Violenza in Mali: almeno 30 le persone uccise

Si contano almeno 30 persone, tra cui 9 soldati, tra le vittime dei tre diversi episodi di violenza di ieri in Mali.

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21 persone sono state uccise in un villaggio nel Mali centrale, attaccato da uomini armati che hanno bruciato case, bestiame e raccolti.

Anche 8 soldati sono rimasti uccisi in un’imboscata nel villaggio di Bintia, e un altro è rimasto vittima di un attacco al campo militare di Mondoro nella regione di Gao.

Chi sono i Fulani

Nel villaggio di Ogossagou, uno dei luoghi degli attacchi di ieri, risiede il gruppo etnico dei Fulani, di cultura e tradizione musulmana, quotidianamente dedito alla pastorizia.

Questo gruppo è accusato di essere collegato a gruppi jihadisti che operano in tutta la regione del Sahel e ciò sarebbe la causa della violenza degli ultimi anni.

Si ricorda che nel mese di marzo del 2019, una milizia di Dogon, uno dei gruppi maggiormente attivi contro quello dei Fulani, è stata indicata come autrice di un altro attacco a Ogossagou, dove sono state uccise 160 persone.

Dopo quell’episodio sono scoppiate nel Paese diverse proteste per la presunta inazione da parte del governo, e l’allora primo ministro del Mali, Soumeylou Boubeye Maiga, diede le dimissioni.

Per il momento nessuno ha rivendicato gli ultimi episodi di violenza, ma il capo del villaggio Aly Ousmane Barry ha riferito ai media locali che uomini armati hanno colpito il villaggio diverse ore dopo che le truppe governative si erano ritirate dall’area.

Le origini della violenza in Mali

La violenza in Mali ha origini piuttosto lontane. Tutto ha avuto inizio nel 2012 con lo scoppio di una ribellione islamista nel nord del Paese.

Da allora, le forze maliane sono riuscite a riprendere il controllo di vaste aree del territorio assediate dai militanti con l’aiuto della Francia, che ha dispiegato 4.500 truppe in tutta la regione, mentre le Nazioni Unite hanno inviato 13.000 truppe per la pace in Mali.

Il ministro degli esteri francese Florence Parly il mese scorso ha chiesto agli Stati Uniti di continuare a offrire alla Francia supporto logistico con droni, intelligence e trasporti, essenziale per la buona riuscita della loro operazione in quell’area del Paese.

La pace in Mali è essenziale per la sicurezza non solo del Paese africano ma di tutta l’Europa.

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