Zaia: ipotesi riapertura nidi e scuole d’infanzia. Ma Conte non ne parla.

Il Governatore della regione Veneto Luca Zaia, durante la conferenza stampa di giovedì 23 Aprile, ha ribadito che il tema della riapertura delle attività e delle aziende non può non essere discusso assieme ad una soluzione che tuteli le famiglie nell’accudimento dei minori. Ma Conte, durante la conferenza stampa di domenica, non lo menziona.

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Il governatore della regione veneto Luca Zaia

Durante la consueta conferenza stampa tenuta dal Presidente della Regione Veneto Luca Zaia a Marghera, nella sede della Protezione Civile Regionale, il Governatore giovedì scorso ha ribadito che il tema della riapertura delle attività e delle aziende non può non essere discusso assieme ad una soluzione che tuteli le famiglie nell’accudimento dei minori.

Oggi incontreremo il mondo delle scuole dell’infanzia per dare soluzione a un vero problema, – ha detto Zaia – quello dei genitori al lavoro e nell’impossibilità di accudire i figli. L’ho scritto in una lettera al presidente Conte, in cui sostengo che il tema delle aperture non può essere disgiunto dalla tutela e dall’accudimento dei minori. Pensiamo che si possa mettere in piedi un sistema virtuoso in maniera che le scuole paritarie non abbiano più un fine educativo ma anche ricreativo. Se avessimo i centri estivi partirebbe un forte ammortizzatore sociale, una tutela per le famiglie. Portare grandi masse nelle aule è un problema sanitario ma questa è competenza dello Stato. Il Governo potrebbe pensare a qualche altra modalità di utilizzo degli edifici per i minorenni come valvola di sfogo e aiuto alle famiglie“.

Secondo Zaia, la riapertura delle attività produttive non può essere svincolata dal tema dell’accudimento dei bambini, e pensa alla possibilità che le scuole private e paritarie per bambini da 0 ai 6 anni, possano restare aperte durante l’estate. Non solo le scuole, ma tutto ciò che possa essere di aiuto alle famiglie: centri estivi, parrocchie, fattorie didattiche.

L’incontro di giovedì

Durante il primo vertice che si è tenuto giovedì 23 Aprile tra Regione Veneto, Anci, Fism, Assonidi, Aninsei, Confindustria e Fimp, sono state delineate le misure che dovrebbero essere adottate in caso di riapertura materne e asili:

  • Maestre con visiera e mascherina ad accogliere i bambini
  • Misurazione febbre all’entrata
  • I genitori non potranno fare assembramento
  • Cambio scarpine e disinfezione manine
  • Ingresso scaglionato, alcuni bimbi la mattina ed altri il pomeriggio
  • Gruppi al massimo di 15 bimbi
  • Nessuna nanna e mensa previste

Il Veneto punta ad essere la prima regione a fare da apripista e a definire un protocollo sanitario condiviso da pediatri, Comuni e organizzazioni del settore. Non sarà semplice organizzare attività e aulee per avere tutto ciò che serve per fare attività in sicurezza. Con l’obbligo del distanziamento sarà infatti necessario prevedere l’allestimento di più classi e l’impiego di più insegnanti e addetti ai lavori.

Il modello scandinavo

Il modello adottato da Norvegia e Danimarca per riaprire gli asili piace molto al Veneto. Norvegia e Danimarca in questi giorni hanno riaperto materne e asili, mentre la Svezia non li ha mai chiusi. Il modello norvegese prevede che i bambini giochino a piccoli gruppi. Gli spazi interni sono suddivisi in zone molto piccole e separate, ma la maggior parte del tempo viene passata all’aperto. I giochi devono essere lavabili e da casa non è possibile portare nulla. E’ previsto persino un angolo della tosse per tossire in libertà, segnalato sul pavimento.

Ma Conte non ne parla

Nella conferenza stampa di domenica 26 Aprile, il Presidente Conte non menziona minimanente la possibilità di un’eventuale apertura delle scuole per l’infanzia e l’isituzione di centri estivi, parlando esclusivamente di una riapertura generica delle scuole a Settembre. La giornalista Costanza Calabrese, nel suo intervento al termine della conferenza stampa, chiede esplicitamente al Presidente del Consiglio quale soluzione propone il governo per andare incontro alle famiglie che dovranno tornare a lavorare. Conte ribadisce che congedo parentale e bonus baby sitting saranno le forme previste di supporto alle famiglie italiane. La riapertura dei nidi e delle scuole d’infanzia per l’estate sembra non essere un argomento affrontato dal governo.

Potranno essere i sindaci a dare l’ok

Con o senza una decisione del governo, potrebbero essere i sindaci e i governatori a dare l’ok per la riapertura delle strutture private e l’attivazione dei centri estivi. Le mamme e i papà potranno così tornare a conciliare lavoro e famiglia senza l’angoscia quotidiana della gestione dei loro figli.

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