Venezia 76 – Chiara Ferragni Unposted debutta a Venezia tra le polemiche

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chiara ferragni unposted

Quarantotto ore prima della premiere del Festival del cinema di Venezia di Chiara Ferragni – Unposted, la blogger-imprenditrice di moda, ha postato un video sul suo canale Instagram dove invitava i suoi follower a prenotare i biglietti per la visione al cinema, in Italia, il 17-18-19 settembre. E poi, una serie di foto, di lei sul Red Carpet, di lei e Fedez, della premier e della conferenza stampa.

Ma di cosa parla Chiara Ferragni – Unposted?

La protagonista di questo docufilm è Chiara, la sua storia, il suo mondo. Lo ha raccontato lei stessa in video, sempre su Instagram. Un video girato ad aprile, la prima volta in cui Chiara ha visto il filmato per intero, dove senza mascara, piange in modo incontrollabile. Nel testo di accompagnamento del post, spiega “La creazione di questo documentario è stato il progetto più impegnativo a cui abbia mai preso parte. Lasciare qualcun altro, il regista @elisamoruso, raccontare la mia storia e approfondire tutto ciò che ho vissuto è stato spaventoso ma terapeutico. Essere in grado di mostrarti come sono iniziati i miei affari 10 anni fa e che non si tratta solo di pubblicare un bel selfie è stato di estrema importanza per me “.

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Già, perché ogni volta che Chiara Ferragni ha successo, ovvero sempre, si scatena la polemica sul come mai riesca ad avere successo qualcosa di tanto superficiale. E nessuno, o quasi nessuno, riesce a vedere che dietro quel selfie, dietro quella “semplice” foto, c’è un lavoro, spesso complicato, fatto anche di burocrazia, di fatica, di investimenti. E le stesse polemiche sono arrivate anche per questo docufilm, con alcuni che si chiedono “perché a Venezia?”. Intanto, perché la giuria di selezione l’ha scelto. E poi la domanda dovrebbe essere: perché no? Perché Chiara Ferragni, qualunque cosa faccia, rende la gente così ipocrita? Invidia? Probabilmente, ma non lo ammetteranno mai.

Scoppia la bufera su Chiara Ferragni, ecco cosa è successo

Certo, brucia vedere una donna giovanissima e bellissima smontare la credenza popolare per cui “le bionde sono stupide” e creare un impero sfruttando tecnologie che in pochi prima di lei, in Italia, avevano sfruttato così bene.

Elisa Amoruso, una pluripremiata regista e scrittrice romana, ha realizzato un ritratto intelligente della mente dietro il blog di Blonde Salad. Ferragni è diventata ricca e riconosciuta a livello internazionale dopo che il suo omonimo marchio di abbigliamento e accessori è stato studiato dalla Harvard Business School nel 2015 e poi, due anni dopo, si è classificata prima nella lista annuale degli influencer della moda di Forbes.

Chiara sembra sullo schermo “avere tutto” tra cui una fiorente carriera imprenditoriale. “Puoi farcela da solo”, afferma Ferragni, concludendo una sequenza che affronta la scissione con Riccardo Pozzoli, il suo ex fidanzato socio in affari.

Ecco forse è questo: mentre moltissimi hanno smesso di crederci, alcuni anche solo di provare a crederci, lei, Chiara Ferragni, ci ha creduto, sempre. E ce l’ha fatta. Invece di darle addosso, di criticarla, di parlarne male, dovremmo, tutti, essere orgogliosi di un made in Italy così forte, di una donna, imprenditrice che è riuscita ad andare oltre i cliché e realizzare un sogno.