Zingaretti cambia rotta: “Serve una rigenerazione”

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Zingaretti cambia rotta:

Nell’incontro a casa Dem era stabilito di confrontarsi sulla questione delle donne Pd, ma Zingaretti cambia rotta e la riunione si trasforma in una Direzione. Secondo molti, le signore del Pd sono umiliate dalla nomina di tre ministri uomini su tre. Ma in questa occasione la questione quote rosa è accantonata per entrare nel merito della questione governo. Zingaretti ha completamente virato, ridisegnato una rotta quasi inaspettata. “Quel che serve al Paese è una forza riformista a vocazione maggioritaria, che non vuol essere solo testimonianza. Ma che attorno a una propria visione costruisce le alleanze e i numeri per vincere“. Ma la domanda è: con chi? Visto che, in circa un’ora di intervento il M5S e Conte non vengono mai citati?

Zingaretti cambia rotta ma verso cosa?

È tempo di una rigenerazione del Pd e per aprire una discussione sul futuro dell’Italia e il ruolo del Pd“. È indubbiamente una risposta efficace e pungente alle polemiche aperte da alcuni riformisti, sempre in cerca di novità assolute. Orfini, il sindaco di Bari, di Bergamo e di Firenze. Ma il gatto ha anche portato con se un altro brutto topo: la polemica creata da Orlando, che accusa gli ex renziani di puntare “a un logoramento del gruppo dirigente e a spaccare il fronte Pd-5S“.

Reazioni esasperate

Molti sembrano fortemente infastiditi da questa dichiarazione di Orlando, anche se risulta credibile, viste le sparate fatte dagli ex renziani negli ultimi giorni. Una “lettura complottista della realtà“. Ma Andrea Marcucci, inutilità non dell’ultima ora, la stigmatizza nella maniera più inutile e ingenua possibile. “Non è accettabile che chi ha contribuito a fondare il Pd venga definito renziano“. Ma anche se Zingaretti cambia rotta, non è comunque chiaro come.

Ma non si tratterà solo di quote rosa?

Purtroppo credo proprio di sì. Dico purtroppo, non per minimizzare la questione delle quote rosa, ma solo perché, questo che dovrebbe essere un atto naturale, si potrebbe trasformare nell’ennesima battaglia interna. Del resto lo scetticismo di Chiara Garibaldi e Marianna Maida, fa capire che uno stato d’animo alterato già infuoca attese e aspettative. La Pollastri Pollastrini ricorda i numeri del partito blindato in un 18% secondo lei sintomo di debolezza. Del resto il colpo pesante lo assesta Paola De Micheli, che sembra avere le idee molto chiare.

Un colpo ben assestato

La De Micheli attacca i renziani per la questione legata governo Conte. “Durante la crisi del Conte II, mentre Zingaretti difendeva un progetto politico, in troppi lavoravano a disfare la tela che di giorno veniva costruita. Nessun congresso, caro Nicola, potrà risolvere il problema di come si sta dentro questa comunità. La slealtà è uno stile politico che la tua segreteria ha ereditato, ma ora va chiarita“.

Zingaretti cambia rotta ma il timone gira di continuo

Quindi con tutte le questioni da risolvere, più che un cambio di alleanza, credo che Zingaretti si riferisca unicamente all’assetto interno. Dopo aver sentito le parole di Di Maio dal fronte M5S, non possiamo certo avere dubbi sulla alleanza M5S/Pd. Di Maio dice che ora il movimento deve essere garantista, europeista ma soprattutto deve abbandonare le liti da bar. Queste parole, concordate con il guru Grillo, rendono ben chiara, non solo la sicura alleanza con il Pd, ma anche che la possibile guida potrebbe essere Conte.