Wineleather: la prima pelle 100% Made in Italy creata dall’uva

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Foto di SplitShire da Pixabay

Wineleather è il nuovo progetto che l’azienda milanese Vegea srl ha presentato per farsi strada nel mercato della eco-sostenibilità. Una pelle totalmente vegetale creata partendo dagli elementi di scarto provenienti dalla trasformazione dell’uva in vino; un procedimento d’avanguardia che trasforma le fibre e gli oli vegetali contenuti nella vinaccia in materiale ecologico con le stesse caratteristiche meccaniche, estetiche e sensoriali di una pelle.

Perchè la necessità di una pelle 100% vegetale?

La produzione del pellame per abbigliamento ed accessori è una parte integrante dell’industria della carne; per alcune tipologie, costituisce l’esclusiva ragione per cui migliaia di animali vivono in condizioni crudeli e poi brutalmente uccisi. Comprare indumenti in pelle significa avallare le catene di smontaggio di animali, i macelli industriali. Se ciò non bastasse, bisogna tenere a mente anche le questioni ambientali legate alla lavorazione del pellame: il procedimento della concia richiede moltissima acqua e l’utilizzo di materiali tossici e dannosi per la salute dell’uomo e dell’ecosistema.

L’intuizione di Vegea srl: Wineleather

Vegea srl è un’azienda milanese fondata nel 2016 su principi di sostenibilità, etica, salute dei lavoratori e dei consumatori e rispetto per l’ambiente; la sua mission è creare materiali sostenibili a partire da polimeri prodotti da organismi viventi, soprattutto piante e alberi. E’ proprio tenendo fede a questi valori che Vegea ha creato Wineleather; la pelle di vino deriva da sostanze riciclate, non necessita di molta acqua per essere prodotta e si può lavorare senza l’utilizzo di sostanze tossiche.

Per cosa si utilizza Wineleather?

Ad oggi la pelle di vino è utilizzata principalmente per fare scarpe, accessori, vestiti e borse. Nel 2020 il famoso brand di moda H&M ha lanciato la sua Conscious Collection: una linea di capi prodotti con materiali ecosostenibili, tra cui appunto la pelle di Vegea. L’azienda milanese sta comunque continuando a lavorare per espandersi e produrre anche tappezzeria e coprisedili per auto, a dimostrazione della versatilità della pelle vegetale.

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Quale futuro per la pelle di vino?

Giampiero Tessitore, fondatore di Progetto Manifattura, sostiene che Wineleather sia “un progetto dall’imprinting sostenibile a 360°, che favorisce l’instaurarsi di un efficiente sistema circolare in grado di trasformare i rifiuti in risorsa. Grazie all’utilizzo di bucce e raspi d’uva, questo nuovo prodotto vuole sostituire l’utilizzo delle pelli di origine sintetica prodotte dal petrolio con l’utilizzo di prodotti chimici inquinanti e un dispendio d’acqua dall’ingente impatto ambientale. Wineleather rappresenta una valida alternativa alla pelle di origine animale. Un prodotto ambasciatore di una rivoluzione green, che fa coincidere la qualità della materia con i principi della sostenibilità ambientale e dell’impegno etico”.

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