Wuhan libera! Stop lockdown

Dopo 76 giorni di restrizione, Wuhan, focolaio in Cina dell'epidemia di coronavirus, esce dall'isolamento. La città verso la normalità tra molteplici precauzioni

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Liberation“, la Liberazione, così titola il The Guardian. Dopo 76 giorni isolata dal mondo, la città cinese Wuhan, dove iniziò la pandemia di coronavirus, pronta a riaprire le sue porte.

Dopo 76 giorni, Wuhan, alla mezzanotte dell’8 aprile (ore 18 del 7 aprile in Italia), ha messo la parola fine alla serie di restrizioni più vincolanti decise il 23 gennaio. Vincoli stabiliti per contenere la diffusione del contagio. Tra cui la possibilità di lasciare la città.

Lockdown sciolto nel momento in cui si è registrato un azzeramento totale dei contagi in città dal 23 gennaio. Per la prima volta, tra l’altro, da quella data, in Cina non si sono registrati neppure decessi.

Ben 11 milioni di persone confinate nelle loro case. Per molti, probabilmente, la prima cosa da fare sarà gustarsi un piatto di reganmian. Piatto tradizionale di Wuhan, capitale della provincia di Hubei. 

Da oggi, tutto torna alla normalità. Si potrà pensare a godersi la vita, il cibo, le persone a cui si vuole bene. Tutto, naturalmente, con le dovute precauzioni. Molti tra i residenti del posto hanno ripreso il proprio lavoro e ad andare fuori città.

Finalmente liberi di vivere…

Impossibile per i residenti nascondere la gioia e l’eccitazione nel giorno che probabilmente passerà alla storia come il giorno della liberazione.

C’è chi si appresta a raggiungere i propri cari, chi rientra dopo mesi a lavoro. Una folla pronta a riprendersi le proprie abitudini, improvvisamente strappate dal virus.

È come essere liberati“, dice Zhang Kaizhong, 51 anni. Nel frattempo è nella sua auto, in fila, sull’autostrada che porta verso la vicina provincia dello Jiangsu. Zhang era rimasto bloccato a Wuhan quel famoso 23 gennaio. Si era recato nella capitale cinese in visita al figlio, il giorno prima del blocco. Lontano dalla moglie da quel dì.

Mi manca molto“, ha detto. Incapace di nascondere l’emozione al pensiero di rivederla.

Lu, 36 anni, stava tornando a Shenzhen, nel sud, dove lavora. Isolato a casa per tutto il periodo del blocco. “Dopo tutto questo tempo, Wuhan è stato finalmente aperto“, ha detto al The Guardian.

Nella serata di martedì, le auto, parcheggiate per mesi lungo strade deserte, sono state spostate, nell’attesa che il solito traffico riprendesse vita. Riaperti anche i mezzi pubblici, pronti ad accogliere i pendolari. Anche gli autobus a lunga percorrenza hanno ripreso il servizio.

Riaperti i voli da Wuhan verso altre città della Cina

China Eastern Airlines ha dichiarato di aver reso attivi 30 voli da Wuhan verso altre città della Cina, come Shanghai, Shenzhen e Guangzhou, con oltre 1.600 viaggi prenotati.

La gioia in rete

Online, gli utenti hanno dato sfogo a sentimenti diversi. C’è chi ha pubblicato il conto alla rovescia fino a mezzanotte. Altri hanno riflettuto sul tempo chiuso in casa.

Risultati durante il blocco: perso 10 kg, letto due libri, provato un taglio di capelli che non avrei mai osato, dormito otto ore al giorno. Prossima tappa: perdere più peso, entrare nella mentalità del ritorno alla società“, scrive un utente di Weibo.

E ancora, “Blocco di Wuhan revocato. Vedere queste parole mi fa quasi venire voglia di piangere“.

Un evento per festeggiare la ripresa

I funzionari della città hanno organizzato un evento di riapertura della città. Uno spettacolo di luci ed eventi speciali in occasione della riapertura di aeroporti, stazioni e fabbriche. I terminal dei treni e degli autobus decorati con luci. 

Grattacieli nel centro della città illuminati dalle parole: “Ciao, Wuhan“.

Una riapertura guidata da diverse precauzioni

Una riapertura all’insegna della gioia e della prudenza. Alcune misure rimangono in vigore. Segno che le autorità non credono che l’epidemia sia completamente finita.

College, scuole primarie e secondarie, scuole professionali, scuole tecniche e scuole materne rimangono chiuse. I funzionari hanno dichiarato, in un avviso martedì, che la data di apertura sarebbe stata “decisa dopo la valutazione degli sforzi di prevenzione“.

Molti complessi residenziali rimangono chiusi, con severi controlli alle porte, sorvegliati dalla sicurezza locale. I vecchi condomini senza uscita centrale o punto di ingresso sono stati recintati.

Ai residenti è stato chiesto di continuare a limitare le uscite ed evitare le grandi riunioni. I cittadini dovrebbero anche indossare mascherine quando vanno in luoghi pubblici.

Zero nuovi casi non significa rischio zero. Aprire le porte della città non significa aprire la porta di casa propria“, chiaro il messaggio del quotidiano People’s Daily su Weibo.

Nel corso delle ultime settimane la città ha gradualmente alleggerito il blocco. Permettendo ad alcuni residenti di muoversi in maniera limitata.

Il blocco di Wuhan è stata una misura senza precedenti, presa come modello dalle città e contee circostanti. Circa 56 milioni di persone nella provincia di Hubei sono state messe in quarantena. 

I funzionari cinesi, nonostante il blocco sia stato criticato come misura draconiana di ultima istanza, affermano che la strategia era giustificata. Soprattutto alla luce della successiva diffusione globale del virus.

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