Yemen: esploso un deposito di armi delle milizie Houthi

Esplosione all'aeroporto di Sana'a, nello Yemen. La deflagrazione ha interessato un deposito di armi controllato dai ribelli Houthi.

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Yemen

I media dello Yemen confermano che un’esplosione, nella giornata di ieri, ha interessato la città di Sana’a. Secondo testimoni la deflagrazione avrebbe interessato un deposito di armi controllato dalle milizie sciite Houthi. Un episodio che conferma la situazione di forte tensione nel paese. Lo Yemen, infatti, da anni é caratterizzato da un forte scontro fra milizie contrapposte.

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Fonti ufficiali dello Yemen hanno confermato l’esplosione, ieri, di un deposito di armi a Sana’a. Il deposito era situato nei pressi dell’aeroporto della capitale yemenita. Un luogo nel quale, secondo le prime informazioni, venivano conservate armi destinate alla guerriglia. La capitale yemenita è sotto il controllo dei ribelli sciiti. Proprio a Sana’a hanno sede le milizie che stanno mettendo a ferro e fuoco l’intero Yemen.

Uno scontro di potere

Ormai da anni la guerra civile sta attanagliando lo Yemen. L’attuale presidente della repubblica riconosciuto a livello internazionale è Abd Rabbih Mansur Hadi. Eletto con il 98% dei voti nel 2012, aveva un mandato di due anni. Nel 2015 i ribelli Houthi hanno condotto un colpo di stato nel paese. Le milizie sciite golpiste hanno deposto il presidente e sciolto il parlamento. Pochi mesi dopo, Hadi è riuscito a scappare da Sana’a e ha raggiunto Eden, dichiarandola capitale del paese. Le Nazioni Unite, non riconoscendo il governo dei ribelli, continua ad appoggiare la presidenza di Hadi.

Attualmente nello yemen esistono 2 governi. Quello riconosciuto internazionalmente ha come premier Aḥmed ʿObeyd bin Daghr, sostenuto dal capo dello stato Hadi e ha sede a Eden. Il governo ribelle, quello di Sana’a ha come primo ministro Abd el-Azīz bin Habtur. Non è riconosciuto a livello internazionale.

Nello Yemen continua la guerra civile

La guerra civile nello Yemen continua ormai dal 2015. Le operazioni condotte dalle forze rivali stanno provocando numerose vittime e feriti. Secondo i ribelli Houthi lo scorso 27 novembre aerei da combattimento sauditi avrebbero bombardato la zona di Sana’a. La coalizione internazionale a guida saudita avrebbe effettuato i bombardamenti in risposta alle provocazioni sciite. Già dall’inizio del 2020, infatti, i miliziani Houthi stanno conducendo un’offensiva per la conquista dei territori limitrofi a Sana’a. Episodi di guerriglia, infatti, si registrano regolarmente a M’arib e Jawf.

La preoccupazione dell’Onu

Il conflitto nello Yemen, che ormai perdura da quasi sei anni, preoccupa molto la comunità internazionale. Da anni le nazioni Unite denunciano la situazione yemenita. Una guerra civile che sta logorando l’economia e la società dell’intero paese. L’inviato Onu in Yemen, Martin Griffiths da anni denuncia le violenze che avvengono nel paese. “In pochi giorni, nel corso del conflitto gli attacchi hanno provocato la morte di molti civili. Tra loro anche 11 bambini”, ha dichiarato il funzionario Onu. Il 30 novembre scorso i miliziani Houthi hanno attaccato Taiz, uccidendo 2 bambini e ferendone altri 10. Il giorno precedente, un altro attacco, ha provocato almeno dieci morti tra i civili.

La guerra civile in atto nello Yemen sta provocando morti e feriti. la comunità internazionale non è ancora riuscita ad intervenire efficacemente per arginare il conflitto. In un paese da sempre caratterizzato da forti divisioni politiche e religiose, la pace sembra lontana.


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