Venezia, il 2020 ha fatto capire i problemi del suo turismo

Nel 2020 Venezia ha scoperto i problemi del suo turismo.

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Venezia è da secoli una città abituata ad essere affollata da turisti provenienti da tutto il mondo. Gite in gondola, passeggiate per i vicoli, pranzi e cene sulla laguna: il turismo a Venezia, in particolare quello di passaggio delle navi da crociera, porta ogni anno entrate importanti per le finanze della città, talvolta però a discapito della sua pulizia e della sua bellezza. Questo aspetto è apparso evidente proprio quest’anno, in un’estate insolita, segnata dalla pandemia da Covid-19, che ha visto in città un numero insolitamente basso di turisti, legato anche alla disposizione di non far attraccare le navi da crociera per motivi di sicurezza. A beneficiarne, in primo luogo, sembrano essere i canali di Venezia, le cui acque non erano così cristalline da decenni.

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L’eccessivo turismo di Venezia

In questa insolita stagione, potendo contare solo sul turismo italiano e su una piccola fetta di quello europeo, Venezia ha scoperto il peso dell’eccessivo turismo che ogni anno la riguarda e alcuni hanno avanzato l’ipotesi di ridurre il numero di turisti nella laguna, in particolare chi sbarca dalle crociere.

Sul quotidiano “Australian” un giornalista racconta che “i potenziali visitatori non dovrebbero pensare di avere Piazza San Marco tutta per loro”. “I vaporetti” si legge nelle righe del quotidiano australiano “che solcano i canali sono piani di persone che vogliono visitare la città e che non guardano in faccia alla folla. Questo ha portato negli anni a un turismo eccessivo, con circa 30 milioni di visitatori all’anno, con un lento danneggiamento delle delicate strutture storiche della città”.

Cosa è cambiato quest’anno

Quest’anno le navi da crociera sono rimaste lontano dalla città. Due dei maggiori operatori, la Msc Crociere e la Costa Crociere, hanno deciso la scorsa settimana di effettuare la loro prima crociera sul Mediterraneo dopo la pandemia, partendo da Trieste e da Genova, due porti più grandi di Venezia, dove è possibile mantenere la distanza sociale.

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Non c’è ancora un’evidenza oggettiva sugli effetti positivi per la città di un’eventuale chiusura alle navi da crociera o su una loro riduzione. Alcuni gruppi di cittadini hanno lanciato questa idea, ma ancora è tutta da valutare. Certo è che senza i turisti delle navi da crociera la perdita economica per la città è sostanziosa, ma investendo su un altro tipo di turismo potrebbero trarne vantaggio i proprietari e i gestori di ristoranti e alberghi. Un turismo, insomma, meno mordi e fuggi e più stabile, magari anche più contingentato. Una soluzione a cui stanno pensando seriamente i veneziani, che in questa insolita e calma estate hanno riscoperto la bellezza e la fragilità della loro città, ma anche le potenzialità che ha per ripartire senza puntare necessariamente sul turismo sfrenato.

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