Zucchero bianco: un nemico insidioso

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Se parlassimo di un nemico che si nasconde lì dove non pensiamo di trovarlo, che ci logora e ci attacca dall’interno la nostra immaginazione non saprebbe dove vagare. Pensaremmo a cellule dormienti di terroristi, agenti infiltrati di paesi stranieri pronti a mettere in pericolo la nostra sicurezza. Certamente non penseremmo invece allo zucchero. Questo alimento ha dei seri effetti collaterali per il nostro organismo che le ricerche, soprattutto quelle recenti hanno permesso di appurare. È quindi consigliabile farne un uso limitato ed attento. L’attenzione al consumo di zuccheri rappresenta un’evoluzione delle ricerche scientifiche perché anche in periodi non troppo lontani sotto il mirino erano finiti i grassi. Sugli zuccheri è bene fare qualche precisazione anche per sgombrare il campo da qualche fraintendimento. Anzitutto scientificamente dovremmo parlare meglio di carboidrati, e distinguere quello semplici da quelli complessi. I carboidrati semplici vengono assorbiti rapidamente dal nostro metabolismo, rispetto a quello complessi che invece devono essere scomposti dal nostro organismo. I carboidrati semplici li troviamo nel comune zucchero, nel latte, nella frutta e negli alimenti derivati come succhi di frutta  e marmellate. Ci sono poi dei prodotti in cui non ci aspetteremmo di trovare zuccheri e ne scopriamo la presenza di zuccheri solo leggendo l’etichetta. Prodotti in scatola, compresi salumi e pane in cassetta, crackers, zuppe minestre. Il problema degli zuccheri semplici è che non contengono fibre, né vitamine e sali minerali e si accompagnano, diversamente, a grassi e additivi che non rappresentano certo un toccasana  per la nostra salute. Il problema degli zuccheri semplici è soprattutto quello di far aumentare la glicemia, la presenza cioè di zuccheri nel sangue e questo provoca a sua volta la risposta forzata dell’ organismo con la produzione di insulina. Questa dinamica a lungo termine danneggia l’organismo provocando obesità, diabete, aumento del colesterolo, predisposizione a danni al sistema cardiovascolare e facilitando l’insorgenza di alcune tipi di patologie tumorali. In questo senso gli effetti senza forzare il paragone ricorda quello di altri fattori dannosi connessi al consumo di alcool e tabacco.

È bene fare una precisazione sullo zucchero proprio quello comunemente inteso. Lo zucchero bianco, deriva dalla barbabietola da zucchero, diffusa in Europa e prima di finire nelle nostre tavole subisce un processo di raffinazione industriale che lo priva di ogni sostanza nutritiva. Dobbiamo deludere però tutti quelli che pensano di tutelare la salute sostituendo lo zucchero di canna a quello bianco. Lo zucchero di canna grezzo non è molto migliore dello zucchero bianco, subisce molte raffinazioni ed il colore scuro è puramente illusorio. Diversamente lo zucchero di canna integrale subisce poche raffinazioni e mantiene elementi nutritivi come vitamine ed enzimi.

 Il problema è il radicarsi di abitudini alimentari poco sane, per cui l’abitudine non risponde alla nostra salute. Cambiare abitudini non è semplice perché il nostro organismo trae un apparente ingannevole beneficio. Gli zuccheri semplici presenti in alcuni prodotti industriali sono rapida provocare stimoli sensoriali, ad esempio provocano il rilascio di dopamina, dando una sensazione di benessere e appagamento che però genera dipendenza. Dovremmo quindi imparare a indirizzarci verso abitudini sane e trarre benessere e appagamento in maniere forse più impegnative ma meno effimere di una bevanda zuccherata.

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