Zona rossa: controlli delle forze dell’ordine e supermercati presi d’assalto. Reportage dal Basso Lodigiano

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Sono le prime ore di questa mattina, quando a Casalpusterlengo, uno dei comuni raggiunti dal provvedimento ministeriale che dispone l’isolamento, i cittadini possono recarsi nei supermercati per l’acquisto di generi di prima necessità

E’ una mattina surreale nel Basso Lodigiano, zona italiana che fino a vent’anni fa era a forte vocazione agricola ma che negli ultimi anni ha lasciato spazio alla costruzione di logistiche e grandi magazzini che danno lavoro a più del 60% della popolazione residente.

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Sono passate quarantotto ore dal primo caso accertato in Italia di Coronavirus: un quarantottenne di Castiglione D’Adda, ricoverato all’ospedale Codogno per sintomi influenzali, risultava positivo al Covid-19 e sua moglie, incinta all’ottavo mese, veniva ricoverata all’ospedale Sacco di Milano con la stessa patologia, così come un amico della coppia.

Un week-end di fuoco, con nuovi casi accertati sia nella zona di Codogno che nei vicini comuni del Basso Pavese, gli allarmi per persone che accusavano sintomi influenzali, l’ospedale Maggiore di Lodi preso d’assalto fin da venerdì pomeriggio.

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L’ordinanza ministeriale di venerdì 21 febbraio, che disponeva l’isolamento di Codogno, Casalpusterlengo, Castiglione D’Adda (paese di residenza del primo contagiato) e di altri sette comuni limitrofi, è stata ulteriormente aggiornata al fine di contenere la propagazione del virus.

Una domenica di febbraio in isolamento

Sono le otto e trenta di stamattina quando i supermercati di Casalpusterlengo alzano la saracinesca. In coda ci sono già una quarantina di persone, chi con la mascherina e chi senza, aspettano di poter entrate nei supermercati Simply e Lidl. Le cassiere, tutte con la mascherina al fine di evitare contagi. Per tutta la mattina è stato un viavai di persone che effettuavano acquisti di prima necessità per far fronte alla quarantena imposta dal ministero.

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A 3 Chilometri troviamo Codogno, cittadina nella quale è stato scoperto il primo contagiato da Coronavirus. La quarantena, imposta da venerdì, ha reso uno dei tre principali centri lodigiani un vero e proprio cimitero. Strade deserte, funzioni religiose sospese e attività attività di ogni tipo sospese.

Clienti in coda stamattina all’entrata di un supermercato di Casalpusterlengo

Intorno a mezzogiorno iniziano i primi blocchi in entrata e in uscita dai paesi della zona rossa: oltre al personale di polizia regolarmente presente sul territorio, arrivano pattuglie da Milano. Tutti gli ingressi dei paesi vengono presidiati da militari dei Carabinieri muniti di mascherine.

Cartello informativo a Casalpusterlengo

Le aziende della zona rossa sono chiuse. Nei comuni confinanti, da domani, le attività proseguiranno regolarmente (con mascherine e gel igienizzanti a disposizione). Come predisposto da ordinanza ministeriale, i lavoratori residenti nella zona rossa non potranno recarsi al lavoro.

Nei dintorni della zona rossa: paura e sconcerto

Vista la situazione di emergenza sanitaria, alcuni comuni vicini alla zona rossa hanno deciso fin da ieri di annullare eventi di ogni tipo: dalle manifestazioni di Carnevale ai mercati, alle sagre. E’ il Caso di Castelsangiovanni, comune piacentino al confine con Pieve Porto Morone, paese della Bassa Pavese nel quale ieri è stata riscontrata positiva al Covid-19 una coppia di medici: mercato domenicale annullato. Anche a Melegnano, comune nel cui ospedale è stato scoperto il primo caso di positività al Coronavirus nella provincia di Milano, annullati tutti gli eventi e il mercato.

A Sant’Angelo Lodigiano, a pochi chilometri dalla zona rossa, a dodici da Melegnano e diciotto da Pieve Porto Morone, il mercato si fa, ma mancano più di trenta bancarelle e la gente non c’è, non esce di casa. Le manifestazioni del Carnevale, in programma per oggi e domani, sono sospese.

Il mercato di Sant’Angelo Lodigiano domenica 23 febbraio

Nel primo pomeriggio l’ordinanza del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che dispone la chiusura, per una settimana, di tutte le scuole di ogni ordine e grado, il divieto di attività ricreative e la sospensione delle cerimonie religiose.

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