Video a favore della legge Zan: diritti per tutti

Un'azione contro la violenza

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video a favore della legge zan

Sono ormai trascorsi vent’anni dall’inizio del nuovo millennio. Mai ci saremmo aspettati di varcare questo traguardo indossando una mascherina chirurgica e timorosi di ciò che sarà. La situazione che stiamo vivendo di certo rappresenta una priorità assoluta, in fatto di risoluzioni. Tuttavia, la mente umana è concepita per un pensiero a largo spettro. Le persone sono in grado di trovare soluzioni a mille problemi contemporaneamente, nel momento in cui si applica. Eppure, si usa spesso lucrare su questa capacità. Quando ci si trova di fronte a una problematica enorme, la si utilizza come scusa per sminuire urgenze altrettanto giganti, ma per molti scomode. Una di queste, è l’estensione dei diritti umani a tutti i cittadini di questo mondo, senza alcuna distinzione. E’ a tal proposito che è stato messo a punto un video a favore della legge Zan.

Video a favore della legge Zan: perché è stato creato?

<<Ma siete sicuri che gli omosessuali di questa nazione non avrebbero voluto vedervi al lavoro per difendere le loro attività piuttosto che su questa roba qui?>> Sono queste le parole della politica Giorgia Meloni. “Questa roba qui” sarebbe il Ddl Zan, ossia la legge che punisce omofobia, transfobia, misoginia e abilismo. Un disegno proposto al fine di difendere tutti, nonché di punire la violenza. Durante l’intervento alla Camera dei Deputati, Meloni ha cercato di fare leva sulla situazione corrente, al fine di spostare l’attenzione dei cittadini su un altro problema. Peccato che due problematiche non si elidano. Al massimo, si sommano. La pandemia globale ha apportato alla società nuovi problemi che prima non conoscevamo, ma di certo non ha eliminato quelli già presenti. Anzi, in certi casi li ha evidenziati. Per fare un esempio, nel lockdown sembra che il numero delle violenze domestiche sia aumentato.

Ecco perché è stato messo a punto un video a favore della legge Zan. <<Sì Giorgia Meloni, siamo sicuri di volere la legge Zan>>, affermano a gran voce i protagonisti del progetto. A dare vita al cortometraggio, troviamo numerosi personaggi celebri. cantautore Tiziano Ferro, l’attore e attivista Pietro Turano, l’avvocata Cathy La Torre, l’ex deputata Vladimir Luxuria, lo scrittore Jonathan Bazzi. A seguire, lo storico attivista Franco Grillini, il conduttore radiofonico Diego Passoni, l’attivista Francesca Vecchioni , figlia del cantautore Roberto. Non mancano all’appello l’ex calciatrice Carolina Morace, Luca Paladini de I Sentinelli Di Milano, l’attore Paolo Camilli, Erika e Martina de Le Perle Degli Omofobi, il giornalista Simone Alliva, il contributor Paolo Armelli, la giornalista Luisa Rizzitelli e il giornalista Diego Accolla.

Destinazione parità

Lo scopo del video, non è solamente quello di fornire una risposta immediata alla provocazione di Giorgia Meloni. Si tratta piuttosto di una presa di posizione contro la violenza. Sebbene la neutralità sia spesso vista come un’arma vincente, quando si parla di diritti non è così. Essere neutrali significa schierarsi dalla parte degli oppressori. Mantenere il silenzio, è sinonimo di sottomissione e debolezza. E’ vero, il silenzio, se ben ascoltato, può dirci molto di più di uno scomodo discorso. Solo che non tutti sono in grado d’intendere la forza dell’assenza di suono. Ecco perché è importante farsi sentire: perché nessuna voce rimanga nell’ombra.

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