Yemen, la guerra dimenticata e la denuncia della Croce Rossa

0
323

Quante volte si è detto, soprattutto nel mondo occidentale, che la guerra è un male da combattere, da estirpare tassativamente per la salvaguardia del genere umano. Purtroppo, tale asserzione rimane solo un cumulo di belle ed infiocchettate parole, ottime per un discorso di matrice qualunquista. Ma la realtà, come si sa’, è lungi da essere quel sogno che noi stessi alimentiamo con buoni propositi e speranze. È lontanissima da quel costrutto mentale che il pensiero dominante cerca di inocularci con tutta la violenza a disposizione. La guerra in Yemen è, di fatto, una guerra dimenticata, abbandonata al proprio destino, volutamente resa difficoltosa per la posta in gioco, che profuma di miliardi e miliardi di dollari.

È recente la dichiarazione del Comitato Internazionale della Croce Rossa che ha esortato, con una forte esclamazione, come il piccolo stato stia soffrendo immani pene a causa dei bombardamenti dei wahhabiti; come questo paese, il più povero del Golfo, stia affrontando la situazione con un prodotto interno lordo già di per se misero, che negli anni a venire calerà vertiginosamente. Sempre secondo la Croce Rossa, oltre il 65% degli yemeniti, tra cui tantissimi bambini, non ha a disposizione beni di prima necessità come l’acqua pulita. Mentre il 64% non ha accesso a nessuna tipologia di servizio sanitario.

Una guerra millenaria

Il campo di guerra yemenita vede la riproposizione in una nuova salsa della millenaria lotta tra sunniti e sciiti, in cui l’Occidente, guidato dagli Stati Uniti, agisce da mente strategica. Un nemico da estirpare, ossia i ribelli houthi, sciiti zaiditi originari del nord dello Yemen sostenuti dall’Iran; mentre dall’altra parte agiscono nove paesi arabi, guidati dall’Arabia Saudita, memore dell’importanza militare del paese. L’obiettivo dei sauditi è quello di riprendere la capitale Sana’a, cacciando via i ribelli houthi, i quali rimasero “sedati” dopo la primavera yemenita del 2011, e di riportare al comando Abd Rabbih Manṣūr Hādī.

Una crisi umanitaria in atto

Già Johannes Van Der Klaauw, rappresentante dell’Unhcr (l’agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite), nel 2016 denunciò la situazione yemenita come un’autentica crisi umanitaria che logorava il tessuto di un paese ormai distrutto. Per il rappresentante la problematica principale risiedeva nei continui raid aerei, che più delle consuete tattiche militari colpiscono i civili. Secondo invece l’ultimo rapporto delle Nazioni Unite intitolato “Valutare l’impatto della guerra sullo sviluppo nello Yemen”, molte persone moriranno per gli effetti collaterali del conflitto e non solo per azioni di guerra.

Commenti