Venezuela: Guaidò invoca la rivolta dei militari

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Venezuela: Guaidò invoca la rivolta dei militari

Ieri, in Venezuela, Juan Guaidò ha lanciato un appello per una rivolta militare. Dopo essersi autoproclamato presidente ad interim, Guaidò ha annunciato, con una serie di tweet: “È iniziata la fine dell’usurpazione”. Successivamente ha invitato il popolo ad una manifestazione di protesta per la giornata di oggi.

L'autoproclamato presidente del Venezuela, Guaidò, invita la popolazione ad una manifestazione per la giornata del 1° maggio.
L’autoproclamato presidente del Venezuela, Guaidò, invita la popolazione ad una manifestazione per la giornata del 1° maggio

Sempre su Twitter, Guaidò è apparso in alcune foto insieme all’attivista Leopoldo Lopez. Lopez aveva ricevuto una condanna a 13 anni e 9 mesi di carcere nel 2014, ma dal 2017 stava scontando la pena agli arresti domiciliari. L’attivista ha spiegato che i militari lo hanno liberato.
Guaidò ha inoltre dichiarato che “soldati patriottici hanno risposto” alla convocazione; ed è apparso in un video in una base aerea di Caracas circondato da soldati armati.

I militari schieratisi con Guaidò hanno liberato l'attivista Leopoldo Lopez, condannato al carcere nel 2014.
I militari schieratisi con Guaidò hanno liberato l’attivista Lopez

Nel videomessaggio, Guaidò ha proclamato: “Oggi le Forze Armate sono dalla parte del popolo, dalla parte della Costituzione”. Rotti gli indugi, Guaidò ha lanciato la fase finale de “L’Operazione Libertà”. Gli ha fatto eco Lopez, che in un tweet ha scritto: “È ora di conquistare la Libertà”.
La reazione del presidente Maduro non ha tardato ad arrivare. Il presidente ha dichiarato che tutti i comandanti dell’esercito hanno espresso “la loro totale lealtà”; mentre il suo governo ha denunciato un tentativo di golpe.

Juan Guaidò ha invitato i militari ad unirsi alle proteste, schierandosi dalla parte del popolo

Il governo ha parlato di un “piccolo gruppo di soldati traditori” intenzionati a promuovere un colpo di stato contro “la pace della repubblica”. Il ministri della Comunicazione, Rodriguez, ha chiesto agli abitanti di “rimanere in allerta in modo che, insieme alla gloriosa Forza Armata Nazionale Bolivariana, sconfiggeremo il tentativo di golpe e preserveremo la pace”.

L’inviato di Guaidò negli USA, Carlos Vecchio, ha invece informato che non si tratta di un colpo di stato. “Questo è l’inizio della fine” per il governo Maduro, ha aggiunto l’inviato, ed ha proseguito: “Chiediamo ai venezuelani di rimanere per strada”.

Nel frattempo continuano gli scontri Caracas. Il paese, che da mesi lotta contro una crisi istituzionale e alimentare, ha registrato almeno 59 nuovi feriti negli scontri. Secondo i media ufficiali, tre blindati dell’esercito si sono lanciati contro la folla, ed una persona è rimasta investita.

Almeno tre blindati dell'esercito, in Venezuela, sono andati contro la folla di manifestanti investendo un a persona.
Tre blindati dell’Esercito sono andati contro la folla, investendo una persona

Sono giunte anche le reazioni internazionali. Trump ha chiesto a Cuba di ritirare immediatamente i soldati dal Venezuela, pena sanzioni altissime.
La Colombia ha chiesto di convocare una riunione del Gruppo di Lima. Mentre il presidente della Bolivia ha condannato il “tentativo di golpe”.
La Russia, invece, alleata di Maduro, ha puntato il dito contro l’opposizione che “fomenta il conflitto”.

Nel frattempo, il presidente brasiliano, Bolsonaro, ha deciso di concedere asilo nell’ambasciata a 25 militari schieratisi con Guaidò. Mentre l’ambasciata del Cile, ha accolto come ospiti Lopez, sua moglie e la figlia.