325 anni fa nasceva il filosofo francese Voltaire

“La più coraggiosa decisione che prendi ogni giorno è di essere di buon umore.” Voltaire

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Voltaire, pseudonimo di Francois-Marie Arouet, filosofo e storico francese, contribuì a promuovere le idee illuministiche con numerose opere filosofiche, storiche, letterarie e politiche ed è considerato uno dei migliori scrittori dell’Illuminismo per la sua versatilità e la sua capacità di creare opere in quasi tutte le forme letterarie, come poesie, opere teatrali, saggi, romanzi, insieme con opere scientifiche e storiche.

I primi anni di Voltaire

Voltaire nacque a Parigi da una famiglia dell’alta borghesia il 21 novembre del 1694. Suo padre si chiamava Francois Arouet e sua madre Marie Marguerite Daumand, i due ebbero cinque figli con Voltaire come ultimo figlio.

Voltaire ritratto in giovane età

Fu educato al “Collège Louis-le-Grand” gestito dai Gesuiti, dove imparò il greco e il latino divenendo più avanti, un esperto in diverse lingue come l’inglese, lo spagnolo e italiano. Quando lasciò la scuola prese la decisione di diventare uno scrittore, contrariamente ai piani di suo padre che si aspettava per lui una carriera da avvocato.

Voltaire per assecondare il padre, lavorò come assistente notarile a Parigi, ma anziché darsi da fare, trascorse la maggior parte del tempo a comporre poesie. Non appena suo padre lo scoprì, lo mandò in Normandia, per studiare legge ed esaudire il suo desiderio. Tuttavia Voltaire in quegli anni di studio  non smise mai di scrivere, creando fra l’altro,  molti saggi e opere storiche.

Conclusi gli studi, suo padre gli trovò lavoro come segretario dell’ambasciatore francese nei Paesi Bassi, dove fece la conoscenza della bella Catherine Olympe Dunoyer, una rifugiata protestante dalla Francia. Si innamorarono progettando di fuggire, ma l’intervento di suo padre gli rovinò i piani, costringendolo a tornare in Francia.

La polemica circonda Voltaire

L’Edipo

Quasi tutta la prima parte di vita, Voltaire la trascorre a Parigi. I problemi con i funzionari, non solo per le critiche al governo francese, ma anche per la sua intolleranza religiosa, iniziarono a mettere in una luce diversa Voltaire. Le sue attività letterarie come le sue, opinioni lo hanno portato a diverse detenzioni ed esili durante la sua vita. Il suo verso satirico riguardante il reggente gli valse la prigionia per undici mesi nella Bastiglia. In prigionia ,nel 1718, Voltaire scrisse “Edipo”, il suo lavoro d’esordio. Il suo successo da quel momento raggiunse rapidamente  la sua reputazione.

La filosofia di Voltaire

La filosofia di Voltaire si basava sul razionalismo e sullo scetticismo, nonostante la sua passione per la ragione e la chiarezza, spesso si trovava in contraddizione. Voltaire affermava che la natura di base dell’uomo non poteva essere cambiata e quindi a volte lo portava a credere nel progresso e nella progressiva umanizzazione della società attraverso l’arte, la scienza e anche il commercio.

Nella religione, Voltaire credeva che il cristianesimo fosse un bene per i sarti e le cameriere, ma sosteneva che l’élite avesse solo un semplice deismo. Era contro l’ateismo e il materialismo e la sua affermazione, “Se Dio non esistesse, dovrebbe essere inventato”, risulta a tutti ben nota a riguardo.

Voltaire, busto di Jean-Antoine Houdon, 1778

Pensiero politico

Era opinione di Voltaire che la borghesia francese non fosse molto efficace e che l’aristocrazia fosse troppo corrotta e parassitaria, le masse troppo superstiziose e ignoranti e che la chiesa avesse valore solo come contrappeso alla monarchia. Non si fidava della democrazia e credeva che propagasse l’idiozia dei cittadini. Credeva anche che filosofi come lui fossero i soli che potevano portare al cambiamento perché era nell’interesse della monarchia migliorare, non solo il potere, ma anche la ricchezza della Francia. Sostanzialmente credeva che la monarchia fosse il modo migliore per progredire e cambiare.

Le opere principali

Le opere principali di Voltaire rientrano in quattro categorie: opere teatrali, poesie, opere filosofiche e opere storiche. Ricordiamo fra le sue opere più rappresentative il poema epico l’ “Enriade” e l’incompleta “La Pulzella d’Orleans”. Il suo corpo di scritti include opere storiche degne di nota de l’età di Luigi XIV e il suo” Saggio sui costumi e lo spirito delle nazioni. La sua opera più famosa,” Candide uo l’Optimisme“, Candido e l’Ottimismo è un’interessante storia di fantasia su un viaggiatore errante che è coinvolto in molte avventure farsesche.

La tomba di Voltaire al Pantheon di Parigi

Il rientro a Parigi

Nel febbraio del 1778, tornò a Parigi per la prima volta dopo 20 anni. Nel maggio di quell’anno, Voltaire morì serenamente nel sonno. Proprio nel momento della sua morte, il popolo francese iniziò a considerarlo, un eroe e un genio letterario.

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