Virus antitumorale: invenzione storica di un team di ricercatori

Un team di ricerca ha portato a termine un'invenzione potenzialmente rivoluzionaria: la sintesi di un virus antitumorale che potrebbe sconfiggere il cancro.

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Un team di ricerca australiano ha portato a termine un’operazione di ingegneria genetica che potrebbe risultare rivoluzionario nel corso dei prossimi anni. Sconfiggere i tumori, com’è noto, è una sfida che ad oggi la scienza spesso perde ancora: chemioterapia e radioterapia sono così invasive da causare spesso danni peggiori della malattia stessa, e diagnosi troppo tardive possono rendere perfino tali metodologie inefficaci. Le direzioni che la ricerca segue da anni, dunque, sono due: mettere a punto farmaci che leniscano gli effetti collaterali delle terapie classiche e cercare delle nuove terapie più efficaci e meno invasive, come per l’appunto l’utilizzo di un virus antitumorale.

Un virus, come molti di voi sapranno, è un essere vivente di tipo subcellulare, che non possiede quindi tutte le strutture di cui una cellula necessita per vivere .Per sopravvivere, dunque, deve conquistare una cellula e sfruttarne i vari componenti, portando spesso alla morte della cellula stessa – ed a sintomi macroscopici che conducono a malattie. Ben consci di ciò, molti scienziati hanno provato ad impiegare virus per uccidere cellule tumorali, ed alcuni di questi tentativi sono andati a buon fine: un virus dell’herpes può essere usato, ad esempio, per curare alcuni tumori della pelle. Questo perché al virus non interessa se la cellula è sana o tumorale, ma solo se ha quello che gli serve per poter portare a termine il suo ciclo vitale.

Virus Antitumorale: ecco a che punto si è arrivati con questa scoperta

Ebbene, quello che il team di ricerca di cui vi parliamo ha cercato di fare è costruire in laboratorio un virus che fosse in grado di uccidere tutte le cellule tumorali, un esserino applicabile quindi sia nei casi più lievi che in quelli più gravi e per ogni tipologia di tumore e che nel contempo “lasciasse in pace” le cellule sane. I vari esperimenti portati a termine si sono rivelati efficaci non solo su cellule prodotte ad hoc in laboratorio ma anche su topi, la classica tipologia di cavie utilizzate per questi scopi. A questo punto, affinché la terapia del virus antitumorale manca un’ultima serie serie di step: tentativi di cura su esseri umani.

Questo, chiaramente, consiste in una trafila tutt’altro che breve e che potrebbe durare anni: mentre nei topi l’etica professionale accetta anche l’induzione di tumori al fine di testare successivamente la terapia, con l’essere umano bisogna chiaramente aspettare persone già malate che accettino di sottoporsi ad una cura sperimentale. Il numero di risultati positivi deve infine essere molto alto affinché la cura possa risultare efficace alla comunità scientifica ed essere infine accettata come cura di routine: vedremo come andranno le cose, ma sicuramente rispetto a ieri oggi possiamo affermare di avere in mano qualcosa di completamente nuovo contro il principale nemico della medicina moderna.

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