Wine e gli altri: artisti che vogliono cambiare l’Africa

Bobi Wine e altri artisti africani da anni combattono contro l'ingiustizia sociale e la corruzione, proponendo un futuro di trasparenza dei processi politici e lotta alla corruzione.

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Wine e gli altri

Wine e gli altri: molti artisti da anni hanno deciso di dare il loro contributo alla politica dei paesi africani. I loro programmi elettorali di lotta alla corruzione e di trasparenza dei processi politici stanno mettendo in difficoltà le classi dirigenti dittatoriali di gran parte degli stati del continente. Quando ci sarà un vero cambiamento?

Wine e gli altri: chi sono gli artisti che hanno deciso di impegnarsi in politica?

La vicenda di Bobi Wine, musicista e deputato ugandese, si intreccia con quella di molti altri artisti che, in alcuni paesi africani hanno deciso di impegnarsi nella politica. Negli ultimi anni una nuova generazione di cantanti, musicisti, scrittori e attori ha deciso di fare proprie le istanze di centinaia di milioni di africani. Il rapper Banky W ha deciso di presentarsi alle elezioni politiche nigeriane dello scorso anno con un programma di lotta alla corruzione e alla povertà. La sua candidatura non ha avuto successo. Lexxus Legal, popolare cantante congolese ha partecipato alla tornata elettorale del 2018 come candidato dell’opposizione. Nonostante il grande seguito, l’artista non ha ottenuto alcun seggio. Sia nel caso di Banky W., sia in quello di Legal, la tornata elettorale è stata caratterizzata da brogli elettorali messi in atto dai partiti di governo.

Wine e gli altri: l’Uganda e le violenze contro le opposizioni

Nonostante le violenze subite a partire dal 2017, anno in cui ha avuto inizio il suo impegno politico, Bobi Wine ha deciso di candidarsi alle elezioni presidenziali del 14 gennaio scorso. IL presidente uscente Yoweri Musewen è stato rieletto con il 59% dei voti, in una tornata elettorale caratterizzata da violenze e brogli. In seguito ai risultati Bobi Wine ha denunciato gravi irregolarità elettorali, confermate dal fatto che il giorno successivo alle elezioni, militari fedeli al presidente hanno arrestato più di trenta osservatori elettorali indipendenti. La rielezione di Museweni, successivamente ha provocato numerose proteste in tutto il paese.

Bobi Wine nuovamente arrestato

Nel novembre 2020, durante la campagna elettorale per le politiche, la polizia ugandese ha arrestato decine di sostenitori di Wine. Gran parte di loro sono ancora detenuti e non si hanno notizie sulla loro sorte. Per questo il 15 marzo scorso il partito di Wine ha deciso di organizzare una protesta nel centro della capitale Kampala. Il sit- in pacifico ha provocato l’intervento delle forze di sicurezza ugandesi che hanno arrestato per l’ennesima volta il musicista. Successivamente lo stesso Wine, denunciando le violenze della polizia, ha ringraziato coloro che hanno preso parte alla manifestazione

Wine e gli altri: il musicista accusa la magistratura

Il 22 febbraio scorso Bobi Wine ha annunciato di voler ritirare la denuncia di brogli elettorali che aveva presentato alla magistratura ugandese. “E’ chiaro che i giudici sono dalla parte di Museveni”, aveva affermato il cantante. Un portavoce del tribunale, rispondendo alla dichiarazione del politico di opposizione aveva dichiarato:” Aspettiamo una lettera formale dei suoi avvocati. Attualmente Wine ha fatto solamente una dichiarazione politica.” Nessuna parola sulle accuse di mancanza di imparzialità. In seguito alla denuncia di brogli elettorali da parte di Wine, le autorità ugandesi avevano commesso numerose violenze contro il candidato di opposizione. Il giorno successivo alle elezioni, infatti, militari fedeli a Museveni avevano assaltato l’abitazione di Wine, arrestando, oltre al cantante, anche la moglie e il foglio. Secondo Al Jazeera, inoltre, l’esercito ugandese avrebbe arrestato centinaia di sostenitori dell’opposizione, gran parte dei quali risultano ancora detenuti.

Wine e gli altri: ci sarà una “primavera africana”?

Molti artisti africani, ormai da anni, hanno deciso di partecipare attivamente alla vita politica dei loro paesi. I loro programmi elettorali si basano sulla lotta alla corruzione, la trasparenza delle elezioni e l’accelerazione del processo democratico. Queste idee innovative molto spesso si scontrano con governanti contrari ad una vero e proprio miglioramento della situazione politica e sociale. E’ il caso di Bobi Wine. L’attuale presidente ugandese, Yoweri Museweni, è alla guida del’uganda da ormai 35 anni. Tra alti e bassi, finora, è riuscito a tenere le redini del paese anche con l’uso della violenza contro il dissenso. Eppure, il vento di cambiamento portato da Wine sembra condiviso da una parte importante della popolazione. E’ per questo il presidente dell’Uganda ha deciso di reprimere le proteste dell’opposizione. Fino a quando i dittatori africani potranno continuare a reprimere la volontà popolare? Quando avverrà la “primavera africana”?


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