammenta sempre più i modelli di riferimento che l’uomo ha a disposizione, la nascita di multinazionali che rendono la cultura “mediocre”, puntando sulla “quantità” e non più sulla “qualità”. Siamo in una società consumistica dove “essere è avere” ; dove l’uomo per integrarsi nel contesto di appartenenza compra oggetti di tendenza, idee proposte dell’alto, sentendosi appagato. L’uomo non compra un prodotto ma un’identità da indossare. In questo modo, il confine tra oggetto e soggetto tende ad affievolirsi fino a diventare invisibile; Dove è più facile rimanere connessi al proprio smartphone che alla realtà sensibile.

Lo scopo non è più comunicare, ma rimanere connessi

Nel suo libro “Amore liquido” Z. Bauman spiega come i rapporti umani siano diventati fragili. L’uomo senza legami, dissolubile, abitante medio della società liquida moderna, fluttua attraverso una rete di connessioni dove lo smartphone rappresenta il mezzo che “consente a chi vuole stare in disparte di tenersi in contatto e a chi si tiene in contatto di restarsene in disparte” 

Il limbo del non-agire.  Nell’oceano inquinato delle relazioni umane, l’uomo e la donna diventano poco tolleranti e sempre più distaccati sentimentalmente. La “qualità” delle relazioni è scemata dalla “quantità”, il desiderio di qualcosa di profondo è mutato in un capriccio passeggero.  Il rapporto umano è un mix di attrazione e repulsione. Bisogna trovare il modo di “Costringere la relazione a dare senza prendere, a offrire senza chiedere, ad appagare senza opprimere.”

L’affetto nei confronti del partner è in realtà un’auto-adorazione, la possessività nei confronti dell’altro è il mezzo attraverso il quale si realizza l’auto-restrizione. Questo non può che portare all’auto-distruzione dell’amore. L’uomo ha trasformato le sue espressioni più nobili (amore e compassione) in armi suicide.          L’essere umano si rifugia così nel non-luogo, una realtà psichica dove si trova faccia a faccia con le proprie paure e le proprie mancanze. Egli non chiede aiuto, preferisce rimanere connesso piuttosto che vivere.

La cultura come strumento di liberazione

Come affermava lo stesso Bauman, l’unico modo per liberarsi da tutto ciò è prenderne coscienza. Solo l’essere consapevoli di queste dinamiche ci permetterà di liberarci e reagire. La cultura può essere uno strumento di liberazione attraverso cui poterlo fare: essa aiuta a sviluppare una mente critica, attiva, capace di affrontare le relazioni sociali e gestire le proprie emozioni.                                                                         Solo in questo modo, afferma lo scrittore, saremmo capaci di evadere da una società “liquefatta”. Distinguere gli oggetti dall’esperienza sensibile, i cellulari dalle interazioni visive…Così l’uomo può difendersi dai meccanismi manipolatori del mondo, provando a migliorare una società in cui le distanze fisiche diminuiscono ma quelle mentali sono in forte aumento.

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