World Breaking news del 5 ottobre 2020

Ecco le ultime notizie dal mondo del 5 ottobre 2020

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27 novembre 2020
World Breaking news (periodicodaily)

Oggi, 5 ottobre 2020, ci giungono nuove notizie dal mondo.

World last news del 5 ottobre 2020

Armenia/Azerbaigian: Turchia condanna bombe su Ganja

Continuano gli scontri fra Armenia e Azerbaigian.

Le forze armene hanno bombardato Ganja, la seconda città dell’Azerbaigian.

Il Ministero degli Esteri turco ha condannato il bombardamento, e ha affermato: “Ankara definisce tale bombardamento una violazione della Convenzione di Ginevra. L’Armenia non riconosce la legge. Condanniamo questi attacchi”.

Anche la Croce Rossa condanna i bombardamenti sui civili e riferisce che in una settimana vi sono stati 18 uccisi e 90 feriti tra i civili.


Conflitto del Nagorno-Karabakh: gli scontri continuano


Francia: a Parigi massima allerta dopo l’impennata di casi covid

Dopo l’aumento vertiginoso dei casi di Covid-19, Parigi passa da zona rossa a zona di massima allerta.

La notizia è stata confermata dal prefetto di polizia Didier Lallement.

Lallement ha inoltre riferito che da martedì, per 15 giorni, i bar saranno chiusi, mentre i ristoranti resteranno aperti con un protocollo di restrizioni rafforzato e particolarmente stringente.

Sarà vietato il consumo di alcol nelle strade, mentre i mercati resteranno aperti. Palestre e piscine resteranno chiuse, tuttavia è prevista un’apertura per i minorenni.

Cina: registrati 16 nuovi casi covid

Le autorità sanitarie cinesi hanno registrato 16 nuovi casi di coronavirus.

A riportare a notizia è la Commissione Sanitaria Nazionale, che sottolinea che tutti i casi sono importati dall’estero.

Inoltre, riferisce che non vi è stato alcun decesso.

La Cina, dall’inizio dell’epidemia, ha registrato 85450 casi, invece i decessi sono stati 4634.

Bielorussia: Aleksievic afferma che il Paese è sull’orlo di una guerra civile

Il Premio Nobel per la Letteratura Svetlana Aleksievic, al Taobuk Festival a Taormina, ha dichiarato che la Bielorussia è sull’orlo di una guerra civile.

La Aleksievic ha dichiarato: “Sognavamo una rivoluzione senza sangue. Hanno cercato di arrestarmi, ma grazie alla mia notorietà non è accaduto. Gli ambasciatori dei Paesi occidentali mi hanno salvata. A turno dormivano a casa mia”.

Ha poi aggiunto: “In migliaia protestano ogni giorno e così impediscono a Putin di entrare. In Bielorussia siamo al limite di una guerra civile. Molti sostengono Lukashenko e non vogliono il cambiamento. È sottomissione schiavistica al potere”.

Guatemala: espusione di oltre tremila migranti honduregni

Il presidente guatemalteco Alejandro Giammattei ha annunciato in un discorso in TV che il Guatemala ha espulso quasi 3400 migranti honduregni che volevano recarsi negli USA.

Giammattei ha infatti dichiarato: “Le forze dell’ordine sono riuscite a contenere la carovana di migranti, che rappresentavano un fattore di rischio per la diffusione del Covid-19. Per noi è un obbligo ridurre il pericolo di contagio o recidiva della malattia”.

Siria: curdi liberano 20 mila civili dal campo profughi ISIS

Le autorità curdo-siriane hanno annunciato di voler liberare oltre 20 mila civili siriani imparentati con ex jihadisti o provenienti da zone a lungo dominate dall’ISIS.

Tali civili sono rinchiusi da circa due anni in un campo profughi al confine con l’Iraq.

A dare la notizia è stato Elham al Ahmad, del Consiglio Democratico Siriano.

Svezia: Nobel per la medicina agli scopritori della causa dell’epatite C

Il Premio Nobel per la Medicina 2020 è andato ai virologi che per primi hanno saputo individuare il virus responsabile dell’epatite C fino a poco tempo fa incurabile.

La Fondazione Nobel afferma che la loro scoperta ha contribuito a salvare molte vite. Inoltre, ha rivelato la causa di molte epatiti, la cui origine era ignota, aprendo la via alla diagnosi attraverso l’analisi del sangue e la realizzazione dei farmaci.

I virologi sono gli statunitensi Harvey J. Alter e Charles M. Rice e il britannico Michael Houghton.

Germania: aggressione a studente ebreo ad Amburgo

Dopo l’aggressione di uno studente ebreo di 26 anni vicino alla sinagoga della città di Amburgo, la procura generale ha aperto un’inchiesta per tentato omicidio di matrice antisemita.

La polizia ha fermato l’assalitore, che sarebbe un 29enne berlinese di origini kazache.

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