Oggi si parla di un fenomeno che ha preso piede negli ultimi 10 anni circa e che sta dilangando sempre più tra i giovani e i meno giovani, quello degli gli youtubers. Una vera e propria professione ormai, visto che YouTube può rappresentare una fonte di guadagno per tutti gli utenti che caricano e pubblicano con costanza, almeno settimanale, video originali e molto seguiti e che pertanto hanno un certo numero di iscritti e di visualizzazioni giornaliere. A quanto pare i soldi arrivano dalle inserzioni pubblicitarie, ed è fattibilissimo, secondo le statistiche di YouTube infatti si può dire che circa il 39% degli italiani tra i 18 ed i 34 anni frequentano questa piattaforma, quasi diariamente. Tra gli youtubers più amati dagli studenti cito alcuni nomi tra cui: Greta Menchi, Frank Matano, Leonardo de Carli ma ce ne sono moltissimi altri. Io ho pensato di parlarvi di questo fenomeno attraverso il racconto di un giovane youtuber emergente, molto originale ed intelligente, che si occupa di recensioni di cinema, di viaggi e che parla anche di videogiochi, per lui tutte grandissime passioni. Si tratta di Tommaso Venturi, in arte Tomsick, ventenne fiorentino che studia da un anno a Roma presso la facoltà di geologia, ma che ha appunto tre grandi passioni che lo hanno portato a creare un canale YouTube e a diventare uno youtuber. Il suo canale lo potete trovare al seguente indirizzo: https://www.youtube.com/tomsic  Il sito invece è : http://www.tomsick.it/

Buona visione – se volete – e buona lettura.

Francesca Luisi: Ciao Tommy, allora parlami del mondo degli youtubers, come nasce la cosa?

Tomsick: YouTube, così come il mio canale, è nato in modo quasi casuale. Pensa che il primo video su YouTube risale al 23 aprile 2005 ed è intitolato “Me at the zoo”. Un certo Karim, uno dei fondatori dello zoo di San Diego, decide di caricare un filmato sulla lunghezza delle proboscidi. Ad oggi quel filmato ha più di 17 milioni di views.

Francesca Luisi: Ma dai!

Tomsick: Proprio così! Il primo video di YouTube è stato di questo tizio allo zoo, quindi ti fa capire che questa piattaforma è nata come un luogo dove condividere le tue esperienze e le tue passioni con il mondo intero.

Francesca Luisi: Quindi nasce dal desiderio di condividere…

Tomsick: Bravissima, diciamo che per la maggior parte questo è YouTube oggi, ma per altre cose no, perchè come per ogni cosa anche quest’ultimo si evolve e matura.

Francesca Luisi: Perchè hai iniziato a fare questo lavoro?

Tomsick: Beh, per ora non è un lavoro a tutto tondo, diciamo più una passione. Prima del liceo usavo questa piattaforma in modo quasi sporadico, dopodichè ho cominciato ad entrare sempre di più nella community di YouTube Italia seguendo nomi quali: Yotobi e VictorLaszlo88. È sempre stato un mio sogno voler creare un canale YouTube, ma non l’avevo mai aperto per problemi di tempo e di qualità. Nel senso che, non volendomi accontentare di portare un prodotto mediocre, ho rimandato la creazione di questo progetto di anno in anno.

Francesca Luisi: Certo, ma nel profondo, che cosa ti ha davvero spinto a farlo? Anche perchè non tutti hanno il coraggio di mostrarsi in video.

Tomsick: L’ho scelto perchè, attraverso YouTube, posso esprimere ciò che sono e ciò che mi appassiona: cinema, viaggi, regia e, sporadicamente, anche videogiochi. Inizialmente non è stato semplice per me che sono sempre stato un po’ timido. Ma posso dire che, grazie a questa esperienza, sono cresciuto molto, non solo a livello tecnico, ma anche in quello personale. Questo è facile da notare guardando la differenza abissale tra i miei primi video e gli ultimi. Inoltre, quello che ti può sfuggire, è che mentre giro un video non sono fisicamente davanti ad un pubblico, ma siamo solo io e la reflex. A volte c’è qualcuno che mi aiuta a controllare la ripresa, ma è sempre un ambiente molto ristretto. Ecco, la cosa che più mi esalta è realizzare video, ovvero il rapporto che ho con l’intero processo creativo di cui, il prodotto finale, è solo l’ultima parte di questa catena.

Francesca Luisi: Immagina di essere un ventenne 20 o 30 anni fa. YouTube non esisteva… come avresti espresso questa passione?

