Vortice polare impazzito: fattore nuovo per l’Europa e Nord America su Inverno

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Vortice polare impazzito

Vortice Polare impazzito: Fattore nuovo per Nord America ed Europa su Inverno. Ondate di gelo come quelle dell’Inverno scorso, potrebbero arrecare maggiori disagi, specie in Europa.

Gli scienziati sostengono che il Vortice Polare impazzito è più instabile rispetto al passato, e genera condizioni meteo invernali improvvisamente molto avverse, con ondate di gelo rilevanti inattese. Allo stesso tempo, in Europa ha fatto clamore la notizia diffusa a Glasgow da Copernicus di un aumento della temperatura media di 2,4°C rispetto all’epoca pre-industriale, e comunque la maggiore di tutti i Continenti. E ciò non vuol dire che avremo inverni nettissimi.

Il Vortice Polare è una circolazione di masse d’aria che ruota in quota attorno ad un centro di Bassa Pressione semi-permanente nel semestre invernale, nel Polo Nord. Questo quando si rinforza viene indicato con un indice positivo (A.O. +), mentre quando perde forza, e tende a splittare, ramificandosi con anse verso sud, è indicato con indice negativo (A.O. -).

Ebbene, le proiezioni stagionali non hanno molta affidabilità, e per interpretare le linee di tendenza nel lunghissimo termine, i meteorologi utilizzano gli indici di comportamento del clima, tra cui quelli derivanti dal Vortice Polare. Per l’Italia il Vortice Polare ha una rilevanza molto inferiore rispetto ai paesi nordici dell’Europa, ma soprattutto rispetto al Nord America, ed è da questa parte del mondo che giungono i maggiori studi sul suo comportamento futuro, in quanto questa area dell’emisfero è particolarmente vulnerabile alla variabilità polare.

Tuttavia, anche l’Europa può essere estremamente vulnerabili quando il Vortice Polare tende a generare una massa semi permanente verso il Vecchio Continente. In queste circostanze anche l’Italia ne viene coinvolta con condizioni meteo molto avverse, è temperatura sotto la media. Gli indici di comportamento del clima che studiano il Vortice Polare lo prospettano tendenzialmente negativo per lunghi periodi di questo inverno, con l’alto rischio di ondate di gelo improvvise e sparse per l’Emisfero Nord. E questo preoccupa parecchio le popolazioni del Nord Europa, specialmente quelle più popolose come le Isole Britanniche.

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In questi giorni giungono notizie delle prime tempeste di neve, con temperature da record, in Cina, Mongolia, Giappone del Nord. Ma anche alcune aree del Canada e dell’estremo nord delle montagne rocciose degli Stati Uniti d’America. Il problema non è tanto il disagio procurato dal freddo e la neve, bensì stavolta dai costi di riscaldamento che rischiano di aumentare a dismisura, per effetto dell’aumento esponenziale dei costi del gas. Un inverno gelido potrebbe essere sfruttato politicamente dai fornitori del gas, con un aumento dei costi sulle forniture.

Lo stoccaggio delle riserve di gas in tutta Europa ha raggiunto il minimo degli ultimi dieci anni, e l’avvento di temperature rigide aumenterebbero la domanda. All’inizio dell’anno, l’Emisfero Settentrionale è stato colpito da una serie di eventi meteorologici insolitamente freddi che hanno visto la domanda di gas salire alle stelle. Questo è stato causato da una vulnerabilità maggiore della circolazione atmosferica del Vortice Polare, come dimostrato da vari studi pubblicati su riviste scientifiche di rilevanza internazionale, e prodotti da autorevoli università.

Ora, con le scorte di riserva scarse, un’ulteriore domanda dovuta al ritorno dell’inverno potrebbe esercitare una pressione ancora maggiore su una fornitura già scarsa. I ricercatori presso l’Oxford Institute for Energy Studies dichiarano: se avremo un inverno davvero freddo, potremmo subire potenziali restrizioni delle forniture di gas, e soprattutto dai nostri fornitori un aumento esponenziale ulteriore del suo costo. Detto ciò, le proiezioni di un potenziale inverno con periodi molto rigido, preoccupa le autorità preposte alla fornitura di gas, anche perché non vi sono alternative al momento utili per generare energia per il riscaldamento.

La domanda che viene spontanea è se passeremo l’inverno al freddo. La risposta è che avremo sicuramente delle bollette molto salate rispetto agli altri anni, ed il futuro sarà sempre peggio, in quanto continuiamo a utilizzare energia proveniente dal sottosuolo anziché produrla con altri metodi, compresa quella nucleare, che ormai vanta modelli di sicurezza estremamente elevati rispetto ad alcuni decenni fa. Ciò abbinato ad un miglioramento della tenuta del calore negli edifici, e soprattutto ad un miglioramento nello sfruttamento di energia da fonti rinnovabili.

Probabilmente, solo questo ci potrebbe salvare dal freddo e dal ricatto dei fornitori di gas. E se ciò non bastasse, ci sono segnali di un indebolimento del Vortice Polare che aiuta a mandare in movimento l’aria artica in Europa, secondo i primi modelli meteorologici del meteorologo statunitense DTN. Il Vortice Polare è una circolazione di vento che può viaggiare oltre 200 km orari fino a 45 km di altezza sopra la superficie della Terra, e avviare meteo estremamente rigido durante l’inverno.

Fonte: Meteo Giornale