Vinitaly: le cantine italiane approdano in digitale

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Vinitaly: le cantine nostrane in digitale

Vinitaly, che contribuisce attivamente alla crescita del sistema vinicolo nostrano, vuole aiutare le aziende italiane in questo momento difficile. Solo un’azienda italiana su quattro utilizza il digitale per promuovere i propri prodotti. L’e-commerce è in forte crescita e quale momento migliore per approdarvi se non quello attuale? Grazie al digitale le vendite potranno crescere in maniera esponenziale. E c’è poi il rapporto con i consumatori e distributori. Tutto passerà da lì. Stiamo parlando, in altre parole, di una vera e propria rivoluzione commerciale che l’emergenza sanitaria rende necessaria.

Cos’è Vinitaly?

Vinitaly è un salone internazionale del vino e dei distillati. Oltre ad ospitare degustazioni, propone un programma convegnistico che affronta le principali tematiche legate alla domanda ed offerta del mercato del vino. E naturalmente promuove il Made in Italy. La Wine Monitor di Nomisma ha promosso un’indagine proprio per Vinitaly. Dai risultati emerge un settore in sofferenza sui mercati ma anche impegnato ad innovarsi. Ed ecco che entra in gioco l’e-commerce e le sue molteplici possibilità.

Wine club in crescita

La novità in assoluto sono i Wine club, ristretti circoli animati da singole cantine. I Wine club si sviluppano attorno alle etichette di una cantina o di una denominazione. I consumatori, sottoscrivendo un abbonamento, si assicurano una fornitura regolare dei vini di quella cantina ed hanno accesso ad offerte speciali. L’indagine di Wine Monitor di Nomisma rivela che le aziende intenzionate a creare un Wine club passeranno dall’11%, del 2019, al 57% nel 2021. Ed insieme ai Wine club, potrebbe subire un’impennata anche il Wine tasting virtuale.

Wine tasting virtuale

Il Wine tasting virtuale funziona in questo modo: un buyer od un opinion leader ordina il prodotto. L’azienda glielo spedisce e la degustazione avviene on-line, nel corso di una diretta con più partecipanti. Questa modalità era adottata dal 16% del campione. L’indagine stima che passerà all’84% nel prossimo anno.

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