Whitney Houston – nasceva oggi una delle voci più belle della storia

Whitney Houston nasceva il 9 agosto 1963: morta ben prima del tempo, la diva ci ha donato alcune fra le canzoni più belle che siano mai state realizzate...

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Whitney Houston: un nome, una leggenda, una voce. Un talento straordinario, inimitabile, unico, ma anche un vissuto meno brillante che ha gettato un ombra sul suo successo immenso. Ma andiamo per ordine: classe 1963, Whitney nasce il 9 agosto in una famiglia ricca di musica: sua madre è una cantante soul, ed il gruppo di cui fa parte ha aperto concerti ad Elvis ed Aretha Franklin. Whitney inizia a cantare praticamente da bambina e già quando ha 14 anni le viene offerto un prestigioso contratto discografico: sua madre però rifiuta l’offerta, ritenendo che la figlia dovesse almeno finire la scuola prima di iniziare a lavorare nel mondo dello spettacolo.

Appena diplomata, quindi, Whitney inizia a lavorare come corista e come modella per prestigiose riviste: questi ruoli di second’ordine durano però solo per pochi anni, finché un duetto di successo con Jermaine Jackson darà il via alla vera carriera della Houston. Nel 1985 inizia la promozione che porta poi alla pubblicazione del suo album di debutto, “Whitney Houston”: supportato da singoli destinati a diventare celebri, si tratta di un album prevalentemente jazz e R&B che dà tuttavia spazio anche ad alcuni momenti dance, come nella hit “How Will I Know”.

L’album otterrà un successo strepitoso, vendendo 29 milioni di copie, e sarà seguito dopo pochissimo dal suo secondo album “Whitney”, che otterrà risultati molto simili. Il più grande successo estratto da questo disco è “I Wanna Dance With Somebody”. La voce di Whitney, così bella, potente soave e capace di farsi notare sia nei lenti che nelle up tempo, è ormai notata dal mondo intero: nessuno può permettersi di negare quanto sia talentuosa, e così anche il suo terzo album “I’m Your Baby Tonight”, altro lavoro di grande successo supportato da singoli molto fortunati.

Tutti questi lavori sono promossi da tour mondiali e performance nelle principali trasmissioni televisive di tutto il mondo: Whitney è una stella in continua ascesa, ma il meglio deve ancora arrivare. Nel 1992, all’attività di cantante di Whitney Houston si affianca quella di attrice: viene pubblicato quindi “The Bodyguard”, film in cui recita insieme a Kevin Costner. Il film è un misto fra poliziesco, commedia romantica e musical: presenta quindi una colonna sonora di tutto rispetto, in cui è presente anche la cover di una canzone di Dolly Parton, “I Will Always Love You”.

Completamente riarrangiata rispetto alla versione country della Parton, “I Will Always Love You” è un capolavoro pop’n’b fra i più intensi mai esistiti, e riuscirà a diventare una delle canzoni più famose di sempre, nonché il brano più iconico della Houston. Anche altre canzoni della colonna sonora divennero grandi classici, prime fra tutte “I Have Nothing” e “Queen Of The Night”. Anche il film in sé e per sé è un successo immenso e riesce a diventare un grande classico; la colonna sonora fa nel frattempo incetta di premi, compresi due Grammy.

Negli anni successivi, le sue carriere di cantante ed attrice vanno avanti a vele più che gonfie fino alla fine del decennio: il nome di Whitney è sempre più noto ed importante, il suo talento è riconosciuto da tutti. Qualsiasi sua performance manda in visibilio il mondo intero, nessuno è in grado di resistere alla sua voce e ben presto tutti inizieranno a chiamarla con un appellativo meraviglioso: “The Voice”, lo stesso usato in precedenza per Frank Sinatra. Ben presto, però inizieranno ad esserci dei seri problemi.

Whitney Houston: i problemi privati ed il declino dopo l’ascesa

Negli anni 2000, in seguito alla pubblicazione di una raccolta di successi, le cose iniziano ad andare meno bene per la grande Whitney Houston: i nuovi album non ottengono i risultati attesi, e presto una lunga serie di problemi famigliari costringeranno l’artista a mettere in stand-by la sua carriera per anni. I guai privati con il suo ex marito Bobby Brown, anche lui cantante di successo, hanno un effetto devastante su Whitney, che inizia quindi a fare uso di droghe ed a lasciarsi andare completamente. Sono anni terribili, da cui la Houston non si riprenderà mai davvero: ciò sarà visibile quando inizierà di nuovo ad esibirsi, mettendo in scena performance che non avevano nulla a che vedere con le vecchie.

Dopo un po’, però, Whitney riesce a riprendersi artisticamente ed a confezionare un nuovo album degno del suo nome, “I Look To You”: questo disco include brani di altissima qualità come romantica title track (in cui fa un uso incredibile dei suoi bassi) e la spumeggiante “Million Dollar Bill”, e riesce a riportare il nome di Whitney ai vertici delle classifiche nonostante tutta la pubblicità negativa che ha ricevuto durante il periodo buio. Dal vivo la Whitney degli anni ’90 non tornerà mai, ma ciononostante le nuove performance sono comunque di gran lunga migliori rispetto a quelle di pochi anni prima e risultano degne del suo grande nome.

Dopo il ritorno come cantante, Whitney esegue il ritorno come attrice in “Sparkle”, film con protagonista la giovane e talentuosa cantante Jordin Sparks: Whitney interpreta sua madre e canta un brano nel bel mezzo del film. Nonostante il ritrovato valore artistico, i problemi nella vita di Whitney non si sono risolti: la dipendenza da sostanze stupefacenti è ancora viva, e proprio nel momento più inatteso la ucciderà. Era la sera prima dei Grammy, nonché pochissimo tempo prima rispetto all’uscita di “Sparkle”: il mondo intero piange come non mai per la morte di un’artista a dir poco illustre. Dopo pochi anni, anche sua figlia Bobby Kristina morirà in circostanze simili, creando uno sconcerto enorme.

Successivamente, la casa discografica di Whitney Houston ha autorizzato la pubblicazione di alcuni brani postumi, tra cui un recente singolo del produttore Kygo che ha avuto l’onore di mettere le mani su una sua vecchia demo (QUI PER ASCOLTARE). Il mondo intero continua a sentire la mancanza di questa straordinaria cantante, una voce unica ed inimitabile che ci ha regalato emozioni infinite con la sua meravigliosa musica. Chissà cos’altro avrebbe potuto fare Whitney se avesse potuto vivere un altro po’: forse altra straordinaria musica sarebbe stata creata da lei e per lei, ed alcuni brani pubblicati in questi anni avrebbero potuto godere di tutt’altra qualità in quanto interpretati da lei. Riposa in pace Whitney, ovunque tu sia.

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