Vittore Veneziani alla Scala per il Giorno della memoria

Un concerto ricorda il direttore di cori, licenziato dal teatro milanese perché di origine ebrea

0
181
Teatro alla Scala storia
Teatro alla Scala: storia del palcoscenico milanese

Il Teatro alla Scala propone oggi, 24 gennaio, il concerto per il Giorno della memoria, ricordando il direttore di coro Vittore Veneziani. Il compositore ferrarese è considerato vittima delle persecuzioni razziali perché allontanato dal palco di Milano. La causa erano le sue origine ebraiche.


Il Giorno della Memoria: “i dimenticati dalla Storia”, i Triangoli viola


Quando Vittore Veneziani è vittima di persecuzioni razziali?

Nel 1938 il direttore di coro alla Scala deve smettere di svolgere la propria attività perché suo padre è un commerciante ebreo. Si trova a Milano dal 1922, quando il maestro Arturo Toscanini lo chiama a dirigere il gruppo vocale per la stagione carnevalesca con l’opera “Falstaff“. L’introduzione delle leggi antisemite anche in Italia lo costringe quindi a lasciare la città e rifugiarsi in Svizzera. Un periodo in cui in molti gli dimostrano solidarietà e ciò lo incoraggia a riprendere l’opera di trascrittore e compositore. L’emarginazione non lo ferma e nel 1941 guida le voci della chiesa di Roveredo Grigioni. Lavora anche alla valorizzazione dei canti regionali italiani e crea la suite israeliana, incisa nel dopoguerra col titolo “Canti spirituali di d’Israele“. Il 28 novembre 1945 torna nel Belpaese e si esibisce al Lirico in un evento per la ricostruzione del teatro principale meneghino.

Il concerto per il Giorno della memoria

Il momento musicale comincia alle 16.30. Sarà proposto in streaming sul sito e i canali Facebook e Youtube del Teatro alla Scala il 27 gennaio alle 19. Il programma include composizioni di Vittore Veneziani con la partecipazione del coro diretto dal maestro Alberto Malazzi. Accompagna le voci il quartetto d’archi composto da Andrea Pecolo e Stefano Dallera, violini, Francesco Lattuada, viola, Simone Groppo, violoncello. Sono promotori del concerto la sezione provinciale Anpi di Milano e l’associazione “Figli della Shoah”. Il repertorio scelto comprende musiche di Felix Mendelssohn, Giacomo Puccini e anche Giuseppe Verdi.