Virginia Raggi: il sindaco di Roma, più giovane nella storia

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Virginia Raggi, è un personaggio politico italiano, e sindaco di Roma. Inoltre, Raggi diviene sindaco di Roma, il 22 giugno del 2016, appartiene al gruppo politico del Movimento 5 Stelle dal 2011, ed è fondatrice dello stesso, nel XIV Municipio di Roma. Inoltre, Virginia Raggi, risulta essere il più giovane sindaco di Roma, e la prima donna con tale carica.

Virginia Raggi e la biografia

Virginia Raggi nasce a Roma il 18 luglio 1978, e con la famiglia, vive nel quartiere Appio- Latino di Roma. Virginia frequenta il Liceo Scientifico Statale Isacco Newton, della capitale, dove si diploma. In seguito, Virginia studia giurisprudenza, all’ Università degli Studi Roma Tre, dove consegue la laurea, con la specializzazione in diritto civile, giudiziale e stragiudiziale. Nel 2003, Raggi incomincia la pratica lavorativa, nello studio di Cesare Previti, e poi presso lo studio Sammarco. Il 5 giugno 2016, vince le elezioni amministrative, e diventa il sindaco di Roma.

Virginia Raggi ed i primi anni

Dal 2011, Virginia Raggi entra a far parte del Movimento 5 Stelle, e risulta tra gli ideatori dello stesso al XIV Municipio di Roma. Inoltre, Virginia diventa parte attiva al comitato di quartiere, nella sua zone di origine Appio- Latino di Roma. Nel 2013, alle elezioni comunali di Roma, Virginia ottiene 1525 voti di preferenza, e diventa consigliere comunale. Nel periodo di mandato, Raggi si preoccupa delle politiche della scuola, e di occupazione di Roma. Il  Movimento 5 Stelle, propone Raggi, come candidato di partito, dopo la caduta del sindaco Ignazio Marino, ed organizza le elezioni primarie online. Di conseguenza, Raggi ottiene la maggior parte delle preferenze.

Virginia Raggi sindaco di Roma

Al primo turno delle elezioni amministrative del 5 giugno 2016, Raggi ottiene il 35,25% di voti come candidato con più voti. Il 19 giugno, al secondo turno, Raggi vince il ballottaggio con il risultato del 67,15% di voti, contro Roberto Giachetti del PD, e diviene il sindaco di Roma. Tuttavia, per effetto dell’ elezione, Raggi acquisisce anche il titolo di sindaco metropolitano di Roma Capitale. Ciò nonostante, il 19 dicembre 2017, il sindaco romano, dichiara di non volersi più ricandidare per la stessa carica, a causa della regola del partito M5S, che impone di non oltrepassare i due mandati.

Virginia Raggi ed altre cariche

Con il mandato di sindaco, Virginia Raggi, si occupa anche degli incarichi che risultano vacanti, nei diversi comuni romani. Inoltre, nei differenti municipi di Roma, ci sono ruoli e cariche scoperti, a causa delle revoche o dimissioni, da parte degli assessori. Il 5 aprile 2017, il presidente Paolo Pace dell’ VIII Municipio si dimette, ma diventa commissario dello stesso, dopo il mandato di Amedeo Ciaccheri. Invece, il 21 febbraio 2018, il presidente del III Municipio Roberta Capoccioni, si dimette, e passa il mandato a Giovanni Caudo. Tuttavia, alla sfiducia dell’ XI Municipio con Mario Torelli, il sindaco ottiene l’ incarico delegato di presidente.

Virginia Raggi e l’ accordo con Paolo Gentiloni

Il 6 marzo 2019, Raggi ed il Premier Paolo Gentiloni, firmano un accordo, di governo. Il progetto comune prevede lo stanziamento di diciotto milioni, per riqualificare le periferie romane, in merito al Bando delle periferie del 2016, dal Governo Renzi. A settembre 2017 il consiglio dei revisori dei conti, del comune di Roma, non approva il bilancio, con riferimento 2016. Tuttavia, l’ Assessore al Bilancio Gianni Lemmetti, accusa l’ OREF, di non utilizzare un comportamento tecnico, ma politico, e Raggi non tiene conto del dissenso ricevuto.

Il blitz del sindaco

Inoltre, nel novembre 2017, il sindaco, con un blitz di quasi cinquecento agenti di polizia municipale, ordina l’ abbattimento di otto ville abusive di proprietà al clan malavitoso dei Casamonica.

Le acque del lago di Bracciano

Nel 2017, sul lago di Bracciano, Raggi deve risolvere il problema della siccità, e dell’ abbassamento delle acque dello stesso, che è la riserva idrica della capitale. Di conseguenza, il sindaco di Roma, provvede con drastiche soluzioni, come la chiusura di diverse fontane romane, tra cui i famosi “nasoni”, per evitare lo spreco di acqua. Raggi si oppone alla chiusura delle captazioni di Acea Ato 2, nella zona idrica del lago, che invece  la regione Lazio vuole come soluzione. Tuttavia, la società presenta ricorso al Tribunale Superiore delle acque pubbliche, ma la chiusura delle captazioni, avviene nell’ agosto 2017.

