Vertice Europa – Cina: partner o rivali?

Ieri si è tenuto un vertice in videoconferenza tra i leader dell'Unione Europea e la Cina. Il vertice ha rivelato che forse qualcosa tra Pechino e l'UE sta cambiando

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Vertice Europa - Cina
European Council President Charles Michel, High Representative of the European Union for Foreign Affairs and Security Policy Josep Borrell (not pictured) and connected via video European Commission President Ursula von der Leyen and German Chancellor Angela Merkel take part in a virtual summit with China's President Xi Jinping, in Brussels, Belgium September 14, 2020. REUTERS/Yves Herman/Pool

Ieri, 14 settembre,si è tenuto il vertice Europa – Cina. A causa dell’epidemia la riunione si è svolta in videoconferenza. Hanno partecipato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, la cancelliera tedesca, Angela Merkel e il presidente cinese Xi Jinping. L’agenda del vertice ha riguardato il commercio e gli investimenti, i cambiamenti climatici e la biodiversità. Inoltre hanno discusso della risposta alla pandemia da Covid-19 e degli affari internazionali. Il vertice tra Bruxelles e Pechino ha rivelato che qualcosa sta cambiando.

Vertice Europa – Cina

Il 22 giugno scorso si è tenuto il 22° vertice UE – Cina. Qui si era discusso delle relazioni tra Bruxelles e Pechino e di cercare di ottenere risultati concreti in linea con gli interessi e i valori dell’UE. Ieri, si è svolto un nuovo vertice per continuare la discussione.

Al vertice, tenutosi in videoconferenza, erano presenti Angela Merkel, Ursula von der Leyen, Charles Michel, e il presidente cinese Xi Jinping. Inoltre era presente all’incontro il commissario degli Affari Esteri UE, Josep Borrell.

Durante l’incontro i leader hanno discusso del commercio, dei cambiamenti climatici, della risposta internazionale alla pandemia e del rispetto dei diritti umani. Questo vertice ha in particolare sottolineato che l‘UE è più unita e che non è disposta a inchinarsi alla Cina.

Il vertice è iniziato con la discussione sui negoziati per un ambizioso accordo di investimento globale UE-Cina (CAI). Entrambe le parti hanno registrato progressi sulle norme che regolano il comportamento delle imprese statali. Invece, sul trasferimento forzato di tecnologia e sulla trasparenza della sovvenzioni, l’UE ha sottolineato che bisogna lavorare con urgenza sulle questioni del riequilibrio dell’accesso al mercato e sullo sviluppo sostenibile. Inoltre, L’UE ha dichiarato che la Cina si impegnerà ad aprirsi e a garantire che i produttori europei siano trattati un modo equo sul mercato cinese.

I leader hanno poi discusso del cambiamento climatico e della biodiversità. L’Unione europea ha incoraggiato la Cina ad aumentare i suoi impegni in materia di clima, soprattutto sulle emissioni di anidride carbonica. Inoltre hanno concordato che un accordo sulla biodiversità sarebbe un risultato importante.

La riunione è poi continuata discutendo della risposta alla pandemia Covid-19. Tutti i leader sono concordi sul fatto che ci vuole una responsabilità condivisa per fermare la diffusione del virus. Inoltre bisogna collaboratore per la creazioni di un vaccino.

La discussione sui diritti umani

I toni si sono accesi quando si è iniziato a parlare delle questioni dei diritti umani. L‘UE ha espresso preoccupazione per l’erosione dei diritti e delle libertà fondamentali ad Hong Kong. Ha anche sottolineato le preoccupazioni per la nuova legge sulla sicurezza nazionale e del rinvio delle elezioni del Consiglio legislativo.

L’UE ha inoltre ribadito le serie preoccupazioni per il trattamento delle minoranze religiose ed etniche e per le limitazioni all’accesso delle informazioni. La Cina ha promesso che si impegnerà nel dialogo sui diritti umani entro la fine dell’anno.

Infine, sulle questioni internazionali i leader hanno accolto con favore l’avvio dei negoziati tra i Talebani e il governo afgano a Doha e hanno confermato il loro impegno nel sostenere l’accordo sul nucleare iraniano. L’UE ha sottolineato l’importanza della de-escalation delle tensioni nel Mar Cinese Meridionale.

Da questo vertice è uscita un’Unione Europea con un atteggiamento diverso nei confronti della Cina. Basti ascoltare le parole del Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel: “L’Europa deve essere un giocatore e non un campo da gioco”.


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