Dieci suggestivi luoghi di culto: si trovano in alta montagna, ma anche sui laghi o a picco sul mare, così belli e arditi da togliere il fiato.

Strette tra monti e acque, oppure a picco sul mare o ancora scavate nella montagna: queste piccole chiese e cappelle sono un vero prodigio di costruzione in uno scenario naturale impervio e suggestivo, così belle e inconsuete da provocare forti emozioni non solo nel pellegrino che le visita come atto di devozione, ma anche nel viaggiatore attento e alla ricerca del bello.

SACRA DI SAN MICHELE – VAL DI SUSA – PIEMONTE – Questo spettacolare santuario, dedicato all’arcangelo Michele e risalente all’anno Mille, è stato edificato come naturale prolungamento del Monte Pirchiriano, all’inizio della Val di Susa. Simbolo del Piemonte e una delle chiese romanico-gotiche più belle e significative, ospita una piccolissima comunità di padri rosminiani. Di recente ha subito alcuni danni, per fortuna non strutturali, a causa di un incendio.

SANTUARIO DI SAN BESSO, VAL SOANA – PIEMONTE – Ci troviamo all’interno del Parco del Gran Paradiso, ma in territorio piemontese e non valdostano, in un tipico scenario di montagna. Il piccolo santuario sorge sotto una rupe a ricordare il luogo in cui, come racconta la leggenda, San Besso precipitò dallo sperone roccioso, spirando sotto gli occhi dei suoi colleghi pastori, invidiosi del suo gregge.

SANTA CATERINA DEL SASSO – LAGO MAGGIORE – LOMBARDIA – La vista che offre è splendida, con uno scorcio suggestivo sulle isole Borromee e Stresa, ma per arrivarci occorre scendere una scala di 268 gradini: siamo all’eremo di Santa Caterina del Sasso, sul Lago Maggiore. La costruzione è incastonata nella roccia a strapiombo sul lago ed è composta da tre cappelle precedute da un porticato a quattro archi.

EREMO DI SAN COLOMBANO – TRENTINO – L’eremo è stato fondato nel 753, inglobando alcune cavità naturali situate a metà altezza della parete rocciosa dell’orrido formato dal torrente Leno. Secondo la leggenda, San Colombano sconfisse un drago che uccideva i bambini battezzati nelle acque turbinose del torrente e per questo il santuario è dedicato a lui.

CHIESA DI SAN PIETRO – PORTOVENERE – LIGURIA – Abbarbicata a uno scoglio battuto dal vento e dalle onde, questa incantevole chiesetta in stile gotico-genovese risale al 1200 circa. E’ uno dei monumenti più celebri della Liguria, conosciuto e amato dai viaggiatori di tutto il mondo.

SANTUARIO MADONNA DELLA CORONA – VERONA – VENETO – Un suggestivo luogo di culto scavato alla roccia che custodisce numerose opere d’arte di grande pregio. Il santuario si trova lungo lo storico Sentiero dei Pellegrini: un tempo era raggiungibile solo attraverso una impervia salita a gradini, mentre oggi esiste una strada asfaltata che termina in una galleria scavata nella roccia, percorribile solo a piedi.

TEMPIO DEL VALADIER – GENGA – MARCHE – Questo incantevole tempietto si trova all’interno di una grotta che fa parte del sistema di anfratti carsici delle Grotte di Frasassi. Il tempietto è un refugium peccatorum, ovvero rifugio dei peccatori, come si legge su una iscrizione, ed è stato fatto costruire da Papa Leone XII su progetto dell’architetto Giuseppe Valadier che dà nome al piccolo edificio.

SANTUARIO DI SAN FRANCESCO – GRECCIO – LAZIO – E’ uno dei quattro santuari costruiti dal Santo di Assisi, insieme a Fonte Colombo, Foresta e Poggio Bustone, nella Valle Santa. Qui San Francesco nel 1223 mise in scena la prima rappresentazione della nascita di Gesù, inaugurando la tradizione del presepe. Il santuario è costruito a un’altitudine di circa 700 metri ed è circondato da un grande querceto.

SANTA MARIA DELL’IDRIS – MATERA – BASILICATA – Una piccola chiesa davvero magica, che pare emergere direttamente dal cuore dal Monterrone, una rupe calcarea situata nel cuore del Sasso Caveoso, a Matera. E’ la chiesa rupestre più grande che si conosca. Insieme al complesso dei Sassi fa parte dei Patrimoni dell’umanità Unesco.

SANTUARIO DI SANTA ROSALIA – PALERMO – SICILIA – Dedicato alla Santa patrona della città, questo santuario è completamente integrato nella roccia, della quale riprende anche i colori. La costruzione si inserisce in una fenditura della roccia quasi sulla cima del Monte Pellegrino. E’ anche possibile entrare nella cavità della grotta, che costituisce il cuore del complesso: qui furono ritrovate le ossa della santa, amatissima dai palermitani.

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