Zona gialla o arancione: il rischio dal 27 dicembre

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Zona gialla o arancione

Dal 27 dicembre alcune regioni potrebbero diventare zona gialla o arancione. Tuttavia, non ci saranno né lockdown né chiusure generalizzate.

Raccomandazioni e poi restrizioni

La stretta di Natale sarà solo all’insegna delle raccomandazioni. Poi il nuovo decreto dal 27 potrebbe apportare alcune novità di rilievo. “L’arrivo della stagione invernale e la diffusione della variante Omicron ci obbligano alla massima cautela nella gestione dei prossimi mesi”. Il premier Mario Draghi si esprime così in vista della cabina di regia che domani, 23 dicembre, deciderà le eventuali misure e restrizioni da adottare per arginare i contagi e la variante Omicron. Intanto alcune regioni intravedono la zona arancione dopo la zona gialla. Secondo i dati dell’Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali, cresce ancora l’occupazione dei posti letto in area medica a livello nazionale, per effetto dell’aumento registrato in 12 territori. Sopra al 20% in Calabria, Friuli Venezia Giulia e Liguria. Ma procediamo con ordine.

Nuove possibili misure

Le misure più probabili sono le seguenti: le mascherine dovranno essere indossate anche all’aperto, la durata del Super Green Pass verrà ridotto a sei mesi e gli eventi di piazza e le feste in discoteca saranno sconsigliati. Accantonata l’irrealistica ipotesi di imporre tampone ai vaccinati in ristoranti, cinema e teatri. Quel che è quasi certo è che per la sera del 24 e il pranzo del 25 il governo dovrebbe limitarsi a raccomandazioni sulle feste in casa, dove non è possibile disporre divieti. Evitare assembramenti, buffet e contatti con i non vaccinati, soprattutto in presenza di persone fragili. Per accedere a ristoranti al chiuso, cerimonie pubbliche, cinema e teatri basterà l’attuale Super Green pass, quindi due dosi di vaccino o essere guariti.

Le regioni in zona arancione il 3 e 10 gennaio 2022

In questo momento sono in zona gialla Friuli-Venezia Giulia, Alto Adige, Trentino, Calabria, Veneto, Liguria e Marche. Ci sono già alcune regioni a rischio zona arancione. La zona arancione anche nella peggiore delle ipotesi non scatterà comunque tra Natale e Capodanno, bensì a cavallo dell’Epifania, prima e dopo, i lunedì 3 e 10 gennaio 2022. La variante Omicron ha un impatto devastante sul numero dei casi, ma decisivi sono i numeri degli ospedali, non i numeri dei contagi.  Con i parametri attuali, si finisce in zona gialla, arancione o rossa quando si superano a livello regionale contemporaneamente tre parametri prestabiliti. E quindi la zona arancione non è vicinissima per nessun territorio. Tre grandi regioni sono in bilico e potrebbero lasciare la zona bianca entro fine anno: Emilia-Romagna, Lombardia e Lazio.

Zona gialla o arancione: le soglie da considerare

Si passa in zona gialla con incidenza oltre i 50 casi ogni centomila abitanti, 15 per cento di posti letto occupati da pazienti Covid nei reparti ordinari e 10 per cento di posti letto occupati nelle terapie intensive Covid. Per la zona arancione, l’incidenza deve essere superiore ai 150 casi ogni centomila abitanti, i posti letto occupati nei reparti ordinari deve essere il 30 per cento e nelle terapie intensive 20 per cento. Per la zona rossa, l’incidenza deve sempre essere superiore ai 150 casi ogni centomila abitanti, i posti letto occupati nei reparti ordinari 40 per cento e nelle terapie intensive 30 per cento.

Rischio zona arancione: dove e quando

Sono provincia di Trento e Friuli Venezia Giulia le regioni che in caso di aumento dei ricoveri rischiano per prime, già il 3 gennaio forse, il passaggio in zona arancione. A seguire nelle settimane seguenti Marche, Bolzano, Veneto, Liguria e Calabria. Ma a meno di un aumento clamoroso dei ricoveri nei prossimi giorni, le eventuali restrizioni da zona arancione non scatteranno in nessun territorio prima del 10 gennaio 2022. Se la tendenza al rialzo dei ricoveri dovesse confermarsi, occhi puntati sulle ospedalizzazioni in aumento in Liguria: rischia l’arancione anch’essa dal 3 gennaio. Toti pur senza dare date ha definito “possibile” il cambio di colore. Il Veneto merita un discorso a parte. La zona arancione è messa in conto da Zaia: “Il nostro modello dice che fino alla prima settimana di gennaio saremo in crescita con i contagi e ci avvicineremo” al passaggio di fascia. Zona arancione dal 10 gennaio dunque più che possibile.

Rischio zona gialla: dove

Per quel che riguarda il passaggio da zona bianca a zona gialla, il Lazio è già oltre il limite nelle terapie intensive e sull’orlo dello sforamento per quanto riguarda i ricoveri. Ma Zingaretti ha già firmato un’ordinanza che prevede, tra l’altro, l’obbligo di mascherine all’aperto. Cambierebbe davvero poco con il passaggio in giallo. È oltre la soglia limite nelle rianimazioni anche la Lombardia, salvata dal giallo grazie ai ricoveri ordinari, così come l’Emilia-Romagna. Tutte e due resteranno in bilico fino a venerdì. Potrebbe abbandonare la zona bianca anche il Piemonte, così come nelle ultime ore si è avvicinata alla zona gialla anche la Sicilia.

Cosa cambia in zona gialla o arancione

La differenza principale da zona bianca a zona gialla è che tornano obbligatorie ovunque le mascherine all’aperto. Sul resto rimane la rigorosa applicazione delle norme sul Green Pass. In zona arancione, chi non ha il Super Green pass non può uscire dal Comune di residenza, se non per motivi di lavoro, necessità o urgenza. Le attività restano aperte, ma restano le regole di accesso con il Green pass e quello Super. In zona rossa non si può uscire dal Comune di residenza se non per motivi di lavoro, necessità o urgenza. Ristoranti e bar sono chiusi, consentito soltanto l’asporto e la consegna a domicilio. Restano chiusi tutti i negozi ad esclusione di quelli con codice Ateco consentito, in particolare alimentari, supermercati, farmacie, edicole, tabaccherie e abbigliamento per bambini.