Venti aerei cinesi nel cielo di Taiwan

Venti aerei cinesi da combattimento sono penetrati nella Zona di identificazione aerea di Taiwan venerdì 26 marzo, nella più massiccia incursione mai registrata dai radar dell’isola.

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Venti aerei cinesi

Venti aerei militari cinesi sono entrati nella zona di identificazione della difesa aerea di Taiwan. In una delle più grande incursioni segnalate dal ministero della Difesa dell’isola, segnando in questo modo una drammatica escalation di tensione che attraversa tutto lo Stretto di Formoso. Ma vediamo nel dettagli la situazione.

Come si è svolto il tutto?

Alcuni aerei cinesi hanno sorvolato lo spazio aereo a sud di Taiwan e sono passati attraverso il canale Bashi che separa l’isola dalle Filippine. Queste informazioni sono state riportate da una nota del ministero della Difesa di Taiwan. Una persona che ha familiarità con la pianificazione della sicurezza di Taiwan ha raccontato all’agenzia stampa “Reuters” che l’esercito cinese, con molta probabilità, stava conducendo alcune simulazioni di guerra: gli scenari vedono la Cina contro alcune navi da guerra statunitensi che attraversano il Canale Bashi.


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Intensificato le attività militari

La Cina, che rivendica Taiwan suo territorio, ha intensificato le attività militari vicino all’isola democratica, una situazione che ormai si protrae da mesi. Una mossa secondo Taiwan che mette a repentaglio la stabilità regionale. La presenza di così tanti aerei da combattimento cinesi è da considerarsi insolita. Ed è arrivata nel momento in cui l’aeronautica militare dell’isola ha sospeso l’addestramento a causa di due incidenti avvenuti con degli aerei da combattimento.

L’accordo

Inoltre Taiwan e gli Stati Uniti hanno firmato nelle scorse ore il loro primo accordo durante l’era Biden. L’accordo serve per stabilire un gruppo di coordinamento sulla Guardia costiera, ed è la risposta a una legge cinese entrata in vigore a febbraio che amplia i poteri della Guardia costiera di Pechino, permettendole di aprire il fuoco sulle navi straniere, in acque che considera ricadere sotto la propria sovranità e contese con altri Paesi della regione, nel Mare Cinese Meridionale e Orientale.