Vinitaly 2019 chiude i battenti con dati incoraggianti per il settore vitivinicolo italiano. Dalla crescita dei vini bio ai dati in aumento della produzione enologica femminile,dall’aumento dei buyers stranieri al grande successo del fuori salone. La 53esima edizione del Salone internazionale dei vini e distillati si chiude con un grande successo e la soddisfazione dei suoi organizzatori. Se alla fiera sono state registrate 125 mila presenze, nell’ottica della decrescita controllata voluta dagli organizzatori per dare spazio al business, gli eventi di Vinitialy and The City che si sono svolti nel centro di Verona hanno accolto 70 mila visitatori, che si sommano ai 10 mila che hanno preso parte agli eventi a Bardolino, Soave e Valeggio. Eventi dedicati ai wine lovers e pensati per dar modo anche a chi non fa affari nel settore vitivinicolo, di partecipare al più importante evento italiano dedicato al vino.

Orgnanic Hall: un’aera dedicata ai vini bio in costante aumento

Una delle novità della 53esima edizione del Vinitaly è stata l’Organic Hall, uno spazio espositivo interamente dedicato ai vini biologici prodotti secondo la normativa europea, in cui l’utilizzo di agenti esterni è limitato e in alcuni casi nullo. L’Organic Hall è stato organizzato in collaborazione con Federbio e la collettiva dell’associazione Vi.Te, che da alcuni anni collabora con Vinitaly per la promozione dei vini artigianali. Uno spazio espositivo creato per dare risalto a una produzione enologica che riscontra un interesse in costante aumento, quella dei vini biologici. Sono stati molti i buyers che hanno visitato quest’angolo della fiera, in cui sono stati raggruppati i produttori più attenti alla sostenibilità che fino allo scorso anno trovavano posto nella zona dei vignaioli indipendenti. In questa edizione è stato trovato uno spazio consono per permettere a tutti i produttori di avere la giusta visibilità in base ai prodotti presentati. Tra le novità di quest’anno c’era anche Vinitaly Design, uno spazio espositivo, interno al padiglione F, in cui sono stati raggruppate tutte le aziende che si occupano di prodotti e accessori legati alla promozione del vino, alla sua degustazione e all’accoglienza.

Boom di giovani donne produttrici di vino

La 53esima edizione di Vinitaly ha evidenziato una crescita record dell’imprenditoria femminile nell’ambito della produzione enologica. Secondo i dati Agea elaborati da Coldiretti, infatti, nell’ultimo anno le donne under 35 che producono vino sono in crescita del +51% con molti prodotti innovativi immessi nel mercato. “Nelle campagne dell’Oltrepò Pavese” spiega Coldiretti “si produce il primo spumante ‘manga’, nato da una collaborazione tra Patrizia Torti e l’inventore di Hello Kitty, il popolare gattino amatissimo dalle giovani di tutto il mondo. Un’idea che ha permesso alla viticoltrice lombarda di sfondare sul mercato giapponese e americano con un prodotto di alta qualità”. Altra innovazione è quella dell’imprenditrice Erika Pedrini che in Trentino Alto Adige porta avanti una produzione di vini ottenuti da vitigni resistenti a qualsiasi tipo di malattie, eliminando così l’uso di molti trattamenti. O ancora lo spumante rosé delle Tenute Agricole Mossi, prodotto da Silvia Mandini e ottenuto da un vitigno rarissimo come la Malvasia Rosa, o le bollicine a zero alcool della ex modella Isabella Spagnolo, pensate appositamente per gli sceicchi.

Secondo i dati della Coldiretti le donne sono presenti nel settore agricolo nazionale con circa 215 mila aziende, ubicate per la maggior parte al sud, in particolare in Puglia, Sicilia, Calabria, Campania, Basilicata e Molise. E sono sempre di più le donne under 35 che decidono di intraprendere la strada della produzione vitivinicola, spesso con risultati eccellenti.

Vinitaly sempre più internazionale

Il Vinitaly diventa di anno in anno sempre più aperto e interessato al mercato estero. All’interno della fiera, come lo scorso anno, era presente uno spazio espositivo dedicato a vini e distillati provenienti da tutto il mondo. L’internazionalizzazione della fiera, tuttavia, si riscontra anche nel numero di buyers stranieri che quest’anno è arrivato a 33 mila, rappresentando così il 26% degli ingressi alla fiera. Un risultato positivo secondo gli organizzatori, tanto che il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese, ha dichiarato di voler aprire “un punto permanente in Cina, con un evento a giugno 2020”. I compratori stranieri sono arrivati dalla Cina, dal Regno Unito, dagli Stati Uniti, dalla Germania, dal Canada e dal Giappone. L’aumento delle visite da parte di buyers stranieri è sicuramente di buon auspicio per il mercato del vino italiano, che ha registrato negli scorsi anni risultati positivi. Il tasso annuo di crescita nei prossimi 5 anni è fino all’8% in Cina e dall’1 al 2,5% in Giappone. E il mondo enologico italiano sembra aver accolto con grande entusiasmo e interesse la nuova Via enologica della Seta.

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