Villaggio per malati d’Alzheimer: “Ohana significa famiglia”

Un'iniziativa straordinaria

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Nell’immaginario comune, la solitudine assume un significato totalmente negativo. Una persona sola, è qualcuno che nella vita non ha saputo coltivare affetti concreti. Solitudine, è sovente sinonimo di egoismo. Una donna sola è considerata spesso anaffettiva, un uomo solo magari menefreghista. Tuttavia, una parola può comprendere infinite sfumature. Una riflessione importante sulla solitudine, ci è stata donata dal cantautore Fabrizio De Andé. Egli, descrive la solitudine quasi come una meta, per alcune tipologie di persone. Tra queste, i malati e gli anziani. E’ infatti frequente che questi non si possano permettere la solitudine, poiché bisognosi d’assistenza. Quando poi una patologia annienta l’individuo, certe abitudini diventano lussi. Eppure, c’è chi ha voluto sfidare questa realtà. In Francia, a questo proposito, è stato messo a punto un villaggio per malati d’Alzheimer.

Il villaggio per malati d’Alzheimer: come bambini

Un vecchio detto dice che “it takes a village to raise a child”, ossia “ci vuole un intero villaggio per crescere un bambino”. Quest’espressione, ci fa capire come mettere al mondo ed educare una nuova vita, sia in realtà un compito parecchio complicato. Possedere in tutto e per tutto la responsabilità di un nuovo cittadino o cittadina di questa Terra, mette nelle nostre mani un incarico fatto d’infinite preoccupazioni e doveri. La malattia d’Alzheimer, riduce una persona già adulta e in molti casi anziana, allo stato di bebé in fasce.

Purtroppo, il rovescio della medaglia è che il decadimento cognitivo, colpisce il paziente nel profondo. Dunque, il paragone col bambino, per quanto in parte veritiero, rappresenta comunque un eufemismo. Di fatti, nel momento in cui un neonato viene alla luce, normalmente porta con sé gioia ed emozioni positive. Oltre a mille preoccupazioni, una nuova vita rappresenta un nuovo inizio, anche per gli adulti che se ne andranno a occupare. Giorno dopo giorno, attimo dopo attimo, si osserva il proprio cucciolo crescere a vista d’occhio. Lo si ammira mentre fa esperienza del circostante, quando, non ancora a conoscenza della legge di gravità, si sorprende quando un adulto lo lancia per aria per poi riafferrarlo forte tra le braccia.

L’altra faccia della luna

La realtà di chi è affetto dal morbo di Alzheimer, è però ben più triste. La malattia comincia a possedere la sua vittima prima in maniera apparentemente più lieve, magari facendole semplicemente dimenticare dove ha messo le chiavi di casa. Poi, il tono si fa più aggressivo. I pezzi che compongono il puzzle della memoria, si disperdono giorno dopo giorno. Anche quelli che compongono i bordi della figura finale, quelli che di solito si tende a ricercare all’inizio per facilitare il gioco, si dissolvono. E da lì, comincia un tragico calvario, che conduce inesorabilmente alla perdita della persona. Ecco perché il villaggio per malati d’Alzheimer, rappresenta una vera e propria ancora di salvezza per pazienti e famiglie.

Il villaggio per malati d’Alheimer regala uno spiraglio di normalità

Riprendendo l’introduzione di questo articolo, abbiamo parlato della solitudine con un accezione positiva, in quanto spesso sinonimo di autonomia. Di fatti, è proprio questo l’intento del villaggio per malati d’Alzheimer situato nei pressi di Dax, in Francia. Con la differenza che però, nessuno viene mai lasciato solo. All’interno della struttura vige un concetto di famiglia, simile a quello proposto dal cartone Lilo&Stitch: “Ohana significa famiglia, famiglia significa che nessuno viene abbandonato o dimenticato”. Ricordare chi ci ha dimenticati per colpa di una patologia, è dunque un dovere e un aiuto. E’ un segno d’umanità verso una parte della popolazione anche troppo fragile.

villaggio per malati d'alzheimer donna

Il centro, non ha nulla che vedere con le classiche case di riposo per anziani. Si parla di un vero e proprio villaggio, composto da case, spazi aperti e negozi. All’interno di questo angolo di speranza, gli abitanti risiedono in case adattate in base alle loro necessità. Sono inoltre presenti lavoratori e volontari, che si occupano di aiutare i pazienti. Una peculiarità importante di questa struttura, è che si lavora al fine di preservare più a lungo possibile la memoria. Infatti, al giorno d’oggi purtroppo non esiste una cura definitiva per la malattia. Si hanno a disposizione solo alcune terapie palliative, che mirano a rallentare il processo del decadimento cognitivo e migliorare la vita delle persone.

Il valore della memoria

Per questo, la cura della memoria ha bisogno di un ingente aiuto esterno. E’ fondamentale assistere il paziente, senza mai sostituirsi a lui. Almeno, non fino a quando lo si vede perdere definitivamente l’apprendimento di una data azione quotidiana. E’ inoltre degno di nota il fatto che questo villaggio sia del tutto su misura dei suoi cittadini. Questa particolarità, fa si che chi vive all’interno delle sue mura percepisca ancora una certa autonomia e normalità, cosa che gli sarebbe altrimenti negata nel mondo esterno. Ricordiamoci che le patologie, qualunque esse siano, fanno parte della vita. Possono colpire in qualsiasi momento del nostro fluire, provocando una tempesta che mai avremmo voluto affrontare. E’ solo adattandosi ai cambiamenti, che si può imparare a nuotare in questo mare burrascoso.

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