Tomsick: Diciamo che ventanni fa, in assenza di questi mezzi, un discorso come il mio sarebbe stato molto più difficile da portare avanti, se non impossibile. Significava conoscere moltissime persone, creare gruppi, trovare mezzi economici e strumentali oltre che una serie di situazioni che oggi diamo per scontate. Tuttavia mi sarei impegnato lo stesso per raggiungere il mio fine. Voglio essere chiaro su un punto, però. Youtube ed i mezzi di oggi ti permettono di accelerare solo alcune cose, ma non tutte e, soprattutto, non ti garantiscono il successo, indipendentemente dal valore che attribuiamo a questa parola. Ciò che intendo è che bisogna mantenere alta la qualità ed è importante proporre prodotti creativi ed originali. Anche la costanza è un fattore fondamentale. Tanti ragazzi aprono un canale credendo che si possa ottenere un risultato in modo veloce però, quando si scontrano con le difficoltà di questo mondo, abbandonano subito. Costanza e impegno sono le due chiavi fondamentali. All’inizio del tuo percorso gli ostacoli sono molti, anche perchè c’è una tendenza dell’azienda americana a contenere i facili guadagni. Le normative a cui sono sottoposti i creators sono molte e sempre più severe.

Francesca Luisi: Come vedi il fatto che oggi essendo più facile comunicare, ciò da voce a chiunque? Cioè non tutti lo usano benissimo questo mezzo, c’è una facilità estrema ad emergere di persone meno valide a dispetto di coloro che le cose le fanno fatte bene.

Tomsick: Purtroppo è il risvolto della medaglia. Se metti a disposizione di tutti un servizio, tutti lo useranno! Bisogna però vedere come viene usato, nel bene o nel male. Quello è importante. Se ci pensi è una fortuna poter divulgare il proprio pensiero. Però, a monte, devi capire cosa vuoi portare e come lo porterai. Comunque, parliamoci chiaramente, questa difficoltà di cui mi parli non c’è solo su YouTube, ma in tutti i campi… ed è così da sempre. Magari ci sono persone che non ci pensano troppo e si buttano mentre altre, decisamente più valide, si fanno problemi a partire. Secondo me quello che una persona deve fare è cercare di capire qual è la propria passione e portare qualità e contenuti, oltre a seguire costantemente quella strada, cercando di migliorarsi ed essere sempre più informato.

Francesca Luisi: Recensisci un genere in particolare o più generi?

Tomsick: La colonna portante è la recensione degli ultimi film usciti al cinema. Ovviamento cerco anche di proporre diversi format per portare all’utente una scelta di contenuti più ampia. Un altro contenuto che propongo è 1MIO, ovvero “One Minute Is Ok”. Si tratta di recensire film in un solo minuto. Diviene una sorta di sfida personale. Non mancano le serie tv, anche se sono più orientato al cinema per interesse personale, poichè l’atmosfera del cinema è davvero qualcosa di unico.

Francesca Luisi: Verissimo, anche se oggi, complici la tecnologia a disposizione e la crisi economica, il cinema sta perdendo comunque colpi, nel senso che si va sempre meno a vedere film al cinema. O no?

Tomsick: Effettivamente, se qualcuno è indeciso su un film, oggi ci pensa un po’ su prima di andare al cinema. Molti optano per lo streaming. Altrimenti, se proprio interessa un film, si organizza la classica seratona tra amici, andando a vedere il blockbuster di turno; ma difficilmente si andrà a vedere un film d’autore. Non voglio dire che ci sia una morìa di pubblico al cinema o di autorialità, ma una grandissima disparità tra l’interesse che esercitano i blockbuster (come i film della Marvel o Star Wars) ed altri film, tipo quelli d’autore o pellicole italiane, nonostante negli ultimi anni ne stanno uscendo alcuni anche molto validi. Io, comunque, sono appassionato di cinema fin da quando ero molto piccolo. Pensa che se a 4 anni mi mettevi davanti ad uno schermo, ero rapito da ciò che vedevo e rimanevo incantanto da quello spettacolo. Crescendo mi sono ritrovato a vivere una situazione molto piacevole. Ovvero, all’uscita dalla sala con i miei amici, si andava a mangiare un boccone tutti insieme e ci lanciavamo in un confronto conviviale su ciò che avevamo appena visto. Proprio quel clima di allegro confronto ha alimentato la mia voglia di condividere sul Tubo i miei pensieri, sperando che dall’altra parte, a raccogliere le mie idee e a far partire il confronto, non ci fosse più la solita allegra combriccola di amici, ma anche le tante persone che mi fanno entrare quotidianamente a casa loro riproducendo i miei video.

Francesca Luisi: Quindi attraverso questo canale mi sembra che spazi su più contenuti, pur rimanendo fedele al cinema…

Tomsick: Diciamo che parlo delle mie passioni in generale come, per esempio, i viaggi. Grazie all’opportunità di questo canale li posso documentare, creando vlog o serie che ne catturano l’esperienza. Cerco sempre di portare a casa l’anima del posto che ho visitato. A volte questo mi richiede un lavoro immenso, come per le riprese in acqua. Posso dirti che, quando faccio snorkeling – altra mia grandissima passione – devo riprendere molto tempo prima di riuscire a catturare qualcosa di significativo, anche solo una manciata di secondi. Mi costa fatica, ma lo faccio con piacere. Inoltre viaggiare è nel mio sangue. Non riesco a pensare alla mia vita in modo stazionario. Sono stato concepito in America e forse, chi lo sa, quello era già un segno.

