William Blake è stato uno dei maggiori ed influenti poeti inglesi, sebbene la sua fama fu maggiore forse in seguito alla sua stessa morte. Proprio il 12 agosto 1827 questa mente eccelsa ci lasciava: noi, oggi, ricordiamo le sue opere attraverso il suo lascito.

«In what distant deeps or skies

Burnt the fire of thine eyes?

On what wings dare he aspire?

What the hand dare seize the fire?»

«In quali abissi o in quali cieli

Accese il fuoco dei tuoi occhi?

Sopra quali ali osa slanciarsi?

E quale mano afferra il fuoco?»

Questa è la poesia The Tyger presente nella raccolta Songs of Experience, pubblicata nel 1794, la traduzione in italiano è di Giuseppe Ungaretti.

Questa poesia rappresenta lo scontro epocale tra il mondo adulto fatto di responsabilità, cinismo e serietà e il mondo vivo e colorato dell’infanzia. La tigre è una creatura perfetta e questa sua assolutezza è in qualche modo agghiacciante per l’autore. Essa si oppone all’agnello, raffigurazione dell’innocenza. Blake incalza la Tigre con innumerevoli domande, tutte resteranno senza risposta.

Questo è William Blake: poesia romantica, attrazione verso il misticismo, rispetto per i testi sacri, opposizione verso la Chiesa d’Inghilterra, immortale figura che ha rivoluzionato immaginazione, percezione e descrizione delle arti visive.

Nel 1824 Blake venne incaricato da John Linnell di illustrare la Commedia di Dante. A causa della sua morte avvenuta il 12 agosto 1827, l’opera rimase incompiuta con 102 acquarelli.

Illustrazione di W. Blake per la Divina Commedia di Dante Alighieri

Fin da piccolo affermava di avere delle vere e proprie visioni e che le sue opere artistiche e poetiche gli fossero suggerite dagli angeli. Questa sua immaginazione lo rende un profeta annunciato, la sua luce interiore poteva metterlo in contatto con le grandi menti del passato da cui è influenzata la sua opera: Omero, Virgilio, Dante e Milton.

 Il suo messaggio era indubbiamente innovativo rispetto al suo tempo: la libertà, l’istinto, l’eccesso erano forme superiori rispetto alle limitazioni, alle regole e alla legge. Per questo motivo la Chiesa, insieme alle altre istituzioni era vista come un male e una barriera forzata davanti alla vera natura umana.«Ruins of time build mansions in eternity», « Le rovine del tempo costruiscono dimore nell’eternità» diceva William Blake.

Condividi e seguici nei social
error

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here