William Barr: no prove di frodi diffuse nelle elezioni

Anche il Dipartimento di Giustizia prende le distanze da Trump sulle frodi elettorali

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William Barr:

Il Dipartimento di Giustizia americano prende le distanze da Trump sulle frodi elettorali. Il procuratore generale William Barr, fedelissimo di Trump, rompe il silenzio. Dopo aver difeso molteplici volte il Presidente, questa volta prende le distanze da lui. In un’intervista con l’AP ha affermato che il DOJ non ha trovato alcuna prova a sostegno delle accuse di frode diffusa che avrebbe potuto cambiare il risultato delle elezioni presidenziali.

William Barr contro Trump, cos’è successo?

Il presidente Trump continua ad affermare che vi sono state numerose frodi nelle elezioni presidenziali. Nelle ultime settimane ha chiesto al Dipartimento di Giustizia di indagare su queste possibili frodi, sperando che il procuratore generale, William Barr, suo fedele cagnolino, avrebbe fatto eco alle sue dichiarazioni.  Ora, Trump ha subito un altro contraccolpo. Barr, in un’intervista all’Associated Press, ha affermato che il DOJ non ha trovato alcuna prova a sostegno delle accuse di frode diffusa che avrebbe potuto cambiare il risultato delle elezioni presidenziali del 3 novembre.

Barr ha dichiarato: “Fino ad oggi, non abbiamo visto frodi su larga scala che avrebbe potuto cambiare l’esito delle elezioni. Il Dipartimento di Giustizia e quello della sicurezza Interna hanno esaminato le accuse di frode sistematica e dell’uso di macchine programmate essenzialmente per stravolgere i risultati delle elezioni. Per ora non hanno visto nulla che le corrobori e che cambi l’esito del voto”.

Trump contro le dichiarazioni di Barr

Come era prevedibile, dopo le dichiarazioni di Barr, gli avvocati della campagna elettorale di Trump hanno attaccato il DOJ. Rudy Giuliani e Jenna Ellis hanno affermato: “Con tutto il rispetto per il procuratore generale, non c’è stata alcuna parvenza di indagine del Dipartimento di giustizia”. E si sono lamentati del fatto che il Dipartimento non ha controllato a fondo le loro affermazioni di irregolarità in almeno sei Stati. I due avvocati hanno poi aggiunto: “Ancora una volta, con il massimo rispetto per il procuratore generale, la sua opinione sembra essere senza alcuna conoscenza o indagine sulle sostanziali irregolarità e prove di frode sistemica”.

Trump continua a presentare cause legali contro il voto

Trump e i suoi avvocati stanno ancora perseguendo disperate sfide legali contro i risultati delle elezioni del 2020 in alcuni Stati chiave. Da settimane Trump afferma falsamente che le elezioni gli sono state rubate. Ha sostenuto quasi ogni giorno che ci sono abbastanza voti fraudolenti nelle principali città della Pennsylvania, Wisconsin, Michigan e Georgia che cambierebbero il risultato. Tuttavia il suo team legale deve ancora fornire tali prove in tribunale, con diverse cause legali archiviate per mancanza di legittimazione. Trump si è chiesto perché il Dipartimento di Giustizia e l’FBI non stessero facendo di più per indagare sulle sue affermazioni infondate di frode elettorale.

Alcuni repubblicani contro Trump

Alcuni repubblicani hanno preso le distanze da Trump. Il governatore dell’Arizona Doug Ducey ha detto che le elezioni nel suo stato sono state sicure, attirando la condanna del presidente. La scorsa settimana, il governatore della Georgia, Brian Kemp, ha respinto le richieste di Trump di ribaltare i risultati delle elezioni statali. Trump ha criticato Kemp per come ha gestito il riconteggio dello Stato e inoltre ha detto di vergognarsi di averlo sostenuto come governatore.

William Barr agli ordini del Presidente

Dopo la pubblicazione dell’intervista il procuratore Barr ha annunciato di aver nominato un procuratore che avrà il compito di indagare sulle origini dell’indagine sulla Russia del 2016 come consulente speciale. Questo consentirà al procuratore degli USA, John Durham, di continuare il suo lavoro anche dopo che l’amministrazione Biden subentrerà a gennaio. Tale mossa dovrebbe soddisfare Trump. Quindi Barr, dopo la disapprovazione di Trump sulle indagini di frode, ha deciso di tornare a fare il fedele cagnolino del Presidente. Questo evidenzia la grande sfida che il presidente eletto Joe Biden dovrà affrontare una volta in carica. Ricostruire nuovamente la fiducia nella giustizia e ripristinare lo stato di diritto.


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