Vecchi nemici come Libano e Israele si contendono i confini marittimi

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Vecchi nemici come Libano e Israele si contendono i confini marittimi
Vecchi nemici come Libano e Israele si contendono i confini marittimi

Vecchi nemici come Libano e Israele, hanno avviato oggi 14 ottobre, colloqui per il tanto contestato confine marittimo. Il negoziatore libanese, di cui non conosciamo il nome ha semplicemente detto: “il primo passo di un viaggio di mille miglia”.

Vecchi nemici come Libano e Israele non cominciano con il piede giusto

I colloqui sono ovviamente mediati dagli USA, che ovviamente spingono verso Israele, visto che hanno etichettato gli Hezbollah come terroristi. Normalmente tale cosa si chiama conflitto di interessi, ma quando ci sono di mezzo USA e Israele è sempre un conflitto di interesse. Guarda caso il mese scorso, gli USA hanno negoziato accordi per due stati arabi. I negoziati tutt’ora aperti, servono a stabilire legami pieni con Israele, in un importante riallineamento del Medio Oriente.

Nessuno ha grandi aspettative da questo incontro

Sia il Libano che Israele hanno minimizzato le aspettative. I vecchi nemici si pongono di fronte alla trattativa sui confini marittimi con il piglio di chi non vuole risolvere. I colloqui infatti, si sono interrotti dopo appena un’ora ed entrambe le parti hanno deciso di incontrarsi di nuovo entro due settimane. Quindi aspettarsi qualcosa da questo incontro è follia politica. Ma sappiamo che normalmente gli USA sono capaci di manovre strategiche altamente tattiche, forse avranno anche pensato ai paesi confinanti?

Vecchi nemici ma anche degli Stati Uniti


Gli Hezbollah accusati di terrorismo dagli USA


Il grande problema di questo incontro è la presenza degli USA come paese mediatore. Da decenni gli USA sono in conflitto con gli Hezbollah, anche se nell’82 hanno provato ad usarli in loro favore per operazioni segrete.Qualche settimana fa, gli Stati Uniti hanno apertamente chiesto all’Europa il riconoscimento degli Hezbollah come fazione terroristica. Ora, che questi negoziati vadano in porto partendo con dei presupposti simili, sembra molto improbabile. In tutto questo giocherà sicuramente un ruolo non indifferente la posizione dell’Egitto.

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