Vincent Van Gogh nasceva 167 anni fa.

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Vincent van gogh

Van Gogh artista incredibile, uno degli esponenti post impressionisti più importante. Un uomo d’arte dall’animo tormentato e sofferente, nacque oggi 30 marzo del 1853. E’ il primo di 6 fratelli e sorelle, suo padre era un pastore protestante, molto rigido. Nella sua vita viaggiò molto dal 73 al 75 visse a Londa in questo periodo si innamorò di una ragazza ma, ella lo respinse, e da qui Van Gogh mise una pietra sopra ai sentimenti. Dal maggio del 75 fino ad aprile 76 visse a Parigi.

Provò a diventare un evangelico, ma ben presto cambiò strada; in realtà tentò diversi lavori, ma nel 1880 decise di migliorare la sua arte.
Si iscrisse con la matricola 8488, purtroppo quell’ambiente non era per vincent, i suoi schemi andavano oltre l’effimera bellezza di un corpo nudo. Egli stesso affermò, in una delle innumerevoli lettere spedite al fratello Theodor, che il corpo nudo non gli interessava, era troppo facile carpirne la bellezza, è con i vestiti che si capta l’essenza di una persona.
Da li lasciò gli studi accademici, oltretutto non compreso per la sua arte.

Van Gogh non è soltanto il pittore della Notte Stellata oppure del Vaso di Girasoli. Le sue prime opere erano fatte con matita o inchiostro, nel periodo in cui ancora non approcciava all’olio, si dilettava in questo modo, ecco un esempio:

Quando scoprì la pittura ad olio gli si aprì un mondo. I suoi quadri hanno un potere espressivo incredibile, data da quelle pennellate corpose e visibili, che conferiscono quasi una sensazione di fisicità.
Nel periodo che visse in provenza, Van Gogh non dipinse soltanto paesaggi, dedicò la sua attenzione alle persone che incontrava quotidianamente, Per lui il ritratto non era soltanto la rappresentazione fedele della fisionomia della persona, ma è anche lo stravolgimento di quella fisionomia necessaria per andare ad incontrare l’anima.

In un quadro desidero esprimere qualcosa che sia di conforto, come la musica. Vorrei dipingere uomini e donne con quel qualcosa di eterno che una volta era simboleggiato dall’areola, e che noi cerchiamo di rendere con un simile raggiarsi e le vibrazioni dei nostri colori.” (V.V.G.)

Sempre nel periodo francese, Van Gogh frequentava diversi artisti, fra questi vi era Paul Gauguin. Fecero progetti insieme ed andarono a vivere insieme, ma, l’idillio che immaginavano non durò molto. La loro convivenza non fu facile, sarebbero dovuti rimanere a vivere insieme per un anno, ma durò soltanto due mesi, a causa degli eccessi, delle tensioni e differenza caratteriali.

In una sera di dicembre del 1888 Guguin annunciò al suo coinquilino, una volta amico, che sarebbe andato via. Quella sera bevvero dell’assenzio, ma da li a breve scoppiò una lite furibonda, Van Gogh prese un rasoio e si tagliò il lobo dell’orecchio sinistro, lo avvolse in un giornale e lo portò in regalo ad una prostituta. Questo fu il momento scatenante, quella scintilla che fece “scoppiare” la follia di Van Gogh. Ed in questo ultimo anno e mezzo di vita, l’artista visse una lunga lotta contro la sua malattia mentale, risentendone anche la sua cara e preziosa arte.

Fuori è un tempo splendidido, tuttavia non so perchè, da molto tempo, non sono uscito dlla mia camera. sono quasi due mesi. Mi occorrerebbe del coraggio, spesso mi manca. Da quando sono malato si impossessa di me un sentimento cos’ terrificante, della solitudine in mezzo ai campi che evito di uscire. La sala dove stiamo nei giorni di pioggia, e’ come una sala d’aspetto di terza classe, di qualche paesino sperduto. Tanto più che vi sono signori alienati che portano invariabilmente cappello, occhiali, bastone, abito da viaggio che sembrano i passeggeri. Ce ne è uno qui che grida e parla sempre, come ho fatto io durante una quindicina di giorni, credi di sentire le voci e parole nell’eco dei corridoi. Insomma in questo momento cerco di guarire, come uno che avendo voluto suicidarsi, avendo trovato l’acqua troppo fredda, cerca di riguadagnare la riva.

Il pittore, in seguito ai numerosi episodi di instabilità mentale, decide volontariamente di rinchiudersi nell’istituto di cura a Saint-Remy in provenza. Il medico che lo ebbe in cura, il dottor Peiron, non sempre gli permetteva di andare in giardino a dipingere quindi, Vincent, lo faceva dalla sua stanza, e da qui la sua pittura viene, ovviamente, influenzata diventando sempre più astratta.
Secondo il medico della casa di cura, era affetto da epilessia, difficile da ad oggi confermare. In molti ipotizzano un disturbo bipolare, altri depressione, o addirittura personalità borderline, ma poco importa quale fosse la sua patologia. In quel posto, a Saint-Remy Van Gogh dipinse quadri straordinari. Una di queste opere è, forse, la più celebre, la Notte Stellata.

van gogh

Purtroppo Van Gogh era convinto che la sua arte non potesse arrivare più ai livelli precedenti, questo mutamento però fa si che le sue opere prendano una vita totalmente diversa.
Fu in quel periodo che Vincent iniziò a riflettere su una affermazione che Paul Gauguin ed Emile Bernard fecero, ovvero, non bisogna prendere la realtà così come è ma bisogna manipolarla. Ed infatti i quadri di Van Gogh presero la via della stilizzazione.
Inizia a sperimentare con forme e pennellate esagerate, erano una sua sperimentazione, una personale ricerca artistica.