L’ incendio del Municipio X

Nello stesso anno, un incendio causa la distruzione, di cento ettari del Municipio X, nella pineta di Castel Fusano, e Raggi aumenta la sicurezza del parco, con telecamere e servizio di sorveglianza.

I provvedimenti culturali

Dopo l’ idea di istituire il parco archeologico del Colosseo, in quanto lesivo alla capitale romana, l’ organo competente, nell’ aprile 2017, esegue ricorso al tribunale amministrativo laziale, che annulla i provvedimenti del MIBACT. A fronte di ciò, il 24 luglio, il Consiglio di Stato di Roma, accetta il ricorso, e modifica la sentenza. Nel 2018, l’ assemblea romana delibera 722.000 euro, per il bilancio 2018- 2020. Di conseguenza, lo stanziamento dei fondi, si rivolge al riequilibrio e riapertura del Museo della civiltà romana, nel quartiere Europa, chiuso al pubblico dal 2014 per lavori. A ragion per cui, i primi lavori al Museo, iniziano nel giugno 2017, e nel 2019 si effettua una parziale apertura.

Il sindaco e le olimpiadi 2024

Il 21 settembre 2016, il sindaco di Roma, dichiara ufficialmente il ritiro della città di Roma, dalla selezione all’ eventuale candidatura come futura sede per le olimpiadi 2024. In seguito, il 29 settembre, il consiglio comunale, approva la decisione di Raggi, per evitare la candidatura di Roma con trenta voti di assenso, e dodici contrari. Il sindaco, evidenzia il fatto che, Roma non è in grado di ospitare un evento di tale portata, con i Giochi olimpici.

Lo stadio e l’ inchiesta

Nel 24 febbraio 2017, Raggi ed il presidente del calcio A, S. Roma, James Pallotta firmano l’ accordo, per la creazione di un nuovo stadio,  di proprietà dell’ A. S. Roma. Il progetto dispone: la costruzione dello stadio, al posto dell’ ippodromo di Tor di Valle, la sicurezza dal rischio idrogeologico del quartiere Decima, la ristrutturazione della stazione ferroviaria di Tor di Valle, nella ferrovia Roma- Lido. In seguito, il 14 giugno il comune accetta la delibera, e nel 2018 lo stadio finisce in una inchiesta, per l’ arresto di diverse persone. Di conseguenza, finiscono agli arresti domiciliari: il  costruttore Parmasi, il presidente di Acea, Luca Lanzalone, il vicepresidente del consiglio regionale Lazio, ed Adriano Palozzi.

Il Gran Premio di Formula E

Il 21 aprile 2017, l’ assemblea romana autorizza la giunta comunale, ad attuare le procedure necessarie per lo svolgimento del Gran Premio di Formula E, a Roma. Nel giugno 2017, il comune di Roma, firma l’ accordo con il CEO di Formula E, Alejandro Agag, che approva la delibera. Di conseguenza, la città di Roma dichiara di volere ospitare nel 2018 il Gran Premio di Formula E, e la FIA decide lo svolgimento del Gran Premio in data 14 aprile 2018.

I trasporti e l’ accordo

Raggi, sul tema dei trasporti, concede alla società ATAC di procedere con la richiesta al tribunale fallimentare, una procedura di accordo preventivo, per evitare il fallimento. A fronte di ciò, la proposta di accordo trova consenso, ed il 27 luglio 2018, l’ assemblea dei creditori, approva la richiesta.

Le gare d’ appalto per le linee di autobus

Nel 2010, per le gare d’ appalto degli autobus, tra Roma e TPL, il sindaco Raggi, dispone la gestione di cento linee della rete autobus, a spese del consorzio privato. Tuttavia, nascono proteste nella capitale, e le società come Autoguidovie, Busitalia, GTM e SIA, ricorrono al TAR. Di conseguenza, il bando viene annullato, e l’ azienda ottiene una proroga del contratto, fino al gennaio 2020. A fronte di ciò, il comune di Roma, approva delle nuove norme per il limite di accesso in centro storico, degli autobus turistici.

Il noleggio ed acquisto di vetture

Tuttavia, nel 2019 la giunta comunale autorizza l’ acquisto ed il noleggio, di nuove vetture, per garantire la coperture dei mezzi pubblici. Ma nel 2018 e 2019, la giunta capitolina, riceve numerose proteste e dissensi, per la chiusura prolungata, delle stazioni per la linea A, della metropolitana Barberini, Repubblica e Spagna.

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