Vinicius Pradella alla Galleria Santori di Mantova

Oggi è il secondo anniversario della morte di Vinicius Pradella. La città lo ricorda con una mostra

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Vinicius Pradella
La mostra inaugura il 4 settembre

La Galleria “Arianna Sartori. Arte & Object Design” di Mantova presenterà una selezione di dipinti del maestro Vinicius Pradella. L’esposizione è in programma dal 4 settembre nella sala di via Ippolito Nievo, 10.


Il Surrealismo e il suo inizio con Breton


Chi è Vinicius Pradella?

È nato a Verona il 24 agosto 1926, è mancato l’1 settembre 2018. Tra 1952 al 1957 l’artista ha lavorato come disegnatore per una società italo-americana e vissuto tra Buenos Aires e Rio de Janerio. Pradella, trasferitosi nel 1963 a San Paolo, ha progettato un piccolo paese da costruire ai margini dell’inospitale Amazzonia. Ha quindi diretto i lavori. “È stata un’esperienza surreale” ha commentato Vinicius ricordando quei giorni da pioniere al cospetto della più grande foresta del mondo. Nella città sud americana ha trovato un ambiente cosmopolita che gli ha permesso di far conoscere la sua pittura. Nominato direttore del Centro culturale italo-brasiliano, ha poi partecipò alla IX e X Biennale.

Il periodo in Italia

Nel 1971 è ritornato in Italia ed espose a Verona, Padova, Brescia, Roma, Gardone, Torino e Genova. Un periodo di grande fertilità creativa, ma un nomade nello spirito obbedisce a richiami che alle creature stanziali possono sembrare irrazionali. Eccolo quindi nuovamente imbarcato sull’“Eugenio C” con destinazione il Brasile. Pradella ha lasciato definitivamente i Tropici ed è tornato a Verona dove espone alla Galleria della Società Belle arti.

La mostra “Il sogno”

Organizza l’esposizione Marzia Pradella, figlia dell’artista, e cura l’allestimento Arianna Sartori. L’inaugurazione sarà sabato 4 settembre alle 17.30 e la mostra sarà visitabile fino al 16 settembre. Il realismo fantastico di Vinicius Pradella è un panorama completo dell’attività di un artista serio e lineare, fedele a una tematica ricca di soluzioni imprevedibili. Ha una personalità ben precisa, affinata attraverso il contatto con le magie e le credenze brasiliane. Non a caso, parlando della sua pittura, si fa spesso il nome del “tantrismo”, una religione, più che una filosofia. Proprio il colore, oltre a un certo tipo di suggestione, appare derivato dalle foreste e dagli ambienti naturali dell’Amazzonia. Sono verdi intensi o blu cobalto che appaiono in quasi tutti i dipinti di Pradella. Pittore multiforme era impegnato nella diffusione dei dettami stilistici della sua corrente. Ha saputo trovare immediatamente al ritorno in patria una collocazione di rilievo. L’esposizione è aperta dal lunedì al sabato dalle 10 alle 12.30 e 15.30 alle 19.30 e domenica solo il pomeriggio.

I commenti sull’opera di Vinicius Pradella

Adalberto Scemma

“Vinicius Pradella è un pittore accademico per professione, surrealista per devozione e mago per spiritualità. Dipinge un mondo differente, più reale per essere fantastico, più puro per essere simbolico, più intellettuale e più onirico che il proprio sogno. C’è un lirismo erotico nella sua pittura spoglia di lussuria, però dotata della più alta sessualità tantrica. Lui doveva aver studiato ai tempi di Dioniso, di Silvia e di Karnac. Però il suo pennello ha viaggiato per il mondo dell’ispirazione iniziatica e ha saputo ritrarre il nascosto e portarlo alla luce”.

Prof. Josefa Ramno Moli Nero – Yogakrisnanda

“L’automatismo di Pradella che scatta dalla definizione ambientale è tra i più schietti perché è affrancato da qualsiasi riferimento letterario. Il suo efficace cromatismo aderisce perfettamente all’immagine, accrescendone la caratterizzazione. Nel bianco e nero, l’artista, testimonia invece l’influsso della parte più delicata e nobile della dottrina tantrica”. I suoi nudi non vogliono essere quindi che l’oggettivazione di concetti trascendenti il dato naturale per attingere alla sfera dello spirito. Ecco dunque un surrealista completo il cui linguaggio si rivolge all’io e al l’occhio e al cuore dell’uomo”.

Gino Traversi

La Bellezza Invisibile

“Il suo atteggiamento, volto ad una interpretazione surreale degli avvenimenti descritti, porta i soggetti al centro del mondo. La Musica risuona nell’opera di Pradella attraverso arpe, flauti e violini. È in un ricettacolo di emozioni e sentimenti, di ricordi e curiosità che l’artista Pradella vede l’essenza della vita. Nessuno più dell’essere femminile naturalmente lo custodisce, lo manifesta e rappresenta attraverso l’immagine di bellezza. Per questo la donna per Pradella diventa reale ministro della fede come la Papessa o Cadinalessa Giovanna e della difesa come Lady Hebling di Innsbruck. Un messaggio significativo e stimolante che invita lo spettatore ad un dialogo con se stesso”.