“Venezia 3021”: installazione per i 1600 anni della città

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Venice 3021
Mans blue eye close up

Alla decima edizione della notte dell’arte lagunare di sabato 2 ottobre Vitruvio virtual reality presenterà l’installazione “Venezia 3021”. Una data scelta in concomitanza con la famosa “Nuit Blanche” di Parigi che infatti si tiene lo stesso giorno. Dalle 19.30 nel cortile dell’Università Ca’ Foscari Venezia sarà proiettata la video presentazione realizzata per l’evento. Si tratta di un’idea di Silvia Burini.


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Cosa rappresenta “Venezia 3021”?

Il video sarà un omaggio ai 1600 anni della città: nel
2021 infatti il capoluogo veneto celebra la sua lunga storia. La video installazione dunque è un viaggio nelle mente di chi ha abitato, vive e sceglierà il centro lagunare anche in futuro.
Attraverso molteplici linguaggi artistici, dalla pittura alla fotografia, dal cinema al
modello 3D, i creatori hanno afferrato l’anima della città.

Vitruvio virtual reality: tecnologia a servizio delle arti

Uno studio specializzato nella CGI, branca della Computer Grafica che realizza ambienti, immagini statiche e video in 3D per il cinema. I creativi si muovono quindi nelle pieghe delle arti e espongono nei maggiori spazi per l’arte contemporanea. Il team è eterogeneo e composto da progettisti, autori, 3D artist interessati a sviluppare un proprio linguaggio. Non rinunciano però a collaborare con direttori artistici, registi, artisti provenienti da altre esperienze e portatori di differenti immaginazioni. Dal 2013 realizzano anche spot pubblicitari, video, tour virtuali per mostre o eventi moda. Sono fra i pochi in Europa a ideare esperienze di realtà aumentata e virtuale immersiva di respiro internazionale.

Alcuni dei progetti dello studio bolognese

  • Installazioni VR del Centro Direzionale Unipol e il Museo Etrusco per la mostra di Mario Cucinella “Empatia creativa” alla Triennale di Milano.
  • L’applicazione e il catalogo in realtà aumenta della mostra “Il richiamo di Cthulhu” curata da
    Lorenzo Benedetti.
  • I due documentari VR realizzati per l’Istituto Nazionale di Astrofisica per HTC Vive;
  • Poi la mostra virtuale “Studio luce” del fotografo Paolo Roversi.
  • La serie animata Human Logo per Radio M2O.
  • “What if. La riproducibilità tecnica nell’epoca dell’opera d’arte”, a cura di Eleonora Frattarolo tenutasi a gennaio 2020 per “ArteFiera Bologna”. L’esposizione comprendeva cinque opere in realtà virtuale. Sono infatti: “Casa Malaparte” a Capri, Casa doutdo” su progetto di Alessandro Mendini, “Synapse” in collaborazione con E.T. De Paris. Tra le opere comparivano anche “Leggero”, tributo a Freak Antoni e “What if”.
  • Ha inoltre realizzato tre opere NFT per conto di uno dei maggiori marchi della moda italiana.

“Venezia 3021” e Bernardo Bellotto

Simone Salomoni, coordinatore del progetto e co-fondatore di Vitruvio Virtual
Reality, parla così del progetto. “L’idea è nata da un dipinto di Bernardo Bellotto, nipote di Canaletto, un olio su tela del 1743 conservato al Getty Museum di Los Angeles. Il quadro è “L’ingresso del Canal Grande, Santa Maria della Salute e la Dogana dal campo Santa Maria Zobenigo”. Venezia è una materia estremamente difficile,
potrei dire insidiosa, a cui noi abbiamo cercato di approcciarci. Consapevoli della
grande tradizione del passato, abbiamo scelto di integrarla in maniera armonica col linguaggio della Computer-Generated Imagery”. Quindi, una creazione che celebra un luogo unico al mondo per i suoi 1.600 anniversario.

Immagine da cartella stampa.