Anche se in molti concordano che sia l’espressione della sua malattia mentale. Ma abbandonerà anche questo stile, sperimenta, cerca di dare il meglio che riesce, nei suoi dipinti, e poi passa oltre, non fermandosi mai.

Da quando sono qui il giardino desolato, alberato da grandi pini sotto i quali cresce maltenuta un’erba misteriosa, mi è bastato per lavorare, e non sono ancora uscito. Eppure il paesaggio di San remì è molto bello e probabilmente poco a poco, lo girerò. Sono costretto a chiederti ancora dei colori, e soprattutto della tela. Quando ti manderò le 4 tele che sto facendo in giardino, vedrai che l’eventualità che la mia vita trascorra soprattutto in giardino non è poi tanto triste. La vita passa così, la vita non ritorna. Ma io mi accanisco nel mio lavoro, e anche per questo so che le occasioni di lavorare non ritornano, soprattutto nel mio caso, Nel quale una crisi violenta è in grado di distruggere la mia capacità di dipingere. Il lavoro va benissimo, trovo delle cose che ho cercato invano per anni e sentendo ciò, mi viene in mente quella frase di Delacroix che tu conosci, ‘Ho trovato la pittura quando non avevo più né denti né fiato’.”.

Alla fine del 1889 Van Gogh sentiva di voler tornar in provenza, gli mancava quel posto, e, nel maggio del 1890 si trasferisce a Auvers-sur-Oise, a trenta km da Parigi.

Auvers è davvero bellissima, soprattutto per i tetti di paglia sempre più rari. spero quindi che nel realizzare qualche dipinto con dedizione, potrò rifarmi di qualche costo del mio soggiorno. Veramente è stupendo il cuore della campagna, unica e pittoresca, non posso fare nulla per la mia malattia, sto soffrendo un pò in questi giorni a causa della solitudine, i giorni mi sembrano settimane, in ogni caso non rimpiango di essere ritornato. Le cose qui andranno meglio.

In quel periodo alloggiò in una locanda (che conserva ancora l’aspetto di quel periodo), la più economica che riuscì a trovare, Era un luogo frequentato dai vari artisti che, da Parigi, si muovevano verso la periferia per dipingere il paesaggio.
Qui Van Gogh finirà il suo viaggio. Dopo un lungo tortuoso viaggio il genio di Van Gogh si spense con lui. Una vita tormentata e dolorante, la sua carriera di artista durò solo 10 anni, ma che in quel periodo, fu in grado di regalare opere magnifiche. Non ebbe una donna, o meglio, non ebbe un amore. L’unica relazione che ebbe fu con una prostituta che, il padre, pastore protestante, gli ordinò di lasciarla, sotto innumerevoli pressioni.

Nelle sue ultime 10 settimane di vita, ad Auvers, dipinse in modo frenetico circa 1-2 quadri per un totale di 70 opere. I suoi dipinti rappresentavano il villaggio, le case ed un orizzonte sconfinato. Il suo modo di dipingere cambiò, le pennellate erano meno marcate e più morbide, quasi fosse più calmo. I quadri come Il Campo di Papaveri ed Auvers Paesaggio con la Pioggia, sembrano premonire la fine del suo viaggio in questa vita terrena.

“Sono spesso terribilmente malinconico, irritabile ansioso di comprensione, e quando non ne ricevo cerco di agire con indifferenza, parlo con durezza, e vado a combinare dei guai. Non mi piace stare in compagnia, e spesso lo trovo difficile, penoso, mescolarmi alla gente e parlare, Ma sai quale è la causa, se non tutto. ma una gran parte di ciò? Semplicemente i miei nervi, sono terribilmente sensibile, sia fisicamente che moralmente!”

il 27 luglio del 1890 Vincent Van Gogh, come consueto, dopo colazione, esce per andare li, in quei campi meravigliosi a dipingere. Ma il pomeriggio appoggiò accuratamente il cavalletto li, su un mucchio di fieno, prese una pistola e si sparò un colpo al torace. Rimase svenuto per ore, al calar della notte si risvegliò e si trascinò verso la sua stanza. I lamenti richiamarono l’attenzione del proprietario della locanda. Fu avvisato il fratello Theo, che arrivò il giorno dopo da Parigi. Nonostante avesse un colpo di pistola al petto, riuscì a conversare per tutta la notte con il fratello, fumando persino la pipa.

I loro discorsi volgevano a quei brevi momenti felici di vita, alla pittura che era il fulcro delle loro conversazioni da sempre, parlarono molto, finchè nella notte tra il 28 ed il 29 Vincent esalò il suo ultimo respiro.
Suo fratello Theodore, di qualche anno più giovane, legatissimo a suo fratello, ebbe un crollo nervoso che lo portò a diversi ricoveri in un istituto ad Utrecht, dove morì sei mesi più tardi.

van gogh
Tombe de Vincent van gOGH

Auvers-sur-Oise
Per il mio lavoro, io rischio la vita,
e la mia ragione vi è quasi naufragata…
(lettera trovatagli addosso il 29 luglio 1890)

Ora i due fratelli legatissimi nella vita, e nella morte, riposano insieme in un campo di girasoli

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