Zaia si dissocia dai leghisti in piazza

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Continua ad essere praticato lo sport più vincente per la Lega Nord: tenere i piedi in più scarpe possibili. Salvini pone “domande legittime”, Borghi e Siri partecipano alle proteste contro il green pass in piazza e Zaia si dissocia invece dalle proteste ma appoggia Salvini. Insomma: qualsiasi idea tu abbia troverai qualcuno della Lega che la pensa come te.

Zaia si dissocia da chi precisamente?

Se una situazione del genere capitasse in un partito come il PD o il M5S staremmo già leggendo di rotture, gruppi spaccati e magari della fine dello stesso. Se questo accade nella Lega non se ne accorge nessuno invece perché probabilmente ormai siamo involontariamente abituati. Luca Zaia, governatore del Veneto, ha ammaliato i suoi elettori con dirette tv ogni giorno e si è fatto conoscere ancora meglio in tutta Italia. In un intervista per il corriere della sera parla delle proteste in piazza per il green pass e si dissocia dal comportamento di alcuni suoi colleghi leghisti. “Un discorso è discutere legittimamente sull’obbligatorietà, come fa il segretario Salvini. Altra cosa è farsi portatori di una linea in cui io assolutamente non mi identifico. E mi rifiuto di pensare che sia quella del partito”. Si riferisce a Borghi e Siri, presenti alle manifestazioni. Ma comunque ci tiene a sottolineare che: “La Lega è sempre stata un partito di composizione sociale e culturale variegata, ci sta che qualcuno non la pensi come te”. Praticamente si dissocia ma ribadisce che ognuno nella lega è un intellettuale a modo suo.

La posizione di Zaia sui vaccini

La posizione di Salvini sui vaccini è arcinota. Già ai tempi dell’obbligatorietà dei vaccini per le ammissioni in classe si mise di traverso. Ed è ancora fresco il ricordo di dicembre del segretario che dichiarava che il vaccino l’avrebbe fatto solo se il suo medico gliel’avesse consigliato. Da quello che ci è dato sapere ancora oggi non ha iniziato la somministrazione vaccinale e continua la sua campagna contro l’obbligo vaccinale. Che non esiste. Ma quindi Zaia, che appoggia la discussione sull’obbligatorietà di Salvini, come la pensa sui vaccini? Sembra sia favorevole. Stando alle sue parole a nessuno piace assumere farmaci ma davanti a una pandemia mondiale bisogna fare squadra. Inoltre, in perfetto stile Zaia, riporta alcuni dati per cercare di infondere fiducia nella campagna vaccinale. “Oggi il Veneto ha poco più di 140 ricoverati, 18 dei quali in terapia intensiva. In dicembre erano 3.400 di cui 500 in intensiva. Oggi, i contagi sono 750 al giorno, cominciano a ricrescere. Però, mi sto facendo preparare i numeri specifici: perché andando a guardare si scopre che la stragrande maggioranza dei ricoverati è fatta di non vaccinati”. La posizione quindi, anche se non deliberatamente dichiarata in quest’intervista, fa ben sperare che non tutti i leghisti siano di composizione culturale variegata come Borghi e Siri.


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