Whirlpool Italia: a Napoli licenzia tutti

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La Whirlpool Italia di Napoli fa partire la procedura di licenziamenti collettivi. Il tavolo sulla vertenza Whirlpool ha visto la partecipazione dalla viceministra dello Sviluppo economico, Alessandra Todde. Ma insieme a lei hanno partecipato anche il coordinatore della Struttura per le crisi d’impresa del Mise, Luca Annibaletti.

Whirlpool Italia: un’anomalia incompresa?

Luigi La Morgia amministratore delegato di Whirlpool ha dichiarato: “Vogliamo confermare la nostra intenzione di prolungare in questo periodo la possibilità di accedere a un pacchetto di incentivazione. E valutare trasferimenti all’interno del gruppo per i dipendenti“. Non cambia molto per i dipendenti che stanno per essere silurati. Del resto Whirlpool ha fatto i conti senza l’oste, e se pensa di riuscire a risolvere il nodo licenziamenti con tranello scambista la vedo dura. Secondo fonti dei sindacati, i vertici della multinazionale hanno avuto una riunione online convocata dal Mise, al quale hanno partecipato azienda e sindacati. L’amministratore delegato di Whirlpool Italia, Luigi La Morgia, nel confermare i licenziamenti, ha affermato: “Siamo consapevoli della nostra scelta, siamo il più grande investitore e produttore di elettrodomestici in Italia”. È qui che verrebbe da chiedere a La Morgia che fine hanno fatto i soldi se siete il più grande produttore di elettrodomestici? Forse ve li siete persi per strada? In qualche piscina all’estero? Mi sembra tanto una contraddizione in termini. Il più grande produttore che deve licenziare.

Ma avete a che fare con Napoli

Mi dispiace ovviamente per I connazionali napoletani, ma se c’è un popolo capace di farvi rimangiare le vostre mala amministrazioni è proprio il popolo napoletano. Continuo a ribattere che avete fatto i conti senza l’oste e che debba ritenersi necessaria una procedura di inchiesta. Non credo che la vice ministra si renda conto di cosa ha in mano. Cara vice ministra, qualche mese fa La Morgia ha fatto una dichiarazione che non sta in piedi, soprattutto perché ha incassato o avrebbe incassato l’aiuto del Governo. “Prendiamo atto che dopo tutto questo la decisione non è cambiata ci porta a essere in sofferenza e difficoltà per quei lavoratori. Io personalmente ero convinto che ci fossero le condizioni per continuare, prendiamo atto che così non è“.