Vertici arabi: Arabia Sudita accusa Iran d’intromissioni

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Vertici arabi: Arabia Sudita accusa Iran d'intromissioni

Ieri, nella capitale dell’ Arabia Saudita, Mecca, una delle città sante dell’Islam, si sono tenuti due vertici d’emergenza, che riunivano i Paesi del Golfo e gli altri Paesi arabi. Come da programma, al centro del dibattito vi sono state le minaccie iraniane.

A presiedere i vertici in questione, è stato il re dell’Arabia Saudita e custode dei due luoghi sacri, M. B. A. al-Aziz. Il re saudita ha accusato, senza mezzi termini, l’Iran d’intromissioni nella regione araba.

Alcune fonti stampa accuserebbero il regime di Teheran, di essere l’artefice della distruzione delle petroliere, davanti alle coste emiratine, evento, quest’ultimo, avvenuto qualche settimana fa. iInoltre, l’Iran è stato accusato di aver lanciato un missile, caduto vicino all’ambasciata americana a Baghdad.

Il re saudita, durante la riunione, ha ribadito la necessità di reagire in modo deciso per affrontare le minaccie iraniane.

Nel suo discorso egli ha dichiarato che: ” non assunere una posizione ferma e risoluta nei confronti delle attività di distruzione iraniane, ha spinto l’Iran a persistere nel suo atteggiamento che è sotto gli occhi di tutti oggi”.

Il re non ha potuto fare a meno di chiedere alla riunione internazionale di: “assumersi le sue responsabilità di fronte all’atteggiamento iraniano che minaccia la sicurezza e la pace internazionale”.

Il custode dei due luoghi sacri ha ricordato, inoltre, che: “la mano del Regno sarà sempre tesa verso la pace, ed esso continuerà ad adoperare ogni sforzo, per sostenere la sicurezza e la stabilità, evitando le catastrofi delle guerre”.

M. B. A. al-Aziz ha insistito che la tragedia palestinese continui ad essere la questione centrale per gli arabi, “affinchè il popolo palestinese ottenga i suoi diritti negati e abbia diritto ad uno stato indipendente”.

Il re saudita ha dichiarato, in chiusura del suo discorso del vertice dei Paesi del Golfo, il suo pieno sostegno alla strategia americana nei confronti dell’Iran.

Inoltre, il monarca ha confermato la sua fiducia all’accordo di difesa comune tra gli stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo, ovvero nel caso in cui uno degli Stati del Golfo subisca un’aggressione, quest’ultima sarà considerata un attacco anche verso gli altri Stati che compongono il Consiglio.

I due vertici arabi summenzionati, sono stati un’ottima occasione per il Regno, dunque, di accusare apertamente il regime iraniano di minacciare la stabilità e la pace nella regione.

Di recente, l’Arabia Saudita ha accusato l’Iran di aver compiuto degli attacchi ai suoi oledotti, tramite le milizie houthi, finanziate proprio da Tehran.

Il ministro della difesa saudita ha dichiarato che: ” Questi attacchi dimostrano che le milizie [houthi] sono solo uno strumento del regime iraniano per portare avanti la sua politica espansionistica”.

Se non si porrà un freno alla politica di aggressione di Teheran, la situazione politica in Medio Oriente non potrà che peggiorare.

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