Si fa sempre più critica la situazione in Venezuela, paese che dal 2013 sta attraversando una crisi economica, sociale, istituzionale e umanitaria, senza precedenti.

Si aggrava la crisi alimentare in Venezuela

Il 25 febbraio si è tenuto il vertice dei paesi parte del Gruppo di Lima alla presenza del vicepresidente USA, Pence, dal quale giunge l’invito alle forze armate venezuelane ad abbandonare il presidente Maduro.
Sebbene il numero di disertori rimanga ancora basso, alcune forze si stanno concentrando ai confini brasiliano e colombiano.


Nelle ultime ore, sono giunte reazioni da entrambi i paesi confinanti. Il personale diplomatico della Colombia ha lasciato il paese in ottemperanza alla decisione del presidente Maduro. Mentre il vicepresidente brasiliano Mourao ha chiesto di esercitare pressione diplomatica ed economica. Inoltre, ha chiarito il sostegno del Brasile al “non intervento”, allontanandosi così dalle posizioni di Colombia e Stati Uniti che spingono avanti l’ipotesi di un’invasione militare.

Contrario all’uso della forza si è proclamato anche il governo peruviano che, all’apertura della riunione del Gruppo di Lima, l’ha definita “inaccettabile (…) in ogni sua forma”.

Riunione del Gruppo di Lima

Dal ministero degli Esteri cinese, Lu Kang, ha ribadito l’opposizione cinese ad un intervento negli affari del Venezuela e ha avanzato la richiesta che la comunità internazionale adotti la strategia del dialogo, mantenendo il “rispetto della sovranità”. Ha inoltre dichiarato che la Cina “si oppone all’uso del presunto aiuto umanitario a fini politici” in Venezuela; dichiarazione in linea con le Nazioni Unite che hanno chiesto di non strumentalizzare gli aiuti umanitari a fini politici.


Il leader Maduro continua a respingere, con l’aiuto delle forze di sicurezza, l’assistenza internazionale, definendola “un intervento imperialista”, destando così le proteste dell’opposizione. Alcuni giorni fa, infatti, una folla di manifestanti ha circondato la base aerea di La Carlota per esigere l’ingresso degli aiuti umanitari.

Gli aiuti umanitari bloccati al confine del Venezuela

Dichiarazioni giungono anche dalla Russia. Il segretario del consiglio di sicurezza di stato russo, Patrushev, ha infatti dichiarato che “gli Stati Uniti preparano un intervento militare”. Per farlo, secondo Patrushev, gli Usa stanno inviando truppe nei paesi vicini al Venezuela, col chiaro obiettivo di rovesciare il governo Maduro.

Da Roma, intanto, arriva la condanna del Movimento 5 Stelle all’ipotesi di un intervento militare in Venezuela.
Mentre la regione Molise avanza la richiesta alla Farnesina di creare un corridoio umanitario che consenta il rientro in Italia a chi desidera farlo.

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