Il Consiglio d’Europa lancia l’allarme per la violazione dei diritti umani in Grecia

 

Dopo otto anni, in cui l’Europa si è molto impegnata a mettere in ginocchio la Grecia, l’Eurogruppo stesso si autocelebra per la promozione della Nazione. Accadeva a luglio del 2018 con la chiusura del commissariamento.

Ma intanto che Moscovici sosteneva il “momento storico” e Draghi rivelava “Ora debito più sostenibile per la Grecia”, Dunja Mijatović dava inizio ad un report sconcertante della reale situazione della nazione.

E’ pubblicata, sul sito ufficiale del Council Of Europe, organizzazione indipendente dalle istituzione di Bruxell, la relazione della Commissaria per i diritti umani Dunja Mijatović, dopo la visita in Grecia del giugno di quest’anno.

 

Salute e Istruzione

Dal 2010 le riforme riguardanti il ​​settore pubblico, pensioni, imposte, e il mercato del lavoro hanno influenzato negativamente i diritti umani, in particolare i diritti alla salute e all’istruzione.

Inaccessibile l’assistenza sanitaria e si parla di assenza di prodotti per disinfettare i letti, le siringhe e di persone che muoiono per infezioni non curate. Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, nel 2017, il 10% dei pazienti in Grecia era a rischio di sviluppare infezioni ospedaliere mortali e 3000 sono state le vittime riscontrate tra le unità di terapia intensiva e nei reparti neonatali.

L’80% della popolazione non ha accesso ad un’assicurazione sanitaria.

“Il sistema sanitario greco è gravemente sottofinanziato, con una spesa sanitaria pubblica di circa il 5,2% del PIL – molto inferiore alla media dell’UE del 7,5%. La spesa sanitaria pubblica è scesa al 4,6% del PIL entro il 2014, da un livello pre-crisi del 6,8%. Secondo l’OCSE, la spesa pro capite per la sanità pubblica è stata ridotta di quasi un terzo dal 2009. Inoltre, più di 25.000 dipendenti sono stati tagliati” scrive sul report  la Mijatović. 

I servizi di salute materna e infantile sono stati ridotti del 73% tra il 2009 e il 2012. La Grecia ha ridotto i finanziamenti statali per i servizi di salute mentale di un quinto nel 2010-11 e di oltre la metà nel 2011-12.

Gravemente preoccupante lo stato di salute mentale in Grecia.

“Gli ospedale psichiatrici sono sovraffollati. Persone disoccupate, uomini d’affari in bancarotta o genitori che non hanno alcun mezzo per prendersi cura dei propri figli o nutrirli. La maggior parte di essi ha più di 40 anni e non ha mai mostrato precedenti segni di malattia mentale. Inoltre, i suicidi sono aumentati del 40% tra il 2010 e il 2015, con la mortalità per suicidio aumentata ad un tasso medio annuo del 7,8% dal 2009, rispetto all’1,6% prima della crisi.”

 

Da 5.645 milioni di euro nel 2005 a 4.518 milioni di euro nel 2017 stanziati per l’istruzione.

Programmi di studio impoveriti, stipendi agli insegnanti ridotti e orari di lavoro raddoppiati. Strutture e  attrezzature scolastiche deteriorate e  ridotte all’osso. Inoltre, l’educazione della prima infanzia molto ostacolata dalla carenza di strutture e insegnanti (vista la mobilità imposta) rimane al di sotto della media UE.

La percentuale di bambini di quattro anni nell’istruzione e nella cura della prima infanzia è  al 79,6% nel 2015. “Tuttavia, ci si può aspettare un aumento se il governo abbassa l’età obbligatoria per la frequenza prescolastica da cinque a quattro anni, come è stato annunciato”.

Dunja Mijatović ha elogiato l’aumento di bilancio per l’istruzione degli ultimi due anni, ma chiede ulteriori progressi futuri, per migliorare il settore.

Barriere all’istruzione, barriere alla sanità, barriere ad una vita dignitosa per la popolazione della Grecia non hanno portato però alcun taglio all’umanità e all’ospitalità che i cittadini e le autorità hanno dimostrato nei confronti dei migranti e dei richiedenti asilo.

 

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