Willigis Jäger: il risveglio della consapevolezza

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Willigis Jäger il risveglio della consapevolezza


Willigis Jäger nel suo viaggio nel cammino spirituale afferma: “L’uomo e homo religiosus” e questo è un fatto. Non possiamo certo negare che questa non sia un seme di consapevolezza cosmica? Il 98% della popolazione mondiale non può essere vittima di una allucinazione di massa. Willigis Jäger nel suo viaggio nel cammino spirituale apre le porte al viaggio nello spirito e non nella religione.

Willigis Jäger nel suo viaggio nello spirito racconta lo Spirito

Io Divino costituisce la natura più profonda dell’uomo e qui tende a far ritorno che se ne renda conto o meno. In ogni abbandono dell’essenza spirituale, l’uomo trova la sua divinità interiore non solo per esercizio ma soprattutto per appartenenza, quindi nella totale inconsapevolezza trova la consapevolezza spirituale che lo riporta all’essenza.

Willigis Jäger e la consapevolezza collettiva

Willigis Jäger il risveglio della consapevolezza

Il risveglio dell’uomo è un risveglio in Dio, il risveglio della società è un risveglio di Dio nella società, così che il tutto si risveglia in Dio e nell’evoluzione cosmica che è la “bolla” Vibrazionale dell’uomo futuro. Possiamo dire che l’uomo del futuro risvegliato sarà mistico nel cosmico.

Il risveglio della nostra consapevolezza

Willigis Jäger il risveglio della consapevolezza

Nell’uomo come in ogni essenza vitale, abita il sospiro divino stesso. In noi il risveglio Divino si manifesta sotto forma di profonda consapevolezza e vibrazione cosmica, che si lega al desiderio di trovare il luogo e il legame che ci regala amore e accettazione, forme queste di espressione della nostra spiritualità.

Willigis Jäger il risveglio della consapevolezza

Willigis Jäger pone il suo tragitto nell’esercizio del cammino

Dunque gli uomini si incamminano sulla via verso Dio perché portano in sé il profondo e ardente desiderio di Dio stesso: Dio in tutto, tutto in Dio. Quindi noi ci riflettiamo nello Spirito di Dio come Lui si lega in noi attraverso una bivalente appartenenza. Noi come espressione di ciò che Dio esprime attraverso il Noi tutto.

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