Francesca Luisi: Come va da una anno a questa parte, da quando hai iniziato?

Tomsick: Mi sento molto soddisfatto per quanto riguarda la gente che mi segue e che mi commenta. I miei followers sanno apprezzare il mio lavoro e lo arricchiscono grazie ai loro interventi. Si è creato quello “zoccolo duro” di persone che, seguendomi abitualmente, non sono rimaste confinate nell’angusto spazio dello spettatore, ma sono diventate delle vere e proprie presenze fisse con le quali mi fa piacere avere un dialogo.

Francesca Luisi: Ma oggi si fanno facilmente anche molte critiche, essendo nascosti da uno schermo è più facile, giusto?

Tomsick: Purtroppo sì, è proprio così. Oggi la critica facile è in agguato. Io ho sempre amato le critiche di chi mi sta vicino, perchè mi spronano ad essere migliore. Però esiste anche la critica sterile, fatta dallo sconosciuto di turno che, vivendo egli stesso una frustrazione di fondo, la riversa su di te. Sono persone sgradevoli, chiamati “i leoni da tastiera” perchè dall’anonimato di uno schermo si sentono re del mondo quando, però, se li dovessi incontrare di persona, avresti di fronte personaggi tristi e insicuri, agnelli da macello con i quali non vale nemmeno la pena parlare. Io non ne ho avuti così tanti. In un anno credo solo un paio. Poi ci sono gli haters, persone che ti denigrano e ti disprezzano con una vemenza tale da essere sconcertante. Provano quotidianamente ad attentare al tuo lavoro senza un reale motivo. Hanno deciso che devono odiarti e quella diventa la loro missione. Una cosa che non capirò mai è il motivo di continuare a seguire una persona che disprezzi. Non sto parlando di chi lo fa per divertirsi un pomeriggio, altra categoria che non capirò mai. Parlo di chi ti odia davvero, in modo genuino e viscerale pur non conoscendoti. Comunque, un consiglio… invece di odiare conviene non seguire. Una scelta decisamente più salutare.

Francesca Luisi: Quindi alla base del fenomeno degli youtubers c’è il desiderio di farsi conoscere e di condividere qualcosa che si ama.

Tomsick: In realtà, come ti dicevo prima, essendo un ragazzo un po’ timido non ho mai avuto la voglia di farmi conoscere o diventare chissà chi. Mi sono buttato per dare il là alle mie passioni e sono entrato, step by step, in un percorso che ti trascina un po’ di suo. Devi solo seguire il processo e metterti in gioco. Io propongo qualcosa e, attorno a quella cosa, si crea una community di persone che hanno il desiderio di saperne di più, conoscere di più e parlare di più. Quel video non è solo mio, ma di tutti coloro che, attraverso i propri commenti, lo arricchiscono e lo portano ad uno stadio successivo. Un’altra cosa che manda avanti il mio lavoro è la mia voglia di sperimentare attraverso nuove conoscenze e nuovi strumenti che ho a disposizione. Penso, per esempio, ai corti. Sono dei piccoli video in cui condenso il senso di un film e che propongo ad inizio recensione. Per girarli posso dire che, in un anno, sono passato dallo smartphone alla reflex. Ecco, questo senso di scoperta pervade il mio lavoro e lo tiene in vita.

Francesca Luisi: Bè però si rischia di diventare famosi, perchè si hanno più possibilità così, piuttosto che scrivendo per un giornale ad esempio.

Tomsick: Dipende dai punti di vista e, soprattutto, qual è il tuo scopo. La notorietà non mi interessa. La qualità sì. Se poi dovesse arrivare anche la prima, allora ben venga. Ma sarà una conseguenza. YouTube oggi è la nuova televisione. Le persone lo seguono molto. C’è chi dice che questo canale sta subendo una certa crisi creativa per via delle normative sempre più severe, ad esempio con Adpocalypse o per via delle restrizioni di video ed atre cose che non sto qui ad approfondire. Ma secondo me, questa piattaforma è destinata ad andare avanti e a crescere. In Italia conta più di 20 milioni di utenti attivi ogni mese. YouTube è solo all’inizio come lo sono anch’io. E credo proprio che ci evolveremo insieme.

Francesca Luisi: Va benissimo Tommy, ti ringrazio e ti lascio con l’augurio di essere sempre più conosciuto, te lo meriti. Tienimi informata su come procede tutto.

Tomsick: Grazie a te, a presto.

Condividi e seguici nei social
error

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here