Via Lazzaro Palazzi: il progetto dell’Archivio

Il centro culturale milanese presenta il lavoro di raccolta dei materiali sull'esperienza artistica tra 1989 e 1992

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Spazio di Via Lazzaro Palazzi
Chiyoko Miura, "Idea non c’è", 1992, veduta dell’allestimento dell’opera, Galleria Tag, Udine.

Museo del Novecento di Milano presenta gli esiti del progetto di valorizzazione dell’Archivio dello Spazio di Via Lazzaro Palazzi. Un’importante iniziativa a carattere scientifico che nel 2020 ha ricevuto il riconoscimento del Ministero della Cultura.
Uno dei primi artist-run spaces di Milano, luogo centrale della scena artistica della città tra il 1989 e il 1992.


Collezione Mattioli a Milano al Museo del Novecento


Come è nato lo Spazio di Via Lazzaro Palazzi a Milano?

Un centro creativo è fondato da un gruppo di tredici artisti, Mario Airò, Vincenzo Buonaguro, Matteo Donati, Stefano Dugnani, Giuseppina Mele, Chiyoko Miura. Ci sono anche: Liliana Moro, Andrea Rabbiosi, Bernhard Rüdiger, Antonello Ruggieri, Adriano Trovato, Massimo Uberti, Francesco Voltolina. I talenti gravitavano attorno
all’Accademia di Belle Arti di Brera e alla Casa degli Artisti di Milano. In seguito alla donazione da parte dei membri del collettivo, il Museo del Novecento di Milano ha acquisito i materiali d’archivio che documentano la storia. Un’importante esperienza artistica di autogestione e alternativa al sistema delle gallerie e della critica.

La realizzazione dell’Archivio

La costituzione dell’Archivio dello Spazio di Via Lazzaro Palazzi ha motivato un ampio lavoro di valorizzazione, coordinato da Iolanda Ratti, Conservatrice del Museo. Ha collaborato anche Cristina Baldacci, Docente di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università Ca’ Foscari Venezia. Il progetto, è premiato e finanziato nell’edizione 2020 del PAC – Piano per l’Arte Contemporanea emanato dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea (DGCC) del Ministero della Cultura. Il Museo si propone di incentivare una cultura archivistica del contemporaneo, costruita e mediata nel dialogo con i numerosi
attori della storia artistica e culturale. Intende quindi offrire al pubblico un racconto plurale di uno snodo tra i più complessi e vivaci della storia artistica di Milano. L’iniziativa si è articolata in diverse fasi, a partire dall’inventariazione e digitalizzazione dei materiali donati con l’intenzione di rendere l’archivio consultabile da ricercatori e studiosi.

Il lavoro per l’Archivio di Via Lazzaro Palazzi a Milano

Una parte rilevante del lavoro riguarda la raccolta delle testimonianze degli artisti con video-interviste integrate successivamente ai materiali d’archivio. Si tratta dunque del punto di partenza per la creazione di un documentario realizzato dal regista Francesco Clerici e una pubblicazione edita da Electa che documenta la vicenda dello Spazio. Completano il progetto un programma di workshop condotti da Mario Airò e Antonello Ruggieri, due dei fondatori del Centro di Via Lazzaro Palazzi e un ciclo di conferenze alla presenza di artisti, docenti e curatori. Quindi un approfondimento di alcuni temi centrali della cultura artistica degli anni Novanta.

Domani l’ultimo degli incontri sullo Spazio di Via Lazzaro Palazzi

Proposti dal 15 settembre, gli incontri si concluderanno domani, 6 ottobre con l’appuntamento Archiviare il presente in programma alle 18 nella Sala Fontana. Moderano: Iolanda Ratti, Museo del Novecento di Milano e Cristina Baldacci,
Università Ca’ Foscari Venezia, Coordinatrici del progetto. Intervengono: Gianfranco Maraniello, Direttore del Museo del Novecento di Milano, Angela Vettese, Università Iuav di Venezia, autrice di un saggio nella pubblicazione. Partecipano anche Sergio Risaliti, Direttore del Museo Novecento di Firenze e Cecilia Poggetti, Archivista, Roberto Marossi, Fotografo e Francesco Clerici, regista del documentario Da soli insieme (2022). L’incontro sarà infatti l’occasione per presentare gli esiti del Progetto di Valorizzazione dell’Archivio dello Spazio di Via Lazzaro Palazzi con gli artisti del collettivo. Sarà quindi proiettato in anteprima il filmato illustrata la pubblicazione in due volumi L’archivio come opera in divenire.

Immagine da cartella stampa.