Visita al Castello Estense di Ferrara, dove il tempo pare essersi fermato

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Castello Estense a Ferrara

Ogni città ha il suo simbolo, che sia un palazzo o un monumento particolare. Soprattutto se si parla di città ducali.

Ferrara è uno dei patrimoni dell’Unesco… e già questo dovrebbe dare un’idea di che cosa si sta parlando. Ma oggi chi vi scrive vorrebbe concentrarsi sul simbolo di questa bellissima città, per circa tre secoli roccaforte di una delle famiglie nobiliari più potenti: gli Este, naturalmente.

La storia degli Este a Ferrara comincia nel 1200. Allora, nel 1264, Obizzo d’Este diede inizio alla dinastia, occupando la città e facendola prosperare, con uno sviluppo urbanistico senza precedenti. L’idea di una fortezza che potesse proteggere la famiglia dai moti di ribellione della popolazione stremata dalla fame e dalle carestie venne a Niccolò II, successore di Obizzo, nel 1385. In seguito venne ampliata e perfezionata, fino a giungere a quello che possiamo vedere ancora oggi.

È circondata da un fossato, come molti altri palazzi di quei tempi, la cui acqua viene dal Po e che ad oggi ospita una colonia di carpe, come dice una targa apposta sul lato del muretto esterno. Lo cingono quattro torri (Torre dei Leoni, Torre Marchesana, Torre di San Paolo e Torre di Santa Caterina), e visitarla è tornare indietro nel tempo a quando era abitata da duchi e duchesse (una su tutte Lucrezia Borgia, che a Ferrara visse gli ultimi vent’anni della sua vita e qui venne seppellita, nel Monastero del Corpus Domini). Una piacevole sorpresa è la cosiddetta Loggia degli Aranci, un giardino pensile adornato da diversi tipi di alberi, affacciato sul grande orologio.

Come ogni fortezza che si rispetti, anche qui non mancano le prigioni. La prima che si incontra, e la più grande è sicuramente la Prigione di don Giulio, dove per cinquantatré anni venne rinchiuso il fratellastro di Alfonso I d’Este, don Giulio appunto, reo d’aver preso parte alla congiura per tentare di ucciderlo. Più sotto ancora, sotto il livello della strada altre prigioni, tra cui quelle di Ugo e Parisina. La loro triste storia risale al 1400: Laura “Parisina” Malatesta era la seconda moglie di Niccolò III, molto più giovane di lui. La giovane si innamorò, ricambiata, di Ugo, figlio di Stella de’ Tolomei e figliastro della stessa Parisina: scoperti, i due amanti vennero chiusi in cella, processati e condannati a decapitazione.

Il percorso guidato per le stanze del castello offre uno spaccato di vita della città di Ferrara, e aiuta il visitatore a conoscere meglio i duchi che negli anni, generazione dopo generazione, hanno governato il ducato. Come sempre, chi facendo un buon lavoro, chi meno, chi amato e chi odiato. O chi riabilitato, come la duchessa Lucrezia.

In definitiva, se mai ce ne fosse bisogno, chi vi scrive vi assicura che non si possa pensare ad una visita a Ferrara senza vedere per prima cosa il Castello Estense. Un dovere verso la Storia, che è anche quella di tutti noi.

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