Zero rifiuti aziendali entro il 2030: l’impegno di Microsoft per l’ambiente

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Microsoft vuole abbattere i rifiuti elettronici aziendali entro il 2030.

Raggiungere quota zero rifiuti prodotti dalle proprie aziende entro il 2030. È questo, in sintesi, l’obiettivo dichiarato da Microsoft per fornire il suo contributo alla lotta contro le emissioni inquinanti. A questo va ad aggiungersi un altro impegno ambientalista, ovvero l’abbandono della plastica monouso entro il 2025 per le confezioni dei prodotti immessi sul mercato. Il piano green della società di Bill Gates va così ad affiancarsi ad altri già lanciati da altri colossi del web e del settore della tecnologia come Apple e Google.

Nel comunicato diramato per annunciare il progetto per contrastare l’inquinamento, la multinazionale statunitense ha affermato che istituirà dei Centri Circolari, ovvero degli uffici che affiancheranno sia Azure che Microsoft 365 con il compito di occuparsi esclusivamente di un corretto smistamento, del riciclaggio e del recupero della strumentazione elettronica usata nei vari stabilimenti, soprattutto per quanto riguarda i server. Dunque, questi rifiuti verranno depositati presso le server farm della società d’informatica e non verranno più inviati ad altre ditte affinché si preoccupino di smaltirli correttamente.

Azzerare i rifiuti aziendali entro il 2030: il piano di Microsoft.

Inoltre, per arrivare a zero rifiuti aziendali entro il 2030, il colosso di Redmond cercherà di azzerare gli sprechi derivanti dai processi produttivi e investirà circa 30 milioni di dollari in Closed Loop Partners. Si tratta di una ditta che supporta finanziariamente tutti quei progetti di ricerca di sistemi per la riduzione dei rifiuti tramite riciclo ecologico dei prodotti dismessi e delle merci usurate.

Zero rifiuti entro il 2030: questo è solo il primo passo verso l’abbattimento del fenomeno dell’e-waste

L’annuncio di Microsoft di voler giungere a zero rifiuti aziendali per il 2030 è sicuramente significativo. Basti pensare che solo lo scorso anno sono state smistate verso le discariche circa 3.190 tonnellate di scarti di apparecchiature elettroniche. Nonostante ciò, questo rappresenta solo il primo passo verso quello che dovrà essere l’abbattimento totale della cosiddetta «spazzatura elettronica» (e-waste) ovvero i dispositivi e gadget che i consumatori spesso gettano via senza tener conto delle pratiche e dei processi di riciclaggio utili per evitare l’inquinamento.

Rifiuti elettronici: 75 milioni di tonnellate entro il 2030

Questa è indubbiamente una piaga di maggiori proporzioni, se si calcola che solo nel 2019 i rifiuti elettronici sono arrivati a quota 53,6 milioni di tonnellate in tutto il mondo. Spesso questi dispositivi vengono dispersi in maniera superficiale perché mancano strutture atte ad un corretto smaltimento o ad un riutilizzo per altri scopi. Dunque, l’augurio è che le varie multinazionali dell’informatica si impegnino non solo per eliminare i propri scarti aziendali, ma anche per occuparsi direttamente della fine del ciclo della merce che immettono sul mercato. Da diverso tempo, infatti, sono numerosi gli attivisti e gli ambientalisti che si stanno battendo affinché vengano promossi progetti ecologisti per il riciclo ad opera dei produttori.

La spazzatura elettronica danneggia ambiente ed economia.

L’abbandono del materiale elettronico sta arrecando una serie di danni non solo ambientali, ma anche economici e sociali. Ad esempio, alcuni metalli fondamentali nella produzione delle componenti – come ad esempio il cobalto per le batterie – provengono da Paesi dell’Africa dilaniati da conflitti interni, e sempre in questo continente purtroppo giunge la maggior parte degli scarti di tecnologia prodotti dall’Occidente. Di conseguenza, il piano zero rifiuti di Microsoft è certamente un segnale importante per la tutela della salute del pianeta, ma affinché si possano raggiungere obiettivi concreti per ridurre la piaga dell’e-waste, è necessario che tutti i grandi nomi del settore scendano in campo per varare degli interventi di recupero e corretto smaltimento-riciclo della «spazzatura elettronica».

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