Violenza sessuale sugli anziani: i casi aumentano

L'allarme arriva dall'Australia

0
280

Nel parlare di violenza, esistono ancora molte supposizioni dure a morire. Una di queste, è che il fenomeno vari a seconda dell’età della vittima. Questo falso mito, è parecchio in voga soprattutto nel momento in cui si prende in considerazione la violenza sessuale. L’errore di fondo, è quello di confondere l’attrazione con l’agire in maniera violenta. Ancora oggi, nel 2020, quando si assiste a un caso di molestia sessuale su una donna, c’è chi punta il dito sulle caratteristiche della persona colpita. Si giustifica l’accaduto, mirando all’aspetto fisico della vittima, magari al suo abbigliamento. Peccato che la violenza non abbia nulla a che fare con l’attrazione. Violenza significa sopraffazione, non desiderio incontenibile. Dall’Australia, arriva un dato che ci conferma la veridicità di tutto ciò: stanno aumentando i casi di violenza sessuale sugli anziani.

Incremento dei casi di violenza sessuale sugli anziani in Australia: cos’è successo?

“Molte famiglie hanno scelto di affidare i loro parenti più anziani o vulnerabili in case di cura, nella convinzione che sarebbero stati più al sicuro, ed è del tutto inaccettabile che è costretto nelle case di riposo sia esposte a un rischio di aggressione sostanzialmente più elevato rispetto a chi vive nelle nostre comunità”. E’ questo quanto affermato da Peter Rozen, avvocato per i diritti civili. Quando infatti una famiglia comincia a prendere in considerazione l’idea di una casa di riposo per un proprio caro, lo fa pensando a questa struttura come un posto sicuro, nel quale riceverà cure migliori rispetto a quanto possibile a domicilio. Può succedere che si prenda questa decisione fra mille preoccupazioni e sensi di colpa. Quando poi si cede al sì, lo si fa in quanto lo si ritiene l’opzione migliore, anche se magari a malincuore.

Eppure, non è sempre così. Un luogo di cura e riposo, può trasformarsi in un posto nel quale prendono vita molteplici torture. Poiché, la violenza sessuale, tra le sue definizioni, ha anche quella di tortura. “Questa è una vergogna nazionale. E per quanto queste cifre siano inquietanti, le prove della mancanza di seguito da parte del dipartimento del governo australiano che riceve le segnalazioni sono, semmai, perfino peggiori”. Commenta di nuovo, Peter Rozen. In effetti, l’allarme era già scattato due anni fa. Era il 2018, quando la commissione per la qualità e la sicurezza dell’assistenza alla terza età ha rotto il silenzio su alcuni casi di violenza avvenuti all’interno di case di riposo. La commissione avrebbe accertato circa 2.520 aggressioni avvenute in case di cura nel biennio 2018-2019. Un dato che racconta quanto abusare dei più deboli sia ancora troppo frequente.


Villaggio per malati d’Alzheimer: “Ohana significa famiglia


Cosa fare per contrastare il fenomeno?

Quella di far trasferire un nostro caro anziano in una casa di cura, può diventare una scelta obbligata. Non sempre si ha la disponibilità di prendersi cura di chi si ama. A maggior ragione, se il diretto interessato ha necessità speciali dovuti a problemi di salute particolari. Quando si cerca una babysitter per il proprio figlio, si finisce per fare la cernita fra quelle che crediamo essere le opzioni migliori. Le persone più affidabili, insomma. Ciò accade anche quando si sceglie a chi affidare un anziano, quando noi non possiamo più prendercene cura in autonomia. E’ bene considerare tutti i pareri. Scegliamo bene a chi ci stiamo affidando. Nel momento in cui abbiamo preso la nostra decisione, restiamo comunque presenti. Parliamo con il nostro caro anziano. Ascoltiamolo, intimiamolo a raccontarci della sua vita all’interno di quelle mura. Solo così, possiamo aiutare a prevenire e combattere la violenza.

Commenti