Yamaha e le auto: tre diapason per quattro ruote

La storia della casa di Iwata come produttore di motori automobilistici

0
346
yamaha v8 idrogeno

Yamaha è nota per la sua produzione di moto, ma quello che molti non sanno è che ha una discreta esperienza anche nel settore auto. Da decenni, il costruttore di Iwata progetta e costruisce motori automobilistici su commissione per altre case, con risultati spesso eccellenti. Ha persino corso in Formula 1! Vi raccontiamo brevemente la storia a quattro ruote della casa dei tre diapason.

Qual è la storia di Yamaha nel mondo auto?

Il primissimo partner con cui Yamaha ha collaborato è la Toyota. Per la casa nipponica ha sviluppato diversi progetti, primo fra tutti il 4A-GE. È un sei cilindri in linea che equipaggia la 2000GT, prima supercar della storia di Toyota. In questo progetto, Yamaha ha curato la testata, che in seguito sarebbe diventata la sua specialità. Nel 1987 Toyota voleva stracciare la Lancia nel WRC, ma le serviva una Gruppo A potente ed affidabile. Yamaha è intervenuta sviluppando il 3S-GTE, un 2.0 turbo quattro cilindri. Installato sulla Celica GT-Four, Toyota ha conquistato il WRC 1990 con Carlos Sainz, battendo le invincibili Delta Integrale. Yamaha ha evoluto il propulsore fino ad arrivare a 255 CV dell’ultima versione della Celica, la ST205. Lo stesso motore è stato poi montato sulla MR2 del 1989, in posizione centrale: il risultato è strabiliante.

Dalla Formula 1 alle Ford…

Nel 1991 Yamaha ha inaugurato la sua epopea in Formula 1, con un V12 fornito alla Brabham. L’unità raccoglieva tutto il know how tecnologico della casa, il cui simbolo era la distribuzione a cinque valvole per cilindro. Yamaha correva per battere la Honda, ma non ha raccolto molto di più di un paio di podi. Nonostante la collaborazione di John Judd, specialista dei motori da corsa, Yamaha ha lasciato la massima formula nel 1997. Qualche anno prima, nel 1989, Yamaha ha realizzato un 3.0 V6 per la Ford Taurus SHO. Era la versione sportiva della berlina di famiglia, dotato di un “frullino” con zona rossa a 7 mila giri e 224 CV. Nel 1992 la cilindrata sale a 3.2 litri, permettendo un aumento di coppia di 20 Nm, arrivando a quota 292.

…alle yypercar

Quattro anni più tardi la Taurus di nuova generazione ha guadagnato due cilindri, con Cosworth che disegna un basamento compattissimo. Nel 2004 ad Iwata hanno sfornato un V8 tutto loro, il B8444S. Leggerissimo (pesa solo 189 Kg!) questo motore da 4.4 litri superava i 300 CV e era la punta della dotazione premium delle Volvo più lussuose, come la S80 e la XC90. Aggiungiamo due cilindri in più e facciamo il mostro urlante della Lexus LFA, con 560 CV. Nata nel 2011, la LFA è oggi un preziosissimo oggetto da collezione. Sempre per Lexus Yamaha ha collaborato per un V6 e per un V8, che oggi giace sotto il cofano di modelli come LC500 ed RC-F. Nato nel 2009, questo cinque litri con le varie evoluzioni sfiora i 500 CV. Yamaha sta lavorando ancora su quest’unità, per renderlo compatibile con l’idrogeno. L’ecologia senza rinunciare alle emozioni: che sia questa la sfida futura della casa dei tre diapason?


Yamaha e Toyota insieme per un V8 a idrogeno


Immagine in evidenza di Yamaha Motor Europe, per gentile concessione