“Volpi” di Franz Marc restituito ai legittimi proprietari

Si conclude col ritorno alla famiglia Grawi la procedura burocratica che riguarda il dipinto saccheggiato dai nazisti

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Volpi di Franz Marc
Il pittore Franz Marc

Torna nelle mani degli eredi del proprietario il dipinto “Volpi” di Franz Marc. Il Comitato culturale della città ha confermato la restituzione dell’opera alla famiglia del banchiere ebreo Kurt Grawi.


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Quanto vale “Volpi” di Franz Marc?

Il dipinto ha una quotazione che va da 15 a 30 milioni di €. L’esponente dell’Espressionismo tedesco realizza “Die Füchse” nel 1913, riproducendo gli animali della foresta. I colori rendono il soggetto vivo e in movimento e conferiscono all’immagine forza comunicativa. In quest’opera si possono rintracciare alcuni richiami al Cubismo. Infatti, la composizione sfaccettata riproduce le volpi come riflesse in molti specchi.

Il pittore Franz Marc

Nasce nel 1880, figlio d’arte, e conosce le principali Avanguardie del Novecento. I suoi temi preferiti sono i paesaggi e gli animali che considera simbolo di purezza. Infatti, in alcune opere li umanizza e cerca di rende la loro percezione del mondo. Il colore non è soltanto il riflesso della luce, ma uno stato emotivo che il pittore riproduce nelle sue opere. Di solito associa il blu al principio maschile e alla spirituale, il giallo alla sensualità e alla femminilità e il rosso alla forza bruta.

L’intervento del Comitato culturale di Düsseldorf per la restituzione del quadro

Sono anni che la famiglia di Kurt Grawi si interessa per riavere il quadro. L’uomo d’affari ebreo vive la prigionia nel campo di concentramento di Sachsenhausen in Germania. Nel 1928 acquista il dipinto e, per scampare agli orrori del nazismo, fugge in Cile. In una lettera del 1939 scrive ai parenti che ha venduto “Foxes” a New York per ottenere i soldi con cui stabilirsi in America. Dal 1962, però, il lavoro di Franz Marc è nella collezione d’arte della città di Düsseldorf. Gli eredi hanno faticato per tornare in possesso del capolavoro perché la transazione si è svolta al di fuori del regime di Hitler. Comunque, le trattative hanno poi dato ragione ai discendenti della vittima dell’antisemitismo. Il Gruppo consultivo tedesco sull’arte saccheggiata dai nazisti ha infatti riconosciuto le sofferenze del banchiere. Le pressioni che stava sopportando l’hanno indotto a scambiare la tela per denaro.

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